L’Odore Dell’Anima, di Caterina Alagna

Con immenso piacere annuncio che da oggi potete trovare negli store online la mia prima raccolta poetica ” L’Odore Dell’Anima” in formato epub. 

40 poesie scritte e curate negli ultimi dieci anni che ho pensato fosse giunto il momento di dare alla luce.Sinossi

Raccolta poetica che si focalizza sulle note introspettive che prendono forma sul palcoscenico dell’anima. All’apparenza ombrose, brillano di luce propria se attraversate da uno sguardo profondo. Tra alti e bassi, si muovono nel bizzarro spettacolo della vita in cui il bene e il male, il piacere e il dolore si uniscono in un intreccio indissolubile su cui si fonda l’essenza dell’animo umano.

L’anima è la protagonista principale della raccolta, che attraverso varie tematiche, emerge dal mare sepolto che ogni essere umano nasconde dentro di sé.

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Estratto 

Aculei e margherite

Camminiamo su distese

di aculei e margherite,

punte di picche 

che scalfiscono la pelle,

ma tra le fenditure

s’insinua il profumo dei fiori.

Così imparai

all’apice della perdizione

che la bellezza delle cose

si riflette nello specchio del dolore.

Leggi anche

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Milano il Mondo che cambia, di Thomas Melis. F.lli Frilli Editori

Don Rocco Alfieri non è più quello di un tempo, i pensieri lo stanno tradendo e dal suo feudo nell’hinterland sud di Milano sta perdendo il controllo sugli affari criminali della Società. Il figlio prediletto Domenico, detto Micu Bang Bang, si trova in carcere; il secondogenito, Antonino, non è pronto per ereditare il bastone del comando. Poi ci sono i Procopio, la cosca satellite relegata da generazioni a fare il lavoro sporco, che cerca di alzare la testa alleandosi con la mafia albanese e la mala egiziana. Filippo Barone è un consulente milionario. Ripulisce denaro, pilota appalti e fa da cerniera tra il mondo di sotto, dove si muovono grandi casati malavitosi e narcotrafficanti internazionali, e quello di sopra, popolato da ricchi imprenditori, senatori corrotti e broker senza scrupoli. Barone vive una torrida storia con Bianca Viganò, una modella e influencer dai lunghi capelli castani, legata profondamente all’amico d’infanzia Leonardo Ferrari, un bravo ragazzo di quartiere che spaccia cocaina tra le panchine di Piazza Prealpi. Il loro mondo non cambia mai. Li tiene uniti in una tragedia moderna e senza pietà, dove nessuno si salva e dove, dai grattacieli di CityLife ai nightclub di Corso Como, si sovrappongono i mille volti della criminalità multietnica di Milano, i sogni di successo dei ragazzini cresciuti ascoltando trap nei casermoni popolari della periferia, gli affari sporchi dei faccendieri che muovono milioni di euro dagli uffici open space con vista sul Duomo. Tutti insieme, nell’amore e nell’odio, accomunati da un unico destino. Perché il mondo non cambia, ma l’Apocalisse è alle porte.

Thomas Melis è nato a Tortolì, in Sardegna, nel 1980. Ha studiato presso le Università di Firenze e Bologna concludendo il suo percorso accademico nell’anno 2008. Nella vita si è occupato di progettazione su fondi comunitari e consulenza aziendale. Ha scritto per diverse riviste on line, dedicandosi ad analisi di politica interna e degli scenari internazionali. Attualmente gestisce un’attività commerciale, lavora come copywriter, crea contenuti per aziende attive sul web e, dal 2017, collabora con il sito di critica letteraria MilanoNera. Nel 2014 ha pubblicato A un passo dalla vita, opera d’esordio, seguito l’anno successivo dallo spin off Platino Blindato e, nel 2018, da Nessuno è intoccabile. Milano. Il mondo non cambia è il suo primo romanzo per Fratelli Frilli Editori.

Libri: Storia del figlio, di Marie-Hélène Lafon

Libri: Storia del figlio, di Marie-Hélène Lafon

Fazi Editore 

Esce oggi nelle librerie «Storia del figlio» di Marie-Hélène Lafon, grande scrittrice francese che arriva per la prima volta nelle librerie italiane con il suo capolavoro, vincitore del prestigioso premio Renaudot, campione di vendite, amato dai lettori e dalla critica. Traduzione di Antonella Conti.

Una storia familiare che in Francia è diventata un caso editoriale da 200.000 copie vendute.

Il figlio è André. La madre, Gabrielle. Il padre è sconosciuto. André viene cresciuto da Hélène, la sorella di Gabrielle, e suo marito: coccolatissimo, unico maschio fra le cugine, ogni estate ritrova “la madre”, misteriosa signora che ha scelto di vivere a Parigi e torna a trascorrere le vacanze in famiglia. Questo è solo l’inizio della storia, o meglio è una parte, perché le vicende narrate in «Storia del figlio» coprono un arco lungo cent’anni, raccontando il prima e il dopo, indagando sui molti perché, spostando di volta in volta la lente su un personaggio e su un momento diverso: due bambini gemelli di Chanterelle a inizio Novecento, un irrequieto collegiale che conosce i primi turbamenti erotici, una donna sola in un appartamento parigino, un partigiano in cerca di suo padre e molti altri ancora. A mettere insieme tutti i pezzi, in questa saga familiare costruita come un mosaico, è la magistrale penna di Marie-Hélène Lafon che, con eleganza, delicatezza e sensibilità, racconta la verità di una famiglia nelle sue pieghe più profonde, quelle che scavano i solchi della vita.

«Ogni famiglia è un caleidoscopio di finzioni, e finché ci saranno bugie e contraddizioni da raccontare, le storie sulla famiglia resteranno. E molte di queste saranno buone storie, generose con i personaggi e con il tempo come “Storia del figlio” di Marie-Hélène Lafon, elegante e illuminata nel far ruotare un romanzo attorno alla ricerca di un padre, per capire dove nasce il sortilegio di una famiglia e dove, con una certa bellezza, poi un giorno l’incantamento si spezza».

