Lucia Triolo: questioni di metafisica strapazzata

Ho rinunciato alla mia terra, a te, 
a tutto
non sapevo se ero come gli altri
oppure diversa. 
Un po’ almeno,
o tanto.

Seminavo segnali cantando alla luna 
come i lupi mannari
e poi li cercavo nelle autostrade 
della solitudine.

Mi si è messa sotto la lingua 
ogni differenza
voleva che l’assaporassi, che la sciogliessi
in bocca.
Voleva anche che la digerissi?
Non so, non ne abbiamo parlato.

Sono andata in un’ isola deserta
tanto deserta che 
non c’ero nemmeno io
anzi tanto deserta che 
non c’era nemmeno lei

E adesso che si fa?
All’ alba di ogni domanda non so più 
dove sono
al tramonto di ogni risposta non so più 
se ci sono,
il mio ritratto m’ ingoia

ma ciò che importa è il resto.
Che la verità non s’infuri
per carità!
Non è di lei che parlo

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