Specchietti scoloriti scandiscono
sciami di luce sottobosco
in senso labile mimato dal
rincorrersi di tornanti già esplorati.
La voce in cascata nel calpestio
d’un tono roco idealizza omissioni
e doppi sensi d’un legame remoto.
Un fragile esito di sole
emisfero incorporeo su caduta
della notte tracima ricordi
distesi di pelle prima d’un plagio
di bocca.
Un promontorio scarlatto copre
orme insistenti d’animo sul ciglio
d’un blu immenso che muto aspetta
un ascolto tornito d’amore…
@Silvia De Angelis