Claudia Durastanti

«”Storia del figlio” intreccia, intorno alla nascita di un bambino dal padre sconosciuto, una genealogia scompigliata, appassionante. È il racconto di assenze profonde, di silenzi e ineffabili dolcezze, di impudenze e tragedie insostenibili».

«Le Monde»

«Marie-Hélène Lafon piega il tempo, le famiglie, i legami, le tragedie e le gioie in cerchi narrativi perfetti, scandisce la sua prosa carnale con espressioni deliziose, anima i quadri viventi di ogni epoca, fino a far luce sull’incidente avvolto dal segreto».

«Le Point»

Libri, ANDAR VIA, Pasquale Ciboddo

Pasquale Ciboddo

ANDAR VIA

Recensione di Fabio Dainotti

È certamente la terra, e segnatamente quella della Sardegna, culla della civiltà pastorale, il fondamento esistenziale per Pasquale Ciboddo, che nel suo libro di poesia, Andar via (impreziosito da un dipinto di Franca Maschio in copertina e corredato dei giudizi critici di Antonio Piromalli, Franco Fresi, Giuseppe Fiamma, Elio Andriuoli, Eugenio Maria Gallo, Enzo Concardi), rievoca, in toni a tratti anche queruli ed elegiaci (E cosa rimane), ricordi da conservare «nel museo del cuore» (Come dimenticare).

Il poeta canta, non sottacendone l’asprezza (La poesia della vita), un mondo fatto di «pascoli sofferti», di «sudore e fatica» da «rispettare» (con il contraltare dei furbi e dei profittatori che ne ridono) e insieme la semplice vita «…/ dei tempi andati, / pieni di vita, di feste, / di gioia di vivere /…» (È pena che tormenta), che corrispondono, sul piano personale e privato, all’infanzia fantasticante, quando, sotto gli occhi trasognati dell’autore fanciullo, i gesti sempre uguali delle donne assumevano contorni favolosi: «…/ mia madre / a luce di ‘acetilena’ / accanto al focolare / la sera dopo cena / sino a tarda notte / rammendava / con macchina da cucito / a manovella / pantaloni e camicie / strappate di mio padre. /…» (Invece era). 

Prendono vita paesaggi dell’anima di una geografia interiore ma anche archeologica (Era l’antenna del tempo), rievocati sul filo della nostalgia (Luoghi e colori) e rivissuti sensorialmente come «gusti e sapori» e «profumi» (Ora è nella memoria) o con descrizioni orientate verso un fresco naturalismo; paesaggi che si situano tra memoria e storia (sulla retrospettiva storica notevole la descrizione della condizione concentrazionaria nei campi di sterminio in Per non dimenticare). Numerosi i lessemi rientranti nel campo onomasiologico di quella civiltà; una parola chiave, ma la definirei parola-testimone, è «stazzi». Della «civiltà agreste» e pastorale il poeta rivendica i valori e insieme l’importanza delle «radici». C’è qualcosa di sacrale in questa «vita dura di caprai» dai «lunghi capelli» che indossano «…/ casacca / di pelle conciata / e larga cintura / di cuoio crudo / attorno ai fianchi /…» (Vita di caprai). E forse non è solo sogno o sterile vagheggiamento, ma ardito disegno: fare dell’arcaico un progetto di rinascita (Tornare ai valori). Se è vero che il duro lavoro dell’allevatore impedisce un’adeguata acculturazione, d’altro canto esiste anche la cultura in senso lato, quella che fa sì che sia più ‘colto’ un contadino, cresciuto a contatto con la natura, di tante ‘teste d’uovo’ d’oggi (Fonti di altro sapere). 

E spesso la natura (una natura romanticamente animata, composta di semplici creature che parlano un loro linguaggio senza «parole»), che pure è «nostra madre», si mostra «ostile», scatenando un vento rabido, personificato in un «discepolo del male», o si rivolta contro l’invadenza dell’uomo, dando luogo a terremoti e sommovimenti tellurici (Allora); a tal proposito si leva alto il monito dell’autore, che ammonisce gli uomini in tono esortativo: la natura va rispettata. Tra gli elementi naturali, anche il mare, «… arbitro / della vita sulla terra /…» (È guardiano), riveste una sua importanza; l’elemento equoreo è infatti presente nella poiesi di Ciboddo. Opposta alla vita naturale è quella che si conduce nelle città; l’opposizione città- campagna corrisponde alla contrapposizione tra naturalità ed artificio.

Molte altre sono le tematiche trattate nell’ambito di una poesia civile mossa dall’indignatio (alla raccolta di Ciboddo non è estraneo l’impegno civile, di cui parla nell’acuta prefazione Maria Rizzi): il dramma dell’emigrazione (Esodo, ma anche E ordine e pace) e ad essa connesso il divario Nord/Sud; il tema ecologico (il disboscamento selvaggio e l’equilibrio idrogeologico, lo scioglimento dei ghiacciai, l’inquinamento); la povertà e la fame (soprattutto negli anni di guerra); i lavori precari e pericolosi o mal pagati; la droga e i suoi effetti demoniaci; il timore dello sterminio causato da una guerra nucleare; la piaga degli «incendi estivi» (Ma è disumano) e quella della sofisticazione alimentare (Oggi). Non manca qualche componimento di carattere metaletterario: basterà citare il «rammendo», che diventa metafora della scrittura, e la «trama» e «l’ordito», che richiamano l’etimo della parola ‘testo’.

