Essere qui per anni sulla terra,
con le nuvole che si addensano, con gli uccelli,
sospesi in ore fragili.
A bordo, quasi alla deriva,
più vicino a Saturno, più lontano,
mentre il sole gira e ci trascina
e il nostro sangue scorre nel suo universo profondo,
più sacro di tutte le stelle.
Essere qui sulla terra: non più lontano
di un albero, non più inspiegabile;
leggero d’autunno, gonfio d’estate,
di ciò che siamo o non siamo, d’ombra,
di memoria, di desiderio, fino alla fine
(se c’è una fine) voce a voce,
casa per casa,
chi porta la terra, se la porta,
o chi l’aspetta, se l’aspetta,
spezzando insieme il pane ogni volta
in due, in tre, in quattro,
senza dimenticare gli avanzi della formica
che viaggia sempre da stelle lontane
per essere puntuale alla nostra cena
anche se le briciole sono amare.
*
Grazie
"Mi piace"Piace a 1 persona
🙂
"Mi piace""Mi piace"