Cronaca. Imprese. Ambiente: 𝗩𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗰’𝗲̀ 𝗻𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼, 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲!

Comitato Stop Solvay

𝗩𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗰’𝗲̀ 𝗻𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼, 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲!

🗣️L’assemblea pubblica del 7 Dicembre ore 21 avrà l’obiettivo di creare un momento di confronto, di spiegazione e approfondimento: ci avviciniamo sempre di più alla possibilità concreta di uno screening sulla popolazione, diventa fondamentale sapere cosa chiedere alle istituzioni coinvolte!

👉Il medico ambientalista Lelio Morricone ci accompagnerà in quelle che potrebbero essere le fasi dello studio epidemiologico e di come dovrebbe funzionare correttamente un protocollo per i medici di base in un luogo colpito da un disastro ambientale.

👉Michela Piccoli, portavoce delle Mamme no Pfas , un esempio vincente della lotta ambientale in Veneto, ci racconterà quanto è importante rivendicare il diritto alla salute per tutti, nessuno escluso.

👉In collegamento da Taranto, il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti: un contributo estremamente prezioso da chi, ormai da anni, lotta per la vita, per il lavoro e per la sopravvivenza del proprio territorio senza mai arrendersi.

🔥Insieme a Viola Cereda e Claudio Lombardi, del Comitato Stop Solvay, la sera del 7 Dicembre costruiremo un altro pezzo della lotta che portiamo avanti ormai da due anni: non ci fermeremo finché non avremo la verità, finché non smetteremo di morire di lavoro e di inquinamento, finché la fabbrica non sarà chiusa e la Fraschetta bonificata.

Mamme NoPfas – genitori attivi – area contaminata

Mamme NoPfas – genitori attivi – zone contaminate

Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti

Aldous Leonard Huxley (Godalming, 26 luglio 1894 – Los Angeles, 22 novembre 1963)

Enrica Bocchio

Aldous Leonard Huxley (Godalming, 26 luglio 1894 – Los Angeles, 22 novembre 1963). In un discorso tenuto nel 1961alla California Medical School di San Francisco, Huxley disse che

“ci sarà in una delle prossime generazioni un metodo farmacologico per far amare alle persone la loro condizione di servi e quindi produrre dittature, come dire, senza lacrime; una sorta di campo di concentramento indolore per intere società in cui le persone saranno private di fatto delle loro libertà, ma ne saranno piuttosto felici”.

Vittorio Sermonti, traduttore di Virgilio e Ovidio, moriva 6 anni fa.

Enrica Bocchio

Vittorio Sermonti, traduttore di Virgilio e Ovidio, moriva 6 anni fa.

“Imbecilli ci sono sempre stati, dappertutto, tra i vecchi e tra i giovani. Viviamo tempi spudoratamente volgari. Ma ogni generazione ha le sue plebi.

Mia moglie ed io siamo insieme da trent’anni e il nostro rapporto è stato di gratitudine e ammirazione reciproca. Qualche volta litighiamo, ma io so che, grazie a lei, andrò verso la morte senza spavento. Mi scoccia un po’ il morire, ma non provo angoscia. Sostengo che questa signora che viene quando vuole e ti sorprende in realtà non c’è. La fine non esiste. Ci sono le persone che a un certo punto se ne vanno e con le quali non hai più rapporti: vengono sfilate, creano una ferita, ma poi la ferita si rimargina”.

Cinema. Autumn School Immersi nelle storie 2002. guerra e Pace   

Autumn School Immersi nelle storie 2002. guerra e Pace   

L’esperienza complessiva dell’Autumn School 2022 può dirsi positiva a partire dal tema generativo: guerra e Pace: un viaggio all’interno dei conflitti alla ricerca di soluzioni “senza perdenti”.

Si è svolta a metà ottobre – con il patrocinio del Comune di Alessandria e dell’Università del Piemonte Orientale – la quarta edizione del Campus sui linguaggi del cinema e dei media organizzato dall’Associazione di cultura cinematografica e umanistica ‘La Voce della Luna’, quest’anno in una nuova collocazione stagionale.

Tre giornate a ingresso libero di cineforum, laboratori, presentazioni, incontri con protagonisti del mondo del cinema, della comunicazione, del giornalismo e della letteratura, dedicate agli studenti degli istituti scolastici di Alessandria e provincia, ma aperte alla partecipazione dell’intero territorio.