Attraversa tutta la raccolta una delicata vena esistenziale: ed ecco la solitudine, una «prigione di solitudine» (Che c’è di concreto), quasi una sfuggenza; ma c’è anche l’elogio della vita solitaria, propizia agli studi e vista come risorsa e ricchezza per guardarsi dentro e trovare alimento per la scrittura; l’amore, che pure è tra gli interessi del poeta; il pensiero della vecchiaia, che trova il correlativo oggettivo nell’immagine del tramonto («…/ in faccia al sole / che cala in mare /…», Chi potrà negare), e del destino di morte che attende tutti, magari dietro «curve impensate» (È meandro d’impatto), con l’inevitabile corredo di rimpianto per la «primavera di vita» (Sarebbe dolore) e per le gioie della giovinezza.

Di fronte a un presente degradato e corrotto e al pensiero della finitudine, la via di fuga, oltre al ritorno all’infanzia e alla nostalgia della terra (si arriva a un’equazione tra l’io e la terra in Tutto si perde) di cui si è detto, è la religiosità, la fede, anche se Dio appare a volte lontano e indifferente, un Dio che «tace» (Esodo), e sembra trasparire in questi momenti un’ombra di pessimismo cristiano (ma la silloge risente anche di certe conclusioni sconsolate e pessimistiche dei frammenti dei lirici greci come in L’esistenza, o in Meglio non nascere). Comunque l’io si mostra interessato al discorso sulla «trascendenza», i testi sterzano sovente in direzione del religioso, dell’«Oltre», soprattutto nell’explicit, dove si respira l’abbandono a una «fede» salvifica. 

Interessanti dal punto di vista stilistico certe riprese dall’alto, con i «…/ piccoli movimenti / di affamati roditori /…» (Sempre in agguato) visti dall’occhio del rapace, che simbolizza «…/ La morte / sempre in agguato /…» (ivi). La rima baciata pare voler sottolineare i punti di maggior concitazione lirica.

Questo e molto altro si riscontra nei testi di Pasquale Ciboddo (che utilizza tessere montaliane, termini del linguaggio specialistico, detti proverbiali e espressioni bibliche), con l’apodittica sentenziosità, non disgiunta da una capacità osservativa e di trasfigurazione del reale, di chi negli anni ha maturato una “sagesse” da rivelare ai lettori nel quadro di una concezione della poesia concepita non come semplice sfogo, ma con l’ambizione di essere di una qualche utilità agli altri; si può parlare in tal senso di istanza pragmatico-referenziale. Logico dunque che tra le figure di pensiero sia usitato l’epifonema, soprattutto in clausola. Il tono è quello tipico di una poesia sapienziale; e tale si qualifica nel testo intitolato proprio Ed è sapienza, ma vedi anche Nulla si ridesta e altre poesie ancora; e assume anche movenze profetiche e apocalittiche: «…/ La natura / è nostra madre. / Ci aiuta a vivere sereni / lontano da rumori / troppo intensi / che incitano a litigare / gli uni con gli altri / mai contenti di nulla / e invidiosi di chi sta bene. / È così che nascono le guerre / tra tutti i popoli. / È sarà la fine» (E sarà la fine); un ammonimento valido e di stringente attualità anche oggi, per tutti.

Fabio Dainotti

Pasquale Ciboddo, Andar via, prefazione di Maria Rizzi, Guido Miano Editore, Milano 2021, pp. 136, isbn 978-88-31497-75-6, mianoposta@gmail.com.

Libri: Il figlio del figlio, di Marco Balzano

Il figlio del figlio, di Marco Balzano 

(Autore) Einaudi, 2022

Descrizione

Tre uomini che tirano le somme della propria vita. Tre lingue diverse per raccontare l’emigrazione e la perdita delle radici; il bisogno di partire e la conquista di un posto in cui tornare.

«Un pacato on the road Milano-Barletta di un nonno un padre un figlio che devono chiudere con il passato ma dentro un presente senza identità, un romanzo che dice molto su chi siamo»Goffredo Fofi

«Un libro di un vero scrittore»Raffaele La Capria

Nicola ha ventisei anni e fa l’insegnante precario a Milano. È figlio di Riccardo, un emigrante invecchiato troppo presto, e nipote di Leonardo, un contadino analfabeta e senza terra, che un giorno sorprende tutta la famiglia con una decisione importante: bisogna vendere la casa al mare, diventata l’oggetto ingombrante che divide fratelli, genitori e cugini. Cosí, una mattina di prima estate, partono a bordo di una Punto amaranto, nonno padre e nipote, per raggiungere la Puglia, a cui sono legati in maniera diversa. Il viaggio tra i luoghi e le memorie che hanno costruito la famiglia Russo diventa un viaggio iniziatico in cui i rapporti di confronto-scontro tra padri e figli si sciolgono in rapporti fra tre uomini, ognuno con i propri imbarazzi, affetti, difficoltà.

La ragazza che sognava l’Africa, di Stefania Chiappalupi Autrice

La ragazza che sognava l’Africa, di Stefania Chiappalupi Autrice

Non si può scegliere di chi innamorarsi.

E’ l’amore che sceglie te.

E non importa se è il momento gusto oppure no. Se ha il doppio della tua età o la metà. Non importa se vive nell’altra metà del mondo o parla un’altra lingua.

Se è quello giusto oppure il più sbagliato che ti potesse capitare.

L’amore arriva all’improvviso. Non bussa alla tua porta.

Non ti chiede permesso.

Arriva e basta.

“La ragazza che sognava l’Africa” disponibile cartaceo e ebook.

A una settimana dalle nozze la vita di Margherita, promettente avvocato di Roma, è sconvolta da un evento drammatico: il fidanzato muore in un incidente stradale. La donna non riesce ad andare avanti e decide di lasciare tutto per partire come volontaria in Uganda, realizzando il sogno di sempre. Durante un’escursione a Kampala incontra Giorgio, giovane dottore di Medici Senza Frontiere, che le fa scoprire l’Africa. Margherita si innamora di questa terra e vorrebbe farla diventare la sua casa, ma una notizia inaspettata riavvolge il nastro della vita e rischia di allontanarla dal posto che custodisce nel cuore.

