Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri | “Storia della bambina perduta”, di Elena Ferrante

Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri | “Storia della bambina perduta”

(Elena Ferrante – edizioni e/o)

Finita la quadrilogia (L’amica geniale), posso dire che quest’ultimo “capitolo”, se resta coinvolgente e se segna una “compiutezza” nel personaggio di Elena, che si evolve, sempre più sicura e consapevole di se stessa, presenta alcuni personaggi che mi hanno perplessa e risvolti troppo poco chiari.

Dede, Elsa, il loro rapporto tra di loro e con la madre mi hanno, ad esempio, lasciato l’amaro in bocca più volte.

Mi sono posta alcune domande e penso che questo rapporto così aspro, possa, in parte derivare dalla formazione di Elena: un piede nel patriarcato e uno nel femminismo. Radici povere, in ambiente grezzo, violento, ignorante e maschilista, e una evoluzione colta, moderna.

Difficile trovare la propria strada come moglie e madre, più difficile per lei, in bilico tra due contrastanti realtà che non per chi non ha mai “assaggiato” che un solo modo di essere donna/moglie/madre.

Spunti interessanti, dunque, ma anche una inspiegabile “sparizione” di “genialità”, tanto in Elena, quanto in Lila, forse perché ormai “compiute”. Senza più spazio di evoluzione e crescita.

La scomparsa di Tina poi, avvenuta, secondo me, per mano dei Solara è un modo crudele di privare Lila per sempre del suo “genio” e per ridurre la sua intelligenza irrequieta a “follia” e stranezza.

Forse, Lila che sparisce, è un modo per “ritrovarsi”, per essere ancora un personaggio “presente” e “pesante” di Lila stessa. Non so, è una mia ipotesi.

Non mi piace il finale, con la restituzione delle due bambole perdute durante la fanciullezza, inizio dell’amicizia travagliata tra Elena e Lila.

Significa che resteranno sempre amiche?

O, al contrario, la restituzione delle due bambole significa che Lila non vuol più sapere niente di Elena, tanto da “rimandare indietro” l’oggetto che le ha fatte diventare amiche?

Significa che Lila, in possesso delle due bambole da chissà quanto, si beffa di Elena, avendole nascosto di aver recuperato il giocattolo per schiacciarla ancora una volta, per beffarla?

O altro?

Non lo so e questa mancanza di risposte, alla fine di una storia bella e coinvolgente, me la rende meno gradita.

Chiara Rossini

Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri