I.
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Ti sei fatta
spazio
tra i suoi capelli.
Li hai ordinati, giusti
dietro l’orecchio.
Hai riunito tre dita
Tutto da sola.
Dentro un cranio buio
neppure il nome
a seppellire la sete.
*
II.
.
Quel pezzo di voce
il senso/
sbieco alle parole
è l’urlo
che piega la colonna
come neve
può.
*
III.
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Ho sognato
la criniera di mia madre
il pettine spezzato
la sua camicia rosa
ancora feconda del seme di mio padre,
una religione stanca
che quando si rivela/
è debito di pelle.
Ho sognato
lo sfinirsi dello specchio
della stoffa, ed è proprio cosi
a volte non basta
il vagito della pioggia
a bagnare la parola
e andare
via dal dolore.
*
IV.
.
Le hai restituito gli occhi
con il volto tra le mani,
il coraggio dei lupi
il profumo del ciliegio
.
un lampo di luce.
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Gisella Canzian è nata a Valdobbiadene (TV) il due ottobre 1968, risiede in provincia di Belluno dove lavora come insegnante di scuola primaria. Ama leggere e fotografare. Ha pubblicato due raccolte di poesia “2 Ottobre” e “Il mio passo si fa strada”.
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