La ragazza dei fiori, di Chiara Maggi

La ragazza dei fiori, di Chiara Maggi

La ragazza dei fiori – LIBRO –

Inutile dire che il mio libro è in cima ai miei pensieri. Forse vi annoio. Qualcuno smetterà di leggere i miei post. Io però ho bisogno di parlarne. Di crederci. Di andare avanti in questa strada. Da casa mia che è piccola piccola cerco di raggiungere il mondo. Cerco di far conoscere la mia sensibilità. 

Saranno tutte illusioni? Forse. Però mi rispondo che devo tentare. Devo lottare fino alla fine. Perché sai cosa succede se non lotti? Ti arrendi. E arrendersi significa abbandonare tutto. Significa vivere senza emozioni. Senza quella cosa che ti fa battere forte il cuore e ti fa sentire vivo. 

Grazie a chi parla del mio libro. 

A chi ha voglia di parlarne. A chi come me continua a scoprire che nonostante tutto  la vita è bella. 

Grazie a tutti anche a quelli che se ne sono andati. 

Chiara Maggi

PROGRAMMA ESTATE 2022, di Andrea Gasparri, scrittore

Andrea Gasparri Scrittore

PROGRAMMA ESTATE 2022, di Andrea Gasparri, scrittore

PROGRAMMA ESTATE 2022

Sono lieto di annunciare che il programma della presentazione dei miei romanzi per questa estate è di massima completato. Spero che sia d’interesse di molti. Le presentazioni saranno condotte da Maria Luisa Cipriani a Sarteano, da Angelica La Grotta a Montecatini e da Nicola D’Argenio e dall’Autore nelle altre sedi. Gli eventi saranno animati dalla lettura di alcuni passi (brevi non temete…) a cura di Alessandra Rossi degli Arrischianti. Si parlerà non solo del romanzo giallo “La notte”, ma anche di scrittura e di rapporti editoriali, se il tempo lo concederà. Nell’evento “Cetona stregata” parlerò della “Strega di Cetona” per festeggiare la vittoria nel premio letterario “Il borgo 2022” conseguita dal romanzo e dal borgo associato Cetona. Parlerò di stregoneria, Santa Inquisizione e altro, mentre Massimo Cinelli parlerà della storia di Cetona del 1500 e di altre storie con intriganti rivelazioni. A Cetona e Radicofani presenterò il Corto “Espiazione” (che sarà girato a settembre nella Fortezza di Radicofani per gentile concessione del Sindaco e del gestore Paul Mazzuoli) di cui ho scritto la sceneggiatura originale ispirandomi al romanzo “La strega di Cetona”. Saranno presenti il regista e gli attori. Il programma definitivo è il seguente:

24 LUGLIO CHIANCIANO ore 11 “Villa Simoneschi” ospiti di un evento organizzato dall’”Associazione la Dea Athena ETS”: Presentazione de “La notte”. Parteciperà l’Editore. Letture dal libro di Alessandra Rossi degli Arrischianti

7 AGOSTO SARTEANO ore 16,30 Sala Mostre: Presentazione de “La notte”. Letture dal libro di Alessandra Rossi degli Arrischianti

9 AGOSTO RADICOFANI ore 18 Sala Consiliare del Comune: presentazione de “La notte” e del Corto “Espiazione” su mia sceneggiatura ispirata al romanzo “La strega di Cetona”. Presenti il regista e gli attori; Letture dal libro di Alessandra Rossi degli Arrischianti

13 AGOSTO “CETONA STREGATA” ore 18 presso “La Collegiata” di Cetona per gentile concessione del parroco Don Piero.  L’Autore presenterà “La strega di Cetona” in occasione della vittoria nel concorso letterario “Il Borgo italiano 2022” riportata dal romanzo e dal Borgo di Cetona al quale era associato. Sarà anche annunciato il Corto “Espiazione” ispirato al romanzo.  Si parlerà di stregoneria e di S. Inquisizione con considerazioni sorprendenti. Massimo Cinelli racconterà la storia di Cetona nel 1500, epoca nella quale è ambientato il romanzo, e altre storie, rivelando particolari inediti e intriganti.  Saranno presenti il regista e gli attori. 

3 SETTEMBRE MONTECATINI ore 18 presso la Libreria “Amo i libri”: Presentazione de “La notte” di Angelica La Grotta

Il Rosmarino non capisce l’inverno, di Matteo Bussola 

Matteo Bussola – Il rosmarino non capisce l’inverno

Il Rosmarino non capisce l’inverno, di Matteo Bussola 

Sono uscito a prendere “Robinson”, come ogni sabato mattina.

Quando torno dall’edicola il rito prevede caffè nero, pane tostato, tavolinetto in giardino, solo allora apro il giornale.

Ammetto che stavolta non ho resistito. Ho iniziato a sfogliarlo piano già mentre camminavo verso casa, pensando “Ma su, figurati se.”

Quando stavo arrivando alla pagina delle classifiche mi è arrivato un WhatsApp di mia mamma, conteneva una foto storta. Ho visto prima la sua foto e poi la pagina, ed è stato ancora più bello saperlo così.

La foto l’ho rifatta un po’ meglio dieci minuti dopo, è quella qui sotto.

Insomma, ecco.

Per la seconda settimana consecutiva, un piccolo romanzo che parla di storie di donne e di ragazze, di cadute e dignità e coraggio, è nella top ten dei dieci libri più venduti nel Paese, a un’incollatura dal premio Strega.

Io, sul serio, credo di avere finito i grazie. 

#ilrosmarinononcapiscelinverno #einaudieditore

Guarda le luci, amore mio” di Annie Ernaux: quando gli ipermercati rivelano la loro umanità

Guarda le luci, amore mio” di Annie Ernaux: quando gli ipermercati rivelano la loro umanità

“Era stato quello il giorno in cui, per la prima volta, avevo pensato che anche in un capannone privo di grazia erano ospitate delle storie, delle vite. E mi ero chiesta perché i supermercati non fossero mai presenti nei romanzi che si pubblicavano, quanto tempo ci volesse affinché una realtà nuova potesse assurgere alla dignità letteraria.”

