…e ricordo una brezza triste tra gli ulivi
( F. García Lorca )
Dopo
la corsa stancante degli ultimi treni,
non torna più nulla.
A Broadway resta soltanto il tuo volto
ed è difficile, così solitario,
chiudere gli occhi senza dubitare che esista.
Questa lingua di fuoco è assurda,
fende l’orizzonte,
si diffonde selvaggia sui cuori,
multiforme e ferita,
scoppia e assomiglia
al sorriso forzato di una maschera rotta.
Solo
la città è mascherata da un gelo
e i suoi occhi ti puntano addosso,
segnati e ciechi
come un’impronta di denti dimenticati sulle spalle.
Allora
l’alcool è il sangue che scopre le labbra,
perché la notte sta arrivando,
perché la morte arriva su un braccio piegato
per lasciarti solo con i tuoi anni.
Triste per gli ulivi,
mentre Harlem chiude le finestre,
il tempo è brezza di cui nessuno si ricorda.
*