Dario Villa (Milano, 12 giugno 1953 – Milano, 4 marzo 1996) è stato poeta e traduttore. Esordì trentunenne nel 1984 con Lapsus in fabula, la sua opera più celebre, che gli valse il Premio Mondello opera prima nel 1985. Lavorò come traduttore dall’inglese e dal francese per le case editrici Guanda e Mondadori; nel 1995 uscì la sua ultima raccolta, intitolata Abiti insolubili: nel 1996 morì all’ospedale Policlinico di Milano dopo una lunga malattia
il sonno, come vischio, impasta
chili di ciglia: e già, lamina, un’ansia
insinua tra le palpebre uno stecco:
non si può chiudere né aprire l’occhio,
l’occhio che esulta, che si occulta quieto,
che assorbe senza respingerli i crack dello specchio
Dario Villa’s poetry delves into the depths of sleep and unconscious states, using vivid imagery of inner conflict. His words create tension between the opening and closing of consciousness, where dreams are trapped in chaos. 🌌👁️
Dario Villa’s poetry delves into the depths of sleep and unconscious states, using vivid imagery of inner conflict. His words create tension between the opening and closing of consciousness, where dreams are trapped in chaos. 🌌👁️
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