È ormai qualche anno che leggo Annie Ernaux, è unica nel panorama letterario contemporaneo e troverei sicuramente interessante anche la sua lista della spesa. 

“Guarda le luci, amore mio” è l’ultimo libro (marzo 2022) della scrittrice francese pubblicato da L’Orma editore, tradotto da Lorenzo Flabbi.

Nel 2012 l’editore francese Seuil chiese ad Annie Ernaux uno scritto per la collana “Raccontare la vita” e lei scelse di parlare di un tema poco trattato, l’ipermercato. 

Un luogo che visitiamo abitualmente ma che spesso non osserviamo con l’attenzione che meriterebbe. Mettiamo prodotti nel nostro carrello in maniera quasi maniacale, presi dall’abitudine di un’azione che compiamo fin da piccoli. 

C’è così tanto da vedere, così tante personeda osservare e con cui parlare se ve ne fosse l’occasione e ciò che Annie Ernaux ci regala è una sorta di diario sul quale vengono registrate le visite all’Auchan, il ‘suo’ ipermercato abituale, le impressioni di fronte alle grandi quantità di merce, a come questa viene esposta, libri compresi, alla gente che come lei frequenta quei luoghi, ai vari comportamenti. 

“Tuttavia, a pensarci, in nessun altro spazio, pubblico o privato che sia, agiscono e convivono individui tanto differenti per età, reddito, cultura, origine geografica ed etnica, stile di abbigliamento. In nessun altro spazio chiuso ci si può trovare decine di volte l’anno in presenza dei propri simili, con l’opportunità di farsi un’idea sul modo di essere e di vivere degli altri.”

Sembra quasi mostrarci i segreti di uno dei luoghi più frequentati dall’essere umano ma di pagina in pagina ci rendiamo conto che si tratta semplicemente di ciò che abbiamo quotidianamente sotto i nostri occhi. 

Annie Ernaux

È la vita vera, quella fatta di gioie, frustrazioni, curiosità; è un pullulare di persone di ogni etnia e carattere, dai più piccoli agli anziani, dai più pignoli ai più superficiali. 

“Suscitano pensieri, fissano in ricordi sentimenti ed emozioni. Quante storia di vita si potrebbero scrivere anche solo attraversando da una parte all’altra uno dei centri commerciali che frequentiamo. Fanno parte del paesaggio dell’infanzia di chiunque abbia meno di cinquant’anni.”

Sembra difficile da credere ma anche l’ipermercato racchiude in sé e dona ai visitatori emozioni di ogni tipo, da quelle positive a quelle negative. 

E ancora una volta Annie Ernaux utilizza la sua penna con maestria, esprimendo le sue opinioni e osservando in piena libertà, sempre con quell’occhio femminile che non dimentica le donne e il loro (il nostro) infinito e sensibile mondo. 

Link per l’acquisto qui

Pubblicato da Rebecca M. 

https://beckyculturecorner.blogspot.com

Ultime pagine del mio inedito “SONO SOLO GIORNI”, Santina Gullotto

Ultime pagine del mio inedito “SONO SOLO GIORNI”, Santina Gullotto

Grazie Benedetta Maio 

Ultime pagine del mio inedito “SONO SOLO GIORNI”

Gli ultimi periodi segnati dal buio delle solite notizie. I giorni difficili da trascorre tra impegni poco piacevoli, provano l’animo fino a far crollare la volontà di scrivere ancora. La mente adesso scorre fogli bianchi che reclamano pensieri di ripresa per non soccombere, il mondo intorno feroce continua le sue guerre e con crudeltà distrugge pensieri positivi. Una mattina qualunque apri il mondo dei tuoi contatti, leggi parole che ti riempiono l’animo, ti ridanno fiducia in quello che era stato il motivo del tuo scrivere e del tuo voler trasmettere agli altri qualcosa che ci liberi dalla solitudine e dallo sgomento, nel quale il sistema del mondo di oggi ti vuole incatenare, andare ancora avanti senza farsi sopraffare e scoraggiare da chi dell’arte di scrivere vuole farne solo guadagno, senza tener conto dei sentimenti che danno motivo di credere nelle proprie capacità… e ringrazio di cuore Benedetta Maio che conosco da molto tempo per avermi scritto al momento giusto e così spingermi a continuare il mio percorso…

Cara Santina, quando ho ricevuto i tuoi libri, sfogliandoli e leggendo qualche verso, ho subito compreso che vanno assaporati e contemplati. Non avevo la mente libera in quel periodo per le terribili vicissitudini familiari, e ho preferito rimandare la lettura per poter dedicare una silenziosa attenzione ai tuoi profondi dipinti poetici. Pertanto li ho riposti e mi sono fermata. Da qualche giorno, invece, li ho presi in mano e mentalmente mi sono messa in viaggio, il viaggio di un incontro…” La voce del silenzio. La voce dell’anima” con il suo titolo invitante, mi ha messo in ascolto di una voce, la tua voce che ricordo bene! Essa mi conduce con grande trasporto dentro immagini e suoni che conosco: la voce mi mostra con accurati dettagli, non solo il tuo vissuto, ma anche le meraviglie di una terra che ami e che accompagna, con i suoi, i paesaggi della tua vita. E la natura, che sai contemplare in religioso silenzio, mi appare come il canale privilegiato per liberare le tue emozioni. Ti seguo nel percorrere i ricordi con tutte le evocazioni che travolgono i tuoi sentimenti, ma che lucidamente riesci a regalare! Tante delle tue poesie esprimono una visione struggente e disincantata della vita, nella quale oggi ritrovo me stessa… con speranza però affermi che vale sempre la pena di vivere…lasciando con fede e riverenza l’ultima parola al Signore! E mi incanto a guardare i tuoi dipinti e le tue foto, che sai collocare tra i tuoi versi lasciandoli liberi di testimoniare e di suggellare il tuo pensiero. Pensando ai tanti Poeti, che sento raccontare ai miei studenti ma che non ho mai realmente visto di persona, mi sento onorata di averti conosciuta tanti anni fa e di incontrarti oggi in tanta maturità. Ti incontro e mi ritrovo, purtroppo, anche in tanto dolore! Mi piacerebbe farti delle domande per approfondire alcuni dei tuoi scritti…spero che la vita me lo conceda…la bellezza mi incanta e la letteratura ha il compito di parlare al cuore e di divenire il luogo dell’incontro tra persone che hanno qualcosa da dire, anche quando la vita ti lascia senza parole….Non so ancora dirti se ne “La voce del silenzio” ho trovato una poesia che mi parli più delle altre…passerò alla lettura degli altri libri e poi ci ritornerò. Intanto, ti ringrazio perché le tue letture sono piacevoli pause dal mondo…grazie di cuore per averle condivise anche con me! Benedetta