Il Campus per la Media Education e i linguaggi cinematografici, visivi e digitali, giunto nel 2022 alla sua quarta edizione con il titolo tematico “guerra e Pace”, si rivolge ogni anno agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, con particolare attenzione ai ragazzi della scuola secondaria di primo e secondo grado, oltre che agli universitari: propone laboratori e workshop su storia e linguaggio del cinema, sul Visual Storytelling e l’utilizzo consapevole degli strumenti digitali, sul giornalismo di carta stampata e on-line, condotti da registi, attori, critici cinematografici, media educator, giornalisti, scrittori e creativi in genere, con l’obiettivo di imparare anche in forma ludica attraverso la condivisione di momenti formativo-ricreativi comuni che prevedano il coinvolgimento diretto e partecipato degli utenti nella costruzione del format.

L’iniziativa, valida in relazione ai percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (già percorsi di alternanza scuola-lavoro), viene offerta gratuitamente, attraverso eventi di diverso genere, all’intera cittadinanza, nell’ottica del raggiungimento di una trasversalità multigenerazionale e della costruzione di una narrazione territoriale comune.

La quarta edizione di “Autumn School” si è particolarmente focalizzata sull’approfondimento delle tematiche legate sia ai conflitti geo-politici internazionali in corso e alla relativa educazione alla pace, sia alla risoluzione dei conflitti in ambito familiare e sociale.

Il Campus sui linguaggi del cinema e dei media si è rivolto, in particolare, agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado con un laboratorio di Media Education, dal titolo “guerra e Pace: ragionare con la Media Education sui conflitti geo-politici, sociali, interpersonali”, a cura della dott.ssa Barbara Rossi, media e film educator, saggista di cinema e della prof.ssa Patrizia Farello, psicologa, pedagogista, già docente di Scienze Umane; una Masterclass di regia e interpretazione cinematografica condotta dal regista Luigi Pane e dall’attore Francesco Ferrante. All’intera cittadinanza si sono rivolti, invece, l’edizione speciale del Cineforum “Progetto Genitori”, in collaborazione con l’Associazione ‘Cultura e Sviluppo’ di Alessandria, con la proiezione del film di Luigi Pane “Un mondo in più”, presentato alla ‘Festa del Cinema di Roma’ 2021 nella sezione “Alice nella città”, dedicata alle giovani generazioni, e la presenza in sala dello stesso regista e del giovane protagonista Francesco Ferrante; la presentazione del volume di Luciana Capitolo, già docente di liceo e studiosa del cinema pasoliniano, “Pasolini e l’Ombra” (C&P Adver Effigi, 2022), in collaborazione con la Biblioteca Civica ‘Francesca Calvo’ di Alessandria e l’Azienda Multiservizi ‘CulturAle-Costruire Insieme’. 

La “Autumn School Immersi nelle storie” si è svolta la sera di mercoledì 12 ottobre, in orario 20:30-23:30, presso la Sala conferenze dell’Associazione ‘Cultura e Sviluppo’ di Alessandria (P.zza F.De André 76); nelle mattinate di giovedì 13 e venerdì 14 ottobre, in orario 10-13 rispettivamente presso l’Aula Magna dell’I.I.S. ‘Saluzzo-Plana’ (Via Faà di Bruno 85) e in Aula Magna dell’ITIS ‘A.Volta’ (Spalto Marengo 42), Alessandria; nel pomeriggio di giovedì 13 ottobre, a partire dalle ore 17:30, presso la Biblioteca Civica ‘F. Calvo’ di Alessandria (P.zza Vittorio Veneto 1).

«La quarta edizione dell’annuale campus sui linguaggi del cinema e dei media si è rivelata davvero entusiasmante, non solo per la consistente e appassionata partecipazione alle nostre iniziative da parte di studenti, docenti, educatori e famiglie, ma anche per il feedback positivo ricevuto dall’intero territorio» – commenta Barbara Rossi, media e film educator, presidentessa dell’Associazione “La Voce della Luna”. 

«La nostra iniziativa, pur essendo declinata principalmente in dimensione scolastica, si pone come obiettivo primario il coinvolgimento e la partecipazione attiva delle diverse generazioni che animano la nostra collettività, all’interno di un dialogo e di uno scambio costruttivi e proficui.   

Il tema proposto quest’anno ci sta particolarmente a cuore, alla luce del particolare e delicatissimo momento storico che stiamo vivendo, non solo a livello internazionale ma anche nel profondo della nostra società e del quotidiano, sempre più di frequente attraversati da conflitti sociali, familiari, interpersonali di complessa risoluzione. 

La risposta attenta e partecipe del territorio agli eventi aperti alla partecipazione di tutto il pubblico – il Cineforum nell’ambito del ciclo di incontri formativi ‘Progetto Genitori’ promosso dall’Associazione Cultura e Sviluppo, con il dialogo intenso e stimolante instauratosi fra il regista del film “Un mondo in più” Luigi Pane, il giovane protagonista Francesco Ferrante e gli spettatori; come la presentazione del saggio della studiosa Luciana Capitolo “Pasolini e l’Ombra”, che analizza in maniera originale l’immagine pasoliniana in chiave psicoanalitica – oltre a gratificare il nostro impegno, ci esorta a proseguire il percorso culturale e in chiave formativa sui linguaggi del cinema e dei media della nostra Associazione, che nel 2023 si propone di festeggiare i dieci anni di attività con una manifestazione rinnovata, ancora più ricca di eventi e ospiti che ci aiutino a porre in risalto e a condividere l’esperienza del cinema come bellezza e impareggiabile strumento di rappresentazione del tempo presente come dell’immaginario collettivo».                   

«Il crescente coinvolgimento del mondo della scuola ha permesso, quest’anno, di affrontare la tematica soprattutto attraverso gli occhi dei ragazzi e delle ragazze delle scuole medie e superiori», conclude Patrizia Farello, pedagogista, già docente di Scienze Umane e socio fondatore della “Voce della Luna”. 

«La visione del film “Un mondo in più”, con la presenza del regista e del giovane attore, ha aperto un dialogo interessante e autentico sia sulle molteplici tematiche portate dalle vicende raccontate nel film, sia sul ‘come si fa a narrare storie attraverso il cinema’. L’obiettivo di fondo dell’Associazione è proprio quello di educare a una fruizione attiva e costruttiva dei media. 

Il laboratorio che ha chiuso l’iniziativa presso l’Istituto Volta aveva il compito di coinvolgere attivamente gli studenti nel fare un viaggio attraverso frame tratti da film famosi relativi all’esperienza dei conflitti, a partire da quelli geopolitici a quelli sociali e interpersonali. 

Lo scambio tra studenti di quinta del Liceo delle scienze applicate dell’Istituto e quelli di terza media della scuola Vivaldi ha dimostrato ancora una volta quanto il lavoro cooperativo, fondato sull’ ‘educazione tra pari’ sia una metodologia molto fruttuosa per facilitare apprendimenti significativi e duraturi». 

“L’Autumn School 2022 Immersi nelle storie” – guerra e Pace è organizzata dall’Associazione di cultura cinematografica e umanistica ‘La Voce della Luna’: si ringraziano il Comune di Alessandria e l’Università del Piemonte Orientale per la concessione del patrocinio all’iniziativa; l’Istituto Comprensivo Statale ‘G.Galilei’, l’I.I.S. ‘Saluzzo-Plana’, l’Istituto Tecnico Industriale Statale ‘A. Volta’, l’Associazione ‘Cultura e Sviluppo’, la Biblioteca Civica di Alessandria ‘Francesca Calvo’, per la collaborazione e la messa a disposizione degli spazi; ‘Caffè Teatro’, ‘FIC-Federazione Italiana Cineforum’, ‘Il Piccolo’ (bisettimanale di Alessandria e provincia), Libreria ‘Ubik’ Alessandria, ‘Officinema-Laboratorio cinematografico’ dell’I.I.S. ‘Saluzzo-Plana’, per il supporto logistico e comunicativo all’evento. 

Info:

facebook.com/AutumnSchoolImmersiStorie; facebook.com/VoceLuna; www.voceluna.altervista.org; instagram.com/associazione_lavocedellaluna; instagram.com/autumn_school_

Adolescenti arrabbiatissimi, di Dr.ssa Mariangela Ciceri. Psicologa Clinica e forense

Adolescenti arrabbiatissimi, di Dr.ssa Mariangela Ciceri Psicologa Clinica e forense

Mariangela Ciceri

Alessandria: Chiunque si relazioni con un adolescente, figlio, nipote, conoscente o allievo, ben conosce come a volte sia difficile contenere quel lato aggressivo, che loro per primi hanno difficoltà a comprendere e a tenere sotto controllo.

Essere adolescenti non è semplice

Non sono semplici i conflitti che si devono gestire né le sfide che si devono accettare. 

Il corpo cambia, ciò che una volta erano garanzia di divertimento e tranquillità, come il gioco a carte con i nonni, o quel cartone animato che faceva ridere, perdono di valore. 

Ci si ritrova ad essere in un corpo che cambia e in balia di emozioni e desideri sbocciati all’improvviso, faticosi da comprendere e realizzare.

Possono avere l’impressione che tutti, in casa e fuori, si aspettino qualcosa da loro, un buon voto, un comportamento adulto, una buona educazione espressa attraverso un atteggiamento non ribelle. E perfino gli amici, possono non essere più quella gran compagnia che erano un tempo. La noia può diventare una assidua compagna, la rabbia una presenza costante.

Gli adolescenti non hanno un buon controllo sulle emozioni. 

Spesso le subiscono, cercano di decodificarle, possono addirittura esserne spaventati. Se la richiesta sociale (la scuola, il gruppo dei pari) e quella famigliare (la relazione con i genitori) innescano comportamenti stressogeni, l’adolescente può comunicare il suo malessere attraverso eccessi d’ira e comportamenti non del tutto funzionali.

Entrare nel mondo dei grandi significa percorre la passerella del giudizio, indossare maschere appropriate per celare agli occhi del mondo quelle insicurezze e paure che possono minare l’autostima e allora arrabbiarsi può essere tutto quello che rimane da fare.  

La risposta che da adulti, da genitori, amici, insegnanti possiamo dare è l’ascolto

Accogliere quella rabbia, lasciare che trovi il modo per essere riconosciuta, raccontata, espressa e solo dopo, quando tutto il dicibile è stato detto, da persone responsabili e autorevoli quali essere genitori e insegnanti impone, ridefinire quelle regole e quei comportamenti che riteniamo utili, necessari e inderogabili.  

Mariangela Ciceri

Sono psicologa clinica e forense. Come clinica mi occupo di consulenza e supporto psicologico sia individuale che di coppia, di psicodiagnostica, di sostegno alla genitorialità, di psico-geriatria, di orientamento scolastico e professionale. Come libera professionista in ambito giuridico e forense il mio ruolo è quello di consulente nella valutazione del danno psichico dovuto ad eventi traumatici, di valutazione delle competenze genitoriali in caso di separazione e divorzio, di mediazione familiare. Conduco inoltre laboratori di comunicazione, psicologia sociale, uso della scrittura come strumento di consapevolezza e problem solving, al fine di facilitare il superamento di criticità emotive.

Alessandria

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Vittorio Mangili giornalista e reporter, di Giorgio Abonante

Alessandria: Tra i celebri nomi che sono legati alla nostra città oggi vogliamo ricordarne uno in particolare: Vittorio Mangili, giornalista e reporter, nella sua casa a Lobbi oggi spegne 100 candeline.

Mangili è stato testimone oculare dei più significativi avvenimenti storici che hanno tracciato il solco indelebile del ‘900: divenuto reporter RAI nel 1956, tra i suoi primi incarichi da inviato televisivo ci sono i drammatici giorni dell’insurrezione ungherese.

Lui è lì, in una terra che sente vicina a sé: nato da madre ungherese, parla la lingua locale e vive in prima persona gli eventi che mineranno le basi del dominio sovietico in Est Europa.

Grazie alla sua innata vicinanza, corre con i patrioti per le strade della capitale e produce l’unica testimonianza audiovisiva di quei momenti. Il nastro verrà succesivamente consegnato all’ ONU come testimonianza delle violazioni dei diritti umani perpetrate in quelle occasioni.

Tra i suoi servizi più conosciuti vi sono quelli di carattere alpinistico, dalla scalata di Reinhold Messner della parete nord del Makalu fino alla spedizione di alpinisti valdostani che nel 1982 raggiunse la vette del Kanchenjunga.

Nei momenti più critici abbandonò taccuino e cinepresa per prestare soccorso: quando la roccia franò sulla valle del Vajont esattamente 59 anni fa, fu uno degli angeli del fango durante l’Alluvione di Firenze e imbracciò la pala anche quattro anni più tardi a Genova.

Per molti anni Vittorio Mangilli con i suoi reportage ci ha raccontato la Grande Storia, oggi in occasione del suo compleanno siamo noi a voler raccontare la sua.

Coldiretti. Filiera del legno: risorsa naturale e rinnovabile, l’alternativa per combattere la crisi energetica

Dal patrimonio forestale arboreo regionale e provinciale una possibile soluzione

Filiera del legno: risorsa naturale e rinnovabile, l’alternativa per combattere la crisi energetica

Per evitare incremento quota di materiale di importazione, soprattutto rispetto al pellet

Il conflitto russo-ucraino sta avendo importanti ripercussioni sulle bollette di luce e gas, con più di 4 milioni di famiglie in condizioni di povertà energetica e aziende in difficoltà per l’aumento dei costi di produzione e commercializzazione. 

Due gli effetti negativi che si stanno verificando negli ultimi mesi: la riduzione della capacità di acquisto dei cittadini, e l’aumento dei costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’agroalimentare, con i rincari che si riversano su tutta la filiera, dalla produzione alla trasformazione e distribuzione. Il risultato è che più di 1 azienda agricola su 10 (11%) è costretta a cessare l’attività, mentre circa 1/3 del totale nazionale (30%) si trova comunque obbligata a lavorare in una condizione di reddito negativo.

“Alla luce di questa situazione, sempre più critica dal punto di vita energetico, è necessario valorizzare la filiera del legno a livello territoriale – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco –  anche al fine di evitare un incremento della quota di materiale di importazione, soprattutto rispetto al pellet. La guerra ha messo sotto gli occhi di tutti la necessità di aumentare le risorse energetiche interne per questo puntare su fonti alternative garantirebbe maggiore sicurezza nell’approvvigionamento portando nello stesso tempo al vantaggio di uno sfruttamento responsabile e sostenibile del bosco con salvaguardia essenziale del territorio, oltre alla creazione di nuovi posti di lavoro. Per non parlare, poi, degli effetti positivi che si riverserebbero sulla questione inquinamento e cambiamenti climatici, fattori che al giorno d’oggi non si possono più ignorare”.

In Piemonte ci sono quasi 1 miliardo di alberi e sono presenti 52 specie arboree e 40 specie arbustive con una grande variabilità di composizione e struttura. E’ la regione, che a livello nazionale, ha la più ampia superficie forestale arborea con circa 1 milione di ettari, ovvero il 38% del territorio, di cui i boschi coprono 932 mila ettari.

La provincia di Alessandria ha una superficie forestale pari a 123.607 ettari suddivisa tra 114.711 di bosco e 8.896 ettari di arboricoltura da legno.

“E’ essenziale trovare soluzioni per aumentare l’approvvigionamento interno di energia riducendo la dipendenza dalle importazioni – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco -. La guerra ha messo sotto gli occhi di tutti la necessità di aumentare le risorse energetiche interne. Puntare su fonti alternative come la filiera del legno, naturale e rinnovabile, garantirebbe maggiore sicurezza nell’approvvigionamento portando nello stesso tempo al vantaggio di uno sfruttamento responsabile e sostenibile del bosco con salvaguardia essenziale del territorio. Solo i boschi gestiti in modo sostenibile assolvono al meglio funzioni importanti per la società come la prevenzione degli incendi, delle frane e delle alluvioni o l’assorbimento di CO2. Grazie al lavoro ed alla presenza costante delle nostre aziende, è possibile preservare i territori dall’abbandono, svolgendo un insostituibile presidio rispetto all’assetto idro-geologico del territorio, e mantenere un patrimonio naturale che ha una grande valenza turistica ed ambientale”.

Coldiretti. Gas: contro il caro bollette 1 su 5 ha già rinunciato ai fornelli, i consigli antispreco

I cuochi contadini di Campagna Amica hanno realizzato un vademecum per risparmiare

Gas: contro il caro bollette 1 su 5 ha già rinunciato ai fornelli, i consigli antispreco

Cittadini e aziende sono in grave difficoltà, subito intervento a livello nazionale ed europeo

Con la crisi energetica e i rincari in bolletta quasi un alessandrino su cinque (19%) per risparmiare ha già rinunciato ai fornelli, cucinando di meno e indirizzandosi verso pietanze che non necessitano di essere cotte. E’ quanto emerge da un sondaggio Coldiretti sull’impatto del caro energia i cucina dove un altro 53% ha adottato comunque accorgimenti per coniugare la voglia di continuare a portare in tavola cibi cotti con la necessità di ridurre l’impiego dei fornelli, contribuendo alla campagna per il risparmio energetico lanciata dal Governo con il decreto del ministro Cingolani. Solo il 27% dei cittadini dichiara di non aver cambiato le proprie abitudini di consumo in cucina.

Per sostenere l’impegno dei cittadini per il risparmio i cuochi contadini di Campagna Amica hanno preparato un vademecum che va dal fare attenzione all’uso delle stoviglie al modificare tempi e modalità di cottura.

“Meglio usare pentole che consentono il risparmio di energia come quella a pressione o per cotture plurime (bollitura e vapore) e utilizzare il coperchio quando è possibile. Importante anche utilizzare il fornello adeguato alle dimensioni della pentola che si sta utilizzando e verificare che la fiamma del fornello sia di colore blu, che indica efficienza nella combustione – ha affermato Stefania Grandinetti, cuoco contadino di Campagna Amica e presidente provinciale Terranostra -. Ridurre la cottura dei cibi per gustare bocconi più croccanti, al dente, leggermente al sangue vuol dire ingerire cibi con un più alto contenuto di nutrienti, assaporarne gli aromi originari degli ingredienti e soprattutto masticare di più aiutando moltissimo la digestione. Per gli alimenti che, per sicurezza alimentare, è meglio servire ben cotti, come pollo e uova, preferire ricette che permettano cotture veloci. Quando si utilizza il forno si possono pianificare più infornate, cuocendo contemporaneamente più pietanze facendo attenzione ai vari gradi di cottura, oppure infornare di seguito piatti diversi sfruttando la temperatura già raggiunta dal forno”.

Ma è possibile risparmiare anche l’energia elettrica, magari scegliendo di scongelare i cibi togliendoli qualche ora prima dal congelatore invece di utilizzare il forno a microonde o usando per la preparazione dei cibi gli attrezzi manuali come frusta e cucchiai invece del frullino elettrico. 

Consigli pratici per fronteggiare una situazione che necessita però di un intervento a livello nazionale ed europeo per sostenere i cittadini e le aziende.  

“Con i rincari energetici che stanno facendo esplodere le bollette di famiglie e imprese, occorre innanzitutto mettere un tetto al prezzo di tutto il gas che entra in Europa, non solo a quello proveniente dalla Russia – ha aggiunto il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Come Coldiretti abbiamo già chiesto al Governo di dare risposte ai bisogni delle nostre imprese ma queste risposte devono venire anche dall’Europa perché non è accettabile in un momento di gravissima crisi prevalgano gli egoismi. Con la beffa che le nostre aziende si trovino a subire, oltre all’aumento dei costi, anche la concorrenza sleale da parte di Paesi come l’Olanda o la Germania, che ha annunciato un piano nazionale di sostegno al proprio sistema economico”. 

“Ma occorre lavorare anche per l’autosufficienza energetica, incentivando l’installazione dei pannelli fotovoltaici sui tetti per stimolare la produzione di energia rinnovabile nelle aziende agricole, superando a livello europeo il limite dell’autoconsumo come barriera agli investimenti agevolati – ha concluso il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco -. Ed è importante anche supportare la produzione di biogas e biometano, arrivando ad immettere nella rete fino a 6,5 miliardi di metri cubi di gas “verde” da qui al 2030, e potenziare la capacità estrattiva che nel nostro paese si è ridotta dei 3/4 negli ultimi decenni. E possiamo fare anche a meno dei fertilizzanti prodotti proprio a partire dal gas, puntando su quelli organici e, in particolare, sul digestato, facendo chiarezza sulla possibilità di utilizzo ed eliminando la soglia dei 170 chilogrammi di azoto per ettaro all’anno”.

L’attività di trasformatori “fai da te”, comunque comporta l’osservanza di precise regole in quanto la sicurezza degli alimenti conservati parte dalla qualità e sanità dei prodotti utilizzati, ma non può prescindere da precise norme di lavorazione che valgono per il settore agroindustriale, ma che devono valere anche per i consumatori casalinghi, soprattutto nella fase della sterilizzazione.

Relazioni che possono «ingrassare», di Mariangela Ciceri – Psicologa. Alessandria

Mariangela Ciceri

Relazioni che possono «ingrassare», di Mariangela Ciceri

Nonostante per molti relazionarsi rappresenti una fatica quotidiana, viviamo di relazioni. 

Alessandria: Ci relazioniamo con gli amici, con i conoscenti, con i colleghi, con i genitori degli amici dei nostri figli, con i figli stessi, con il partner, con la cassiera del supermercato che incrociamo più spesso di altre, con il dentista e perfino con chi, in auto, ci taglia la strada non rispettando il nostro diritto di precedenza.

Quando i rapporti sono superficiali, occasionali, minimi e le regole prevedono che ci possa ritirare dalla relazione, l’equazione potrebbe essere: tu, non mi piaci, mi deludi, mi ferisci = io mi allontano da te.

Una strategia valida che a volte non è possibile o facile mettere in atto e usare.

Pensiamo alle relazioni obbligate con persone che percepiamo come invadenti, giudicanti, inopportune, sfacciate, arroganti, ma a cui non possiamo (oppure non vogliamo) sottrarci.

Di fronte all’impossibilità di farlo, diamo vita a una delle più frequenti illusioni: lui, lei, loro cambieranno. E così mentre si attende che il miracolo avvenga, restiamo «sospesi», fermi sperando che gli altri facciano quello che sentiamo e crediamo, essere meglio per noi.

Le attese però, come ben sappiamo, logorano. 

Il tempo si ferma, ristagna, le aspettative creano ingorghi mentali e ci ritroviamo a dover colmare tempo e spazio.

Le statistiche dicono che una delle modalità con cui cerchiamo di contenere o arginare l’attesa che tutto migliori e che le situazioni cambino è mangiando. 

Assaggiare un biscotto, portarsi alla bocca una caramella, non resistere al secondo, terzo, cioccolatino, può aiutare. Può farci sentire meglio. Meno soli. Più forti. Persino più sicuri, perché ci offrono una consolazione fittizia, ma che in quel momento è l’unica che abbiamo.

Tuttavia se siamo nella situazione in cui abbiamo SEMPRE bisogno di sperare che il contesto fatto di vissuti, incontri e relazioni cambi, oppure viviamo in perenne attesa del consenso degli altri o del loro giudizio positivo per non essere (o sentirci) imperfetti, sottomessi, dipendenti, condizionati allora è bene chiedersi: come e quando è iniziato tutto questo? Cosa succede in me quando l’altro mi delude? Cosa provo? Quali paure attiva? Come posso sostituire l’aspettativa delusa in modo da riconoscermi io pregi e valori?

Sperare che gli altri ci amino incondizionatamente, quando noi primi non ci riconosciamo il diritto di essere amati, significa consegnare a loro il controllo della nostra vita.

Il cibo allora diventa il surrogato di quello che vorremmo essere e non siamo, di quello che gli altri dovrebbero darci e non ci danno, ma anche una modalità rapida e meno dolorosa di altre, per mettere a tacere disagi, confitti e bisogni. Proprio quelli che invece varrebbe la pena imparare ad ascoltare.

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Mariangela Ciceri

Sono psicologa clinica e forense. Come clinica mi occupo di consulenza e supporto psicologico sia individuale che di coppia, di psicodiagnostica, di sostegno alla genitorialità, di psico-geriatria, di orientamento scolastico e professionale. Come libera professionista in ambito giuridico e forense il mio ruolo è quello di consulente nella valutazione del danno psichico dovuto ad eventi traumatici, di valutazione delle competenze genitoriali in caso di separazione e divorzio, di mediazione familiare. Conduco inoltre laboratori di comunicazione, psicologia sociale, uso della scrittura come strumento di consapevolezza e problem solving, al fine di facilitare il superamento di criticità emotive.

