Oltre i muri, i fori, tra le guardie,
Oltre i fili, il recinto, di soppiatto,
Affamato, spavaldo, testardo,
Ogni giorno corro come un gatto.
.
Non importa il tempo che fa,
Con l’afa, la pioggia, la tempesta,
Cento volte io metto a rischio
Questa mia giovane testa.
.
Sotto il braccio un rozzo sacco,
Sulle spalle l’abito strappato,
Le mie giovani agili gambe
E il cuore sempre spaventato.
.
Ma tutto bisogna patire,
Tutto bisogna sopportare,
Perché voi abbiate domani
Quanto pane vorrete mangiare.
.
Oltre i muri, i fori, i mattoni,
Di notte, all’alba, di nuovo
Spavaldo, affamato, scaltro,
Come un’ombra mi muovo.
.
Se il destino a un tratto
Mi fermerà in questo dramma,
E’ il solito agguato della vita,
Non aspettarmi più, o mamma.
.
Io non tornerò più da te,
La mia voce non sentirai vicino,
La polvere della strada seppellirà
La sorte spezzata di un bambino.
.
E soltanto una preghiera,
Una smorfia sul viso rimane:
Chi mamma mia, domani,
Ti porterà un po’ di pane?
*
Poesia scritta nel ghetto di Varsavia
(Trad. di Paolo Statuti)
Il piccolo contrabbandiere di Henryka Łazowertówna (traduzione di Paolo Statuti)