17/05/2022

Ringrazio tutti quelli che da sempre mi leggono, trovando nelle mie parole qualcosa che possa essere un pensiero di positività, nonostante gli argomenti duri dei nostri ultimi tempi.

Il Duca e il Cortigiano, di Luciana Benotto

Il Duca e il Cortigiano, di Luciana Benotto

Dalla quarta di copertina

In pieno Rinascimento si ripercorrono le vicende legate ai nomi della famiglia dei Borgia, alla conquista dei feudi dell’Italia Centrale, e a quella dei Montefeltro, duchi di Urbino, strenui oppositori alle mire di supremazia ordite dal papato. 

Ai continui giochi di potere, i contrasti, le strategie di espansione territoriale e i dettagliati resoconti dei fatti accaduti durante l’Italia di inizio Cinquecento, resiste l’ideale di giustizia e di un amor cortese che fa sperare in un futuro per cui valga la pena combattere. 

Circostanze, queste, che permettono a don Ferrante d’Aragona – figlio illegittimo di Alfonso I di Napoli e amico fidato di Guidobaldo da Montefeltro – e ad Aura Middelburg, giovane ceramista, di incontrarsi e innamorarsi. Una storia romantica nata dalla speranza di potersi ritrovare e che possa, questa, essere vissuta nonostante le circostanze sfavorevoli ai due. 

L’estrema attenzione alla verità storica e il frequente uso di aneddoti fanno de Il Duca e il Cortigiano un virtuoso esempio di romanzo storico che fotografa e restituisce al lettore un quadro fedele dell’Italia dell’epoca.

IL BANCHIERE DI MILANO, di Ippolito Edmondo Ferrario

IL BANCHIERE DI MILANO

Edito da F.lli Frilli Editori il nuovo appassionate romanzo di Ippolito Edmondo Ferrario che si presenta nelle librerie con un nuovo personaggio decisamente cinico, sprezzante, disincantato. 

IL BANCHIERE DI MILANO

Sullo sfondo di una Milano incantevolmente innevata da un inverno freddo e cupo, si alternano diversi personaggi egocentrici, narcisisti e tutti assetati di fama e di potere. In questo avvincente romanzo noir  ricco di suspence, si intrecciano storie e interessi di uomini e di donne legati dalla bramosia di ricchezza a qualunque costo. Anche della vita stessa!

A comporre il puzzle del noir un giovane politico, l’Onorevole Enrico Villa (detto “il bomber”), di idee molto vicine all’estrema destra, la “famiglia” Surace, con a capo Don Pasquale (e i suoi due figli), convinto che gli errori si paghino solo con il sangue, ma con una visione rivolta al futuro e al cambiamento al quale ci si deve inevitabilmente preparare. E ancora due amici e soci in affari decisamente poco leciti, il costruttore Matteo Pirovano e il commercialista Paolo Fumagalli, ai quali si aggiunge la moglie di quest’ultimo, Elisabetta, disposta a tutto per mantenere il suo status sociale e non solo…

In tutto questo mix di personalità così diverse tra loro, si affaccia un nuovo personaggio, indubbiamente il più misterioso, intrigante, dal fascino oscuro e dal passato burrascoso. Raoul Sforza è ultimo discendente di una nota famiglia di banchieri meneghini, maestro di alta finanza, mecenate e appassionato di musica rock al punto che è l’unica vera passione che riesce davvero a placare il suo animo inquieto.

Raoul si divide tra le mura del tetro palazzo di famiglia in via del Lauro, nell’elegante zona Brera, a un passo dalla Scala e dal cuore della finanza, e il suo “Buen Retiro” a Bonassola, sulla costa ligure di Levante.

A dare una svolta a trama e personaggi l’arrivo nella vita del banchiere della giovane Viola, figlia di Paolo Fumagalli. Il padre è stato ritrovato morto assassinato dopo un breve rapimento finito in tragedia e, nelle sue ultime volontà, affida il destino della figlia e del suo patrimonio (astutamente custodito nella complessa rete omertosa dei conti cifrati svizzeri e dei suoi silenziosi custodi), all’astuzia e al fiuto del noto banchiere meneghino. Nelle carte fatte ritrovare alla figlia e custodite all’interno di una cassetta di sicurezza, vi sono importanti documenti lasciati proprio a Sforza, che rivelano una verità che vale ben oltre la ricchezza posseduta, ma che solo verso la fine del romanzo svelerà tutta la portata del suo contenuto. Raoul, poco incline alla compagnia, dal carattere spigoloso e perfino irritante, si ritroverà (suo malgrado), colpito dallo sguardo e dal colore degli occhi di Viola, che tanto gli ricordano Anna, un amore mai dimenticato e che, al momento della prematura scomparsa, portava in grembo suo figlio. E poi, come sottofondo parallelo alla trama del noir, un Raul Sforza pronto a surfare il Kali Yuga e non solo tra i sondaggi della politica…

“Il Banchiere di Milano”, Fratelli Frilli Editori, è disponibile in tutte le librerie d’Italia al prezzo di € 14,90 e nei principali store digitali.

