Rolando Càrdenas (1933 – 1990) è stato un poeta cileno della così detta Generazione 50.
Ed era una luce che sembrava essere lì a tutte le ore,
quando i giorni cominciavano a crescere,
curvando verso lenti paesi innevati.
Si trasmetteva senza limiti,
in un’attività quasi silenziosa,
dai cieli rossi e pieni di colline
dove gli uccelli volavano fino a tardi.
Sembrava anche attraversasse il mare
con un misterioso mormorio color cenere.
Antica chiarezza del ghiaccio che era rimasta lì
fin dalla prima notte polare,
a conferma di un rito remoto che aveva fermato le ombre,
ma al tempo stesso era passato.
Rimaneva con noi per lunghe ore,
come se ci rubasse il sonno o la stanchezza,
invecchiando con l’erba e il vento.
Come un ricordo che tutto inonda,
quei giorni del sud emergono
dal tempo dell’uomo che perse la sua ombra,
perché quelle notti lontane e illuminate
portate dal ghiaccio, dal mare e dal cielo rosso,
non sembravano strane sulla terra sparsa,
che circondava quella casa
persa in un grande respiro bianco.
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