Ippolito Edmondo Ferrario

Ippolito Edmondo Ferrario

 Nato a Milano nel 1976, Ippolito Edmondo Ferrario è autore di numerosi saggi e romanzi. Tra le sue pubblicazioni più recenti ricordiamo le edizioni 2018, 2015 e 2013 di “Alla scoperta di Milano sotterranea” (con Gianluca Padovan, Newton Compton Editori). Per Fratelli Frilli Editori ha pubblicato “Il pietrificatore di Triora” (2006); “Triora, il paese delle streghe”; “Storia, itinerari, curiosità, gastronomia” (con Elisabetta Colombo, 2007); “Il collezionista di Apricale” (2007); “Le notti gotiche di Triora” (2009); “L’Antiquario di Brera” (2015); “Il demone di Brera” (2016) e “Ultimo Tango a Milano” (2018); La Gorgone di Milano (con Gianluca Padovan – 2019)

Per interviste all’autore e invio immagini in alta definizione:

Ufficio Stampa Ippolito Edmondo Ferrario

Ardeche Comunicazione S.a.s. 

DELITTI e MAESTRALE, di Antonino Genovese. Fratelli Frilli Editori

Pagg. 240 coll. I Tascabili Noir €13,90 Isbn 9788869436222

Fratelli Frilli Editori

Il corpo di Marco Lopez viene ritrovato senza vita nel vigneto che ha ereditato dal padre. Il maresciallo Gianluca Mariangelo, reduce dalla recente separazione dalla moglie, indaga su un nuovo caso di omicidio, tra i vigneti di Barcellona Pozzo di Gotto e le spiagge di Cicerata, con le Eolie a far da scenario alla morte violenta consumata sui Peloritani. Mariangelo indaga tra l’oblio delle coscienze e una passione clandestina consumata al riparo dalla luce del sole. Che ruolo ha nella morte di Lopez il grosso prestito che la vittima doveva rendere a un noto strozzino? E le numerose telefonate con Carmelo Romano, un travestito conosciuto da tutti come Tiffany? Il sangue scorre tra i filari dei vigneti, tra parenti-serpenti e una gioielleria di famiglia che deve preservare il suo buon nome. A collaborare con Mariangelo, il fidato brigadiere Fabio Fascia e Marcello Dominici, insieme al nuovo elemento trasferito da poco in città: Ettore Soraci, incaricato di un’indagine parallela che coinvolge un pirata della strada.

Antonino Genovese

Antonino Genovese, classe ’84, è Anestesista, Rianimatore e Algologo. Dopo aver esordito con i tipi delle Edizioni Il Foglio, ha pubblicato il romanzo noir Scirocco e Zagara (Fratelli Frilli Editori 2020). I suoi racconti sono inclusi nelle antologie: Mosche contro vento (Morellini 2019), L’Isola delle tenebre (Algra 2020), I luoghi del noir (Fratelli Frilli Editori 2020), Onda Variante (Golem 2020), Giallo Siciliano (Delos Digital 2022). Nel 2019 si è classificato secondo al premio letterario “Tutti i sapori del giallo” in collaborazione con Il Giallo Mondadori. Nel 2020 è arrivato finalista al concorso “Garfagnana in Giallo” con il racconto Sangue Zingaro. Il romanzo Scirocco e Zagara ha vinto il premio “Il Convivio” (2020) e si è classificato 3° al premio “Un libro amico per l’inverno” (X Edizione – Gueciass). Nel 2021 si è classificato primo al concorso “GialloLunaNeroNotte” con il racconto La morte viaggia in cartolina, in collaborazione con Il Giallo Mondadori. In una Barcellona Pozzo di Gotto alle prese con la raccolta differenziata che funziona a singhiozzo, il Maestrale è arrivato prepotente e s’insinua nei recessi più reconditi dell’anima, con il suo gelido alito di morte.

Fratelli Frilli Editori, Via Priaruggia, 33/r, 16148 Genova

comunicazione@frillieditori.comhttp://www.frillieditori.com

L’amore tra due mondi, di Stefania Chiappalupi

L’amore tra due mondi, di Stefania Chiappalupi

Lavinia è una giovane agente immobiliare in carriera. Durante un appuntamento di lavoro incontrerà Sami, facoltoso e affascinante medico israeliano, che le ruberà il cuore. 

Tra i due nascerà una storia d’amore travolgente, sempre in bilico tra i sentimenti e le loro divergenze. Riuscirà un sentimento puro e totalizzante come l’amore a superare le diversità culturali e religiose tra il mondo orientale e quello occidentale? Potrà la loro volontà abbattere muri costruiti da pregiudizi e stereotipi?

Quando il mondo era nostro, di Roxanne Veletzos

Quando il mondo era nostro, di Roxanne Veletzos(Autore)Anna Ricci(Traduttore)

Nord, 2022

L’amore illumina anche le epoche più buie.

«Un inno alla speranza»Kirkus Review

«Veletzos incornicia abilmente una storia d’amore indimenticabile sullo sfondo dei drammatici eventi della Seconda guerra mondiale»Booklist

«Avvincente e pieno di passione»Kate Quinn, autrice di Fiori dalla cenere

«Incantevole!»Library Journal

Ungheria, 1943. Eva credeva di sapere cosa fosse l’amore. Fidanzata con un brillante studente di medicina, pensava di avere tutto ciò che potesse desiderare. Ma, da quando il suo sguardo ha incrociato quello di Aleandro, un giovane artista dalle grandi ambizioni, Eva non ha più certezze. L’unica cosa che sa è che nessuno la fa sentire così, come se si fosse svegliata da un lungo sonno. Tra i due nasce un sentimento che si fa ogni giorno più forte: non importa che lei sia già promessa a un altro e che suo padre – fervente sostenitore del nazismo – impazzirebbe di rabbia se sapesse che la figlia frequenta un uomo di una razza inferiore. Eva è disposta a lottare con ogni mezzo per affermare il suo diritto alla felicità. Quel sogno, però, sta per essere spazzato via dalla guerra che infuria in tutta Europa e che, alla fine, travolgerà anche le loro vite. Eppure, nonostante gli anni e i chilometri di distanza, Eva e Aleandro non smetteranno mai di cercarsi e di credere che il loro amore sia più forte anche del destino… Ci sono momenti in cui tutto sembra perduto, periodi in cui pare esserci spazio solo per la sofferenza. La storia di Eva e Aleandro invece ci ricorda di non perdere mai la speranza, perché l’amore può illuminare anche le epoche più buie.

La locanda degli amori sospesi, di Viviana Picchiarelli (Autore)

La locanda degli amori sospesi, di Viviana Picchiarelli (Autore)

Newton Compton Editori, 2018

Si può recuperare la parte di noi che abbiamo smarrito?

Inaspettato come Perfetti sconosciuti. Romantico come C’è posta per te.

La Locanda dei libri è un casale sulle sponde del lago Trasimeno. Negli anni è diventato un punto di riferimento per lettori onnivori e scrittori in cerca di ispirazione. L’atmosfera ricca di charme e dal tocco provenzale, le stanze traboccanti di romanzi lo rendono rifugio ideale per i clienti che cercano conforto nelle pagine e nelle storie altrui. Proprio la locanda, dopo trent’anni, fa da scenario all’incontro tra Matilde, ex psicoterapeuta e ora proprietaria del casale, e Matteo, avvocato di professione e scrittore per passione. Il loro amore, interrottosi bruscamente quando stava per diventare un sentimento assoluto e potente, sarà però costretto a fare i conti con il tempo che è trascorso, con i traguardi che entrambi hanno raggiunto e anche con gli errori commessi. Matteo e Matilde vivranno un confronto fatto di ricordi, dolore e passione. È possibile recuperare le emozioni nate tanti anni fa e che nessuno dei due ha mai dimenticato? E ritrovare quella parte di sé che senza l’altro sembrava perduta?

https://www.ibs.it/

Casale Monferrato: Presentazione libro “Le mani del mago. Sergio Viganò il massaggiatore dei campioni”

Casale Monferrato: Presentazione libro “Le mani del mago. Sergio Viganò il massaggiatore dei campioni”

Venerdì 17 giugno, alle ore 21 nel cortile interno allo spazio 2K del Comune di Casale Monferrato, presso l’ex biblioteca ragazzi nel Chiostro di Santa Croce, avverrà la presentazione del libro “Le mani del mago. Sergio Viganò il massaggiatore dei campioni”, scritto dal giornalista monferrino Massimo Brusasco.

Il volume tratta la storia professionale di Sergio Viganò, uno dei più importanti massofisioterapisti del calcio italiano.

Originario e tuttora residente a Lu, la sua carriera è legata in particolar modo a Roberto Mancini che ha seguito dapprima nella sua veste di giocatore di Sampdoria e Lazio, e in seguito da allenatore di Inter e Manchester City.

Il libro raccoglie fotografie, aneddoti e interviste allo stesso Mancini, a Gianluca Vialli, ad Attilio Lombardo ma non solo.

La serata, a ingresso libero, avviene in collaborazione con il Comune di Casale Monferrato, l’ASD Caligaris (Comitato Promotore del Torneo Caligaris) e il progetto sociale MonFree-Style.

Presenteranno il libro l’autore stesso Massimo Brusasco e Gabriele Farello in qualità di moderatore.

I saluti iniziali verranno portati da Luca Novelli assessore ai Servizi Sociali e Sport del Comune di Casale Monferrato, Fabrizio Mandracchia presidente dell’ASD Caligaris e Sebastiano Guida responsabile del progetto MonFree-Style.

PEOPLE ARE STRANGE – UN POETA DI NOME JIM MORRISON, di Riccardo Lestini

PEOPLE ARE STRANGE – UN POETA DI NOME JIM MORRISON, di Riccardo Lestini

PEOPLE ARE STRANGE – UN POETA DI NOME JIM MORRISON 

Un nuovo libro interamente dedicato alla vita e alle opere di Re Lucertola. 

di Riccardo Lestini, Les Flaneurs Edizioni

con la prefazione di Francesco “Fry” Moneti

Sciamano, sex symbol, aspirante regista, attore, artista decadente e trasgressivo viveur.

Vocalist e anima di una delle più grandi rock band della storia e messia lisergico dei turbolenti anni 60.

Ma soprattutto, poeta. 

Tra i mille volti di questo personaggio così iconico e sfaccettato, poliedrico, complesso e inclassificabile, l’unico leit motiv possibile è quello della sensibilità poetica. 

Un libro che, seguendo la cronistoria della sua brevissima e incendiaria parabola artistica ed esistenziale, indaga la scrittura di James Douglas Morrison, in un meraviglioso labirinto tra testi musicali, appunti, poemi e spoken word. 

Opere dotate di un immaginario potentissimo – con echi che spaziano da Nietzsche a Kerouac, da Rimbaud alla Beat Generation – che ne fanno una voce folle e geniale, uno dei massimi esponenti della letteratura americana del novecento. 

Lo trovi in LIBRERIA (se non c’è a scaffale ordinalo al tuo libraio di fiducia!)

Oppure on line cliccando qui: http://bitly.ws/s6K3

Oppure in formato kindle (promozione euro 0,00 per clienti Kindle Unlimited): http://bitly.ws/s6Kp

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