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“LEGGERMENTE”… IN LUDOTECA!

Alessandria: “LEGGERMENTE”… IN LUDOTECA!

Dopo ‘E…stateingioco 2022’ e la pausa estiva, dal 19 settembre la Ludoteca Comunale ‘C’è Sole e Luna’, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Alessandria, riapre le sue porte al pubblico con un NUOVO ORARIO, che prevede l’accoglienza dei bambini della fascia 0-4 anni nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 10 alle ore 12, quella della fascia 5-7 anni nella giornata di martedì e quella degli 8-11 anni nella giornata di giovedì dalle ore 16 alle ore 18:30. 

  Al nuovo orario si aggiunge un nuovo Programma: “LEGGERMENTE” – Autunno 2022, che partirà con il primo appuntamento venerdì 23 settembre alle ore 18:30, con lo spettacolo teatrale ‘LA COMPAGNIA DEGLI SPINOCCHIATI’ a cura della compagnia “Il Melarancio”, presso Piazza Santa Maria di Castello, per i bambini dai 6 agli 11 anni. 

Altro evento teatrale in programma invece per i più piccini, dai 3 ai 5 anni, dal titolo ‘I PERCHE’ DEI BAMBINI’, a cura della compagnia Stilema, è previsto per venerdì 7 ottobre presso l’‘Anfiteatro’ di Parco Carrà alle ore 10:30.

“Lo spettacolo è una consuetudine che arricchisce il programma della Ludotecasottolinea l’Assessora alle Politiche Giovanili accanto ad una serie di proposte ludico-creative, volte a far vivere esperienze in cui corpo, mente ed emozioni si incontrano, accompagnando piccoli e grandi utenti nella propria crescita”.

Ecco dunque le proposte:

per i bambini da 0 a 3 anni sono previsti – ‘Passo dopo passo’, creazione di un bagaglio motorio-emotivo, a cura di Andrea Bruni, preparatore atletico, tutti i lunedì dal 3 al 24 ottobre (4 incontri) dalle 11 alle 12, e ‘Giochi di luce’, laboratorio ludico-creativo rivolto a mamma-bambino, a cura delle animatrici della Ludoteca, tutti i venerdì dal 4 al 25 novembre (4 incontri) dalle 10 alle 11;

per i bambini dai 5 ai 7 anni: ‘PassoEnergeticooo!’, percorsi motori con Diego Fuiano, preparatore sportivo, tutti i martedì dal 4 al 25 ottobre(4 incontri) dalle 16:45 alle 18:15 e ‘Impronte e…via’, laboratorio creativo-espressivo a cura di NunziaCastiglione, atelierista, tutti i martedì dall’8 al 29 novembre dalle ore 17 alle ore 18; 

infine per i bambini dagli 8 agli 11 anni – ‘Livello Avanzato: Ludoteca’, interazioni e scambi tra videogiochi e giochi reali a cura di Mattia Silvani,animatore ed esperto di gioco, tutti i giovedì dal 6 ottobre al 24 Novembre(7 incontri)dalle ore 16:45 alle ore 18:15.

Nella stagione autunnale non poteva mancare ‘Halloween Park’, festa di Halloween a cura di Mattia Silvani, prevista per giovedì 27 ottobre dalle ore 16:45 presso i ‘Giardini Pittaluga’ di via Cavour, per i bambini dai 6 agli 11 anni. 

Infine due gite, una presso l’‘AstroBioParco Oasi’ di Felizzano sabato 22 ottobre, per i bambini dai 4 ai 5 anni e l’altra presso l’‘Acquario di Genova’ sabato 5 novembre,per bambini dai 6 agli 11 anni, che contribuiranno a far vivere esperienze nuove all’insegna dell’autonomia, della socializzazione e di tanto divertimento.

Segnaliamo che i percorsi motori proposti rientrano nell’ambito del progetto ‘Pedibus’, in collaborazione con il Servizio Sistema Educativo Integrato del Comune di Alessandria. 

Ricordiamo infine che per frequentare la Ludoteca ‘C’è Sole e Luna’, che abilita anche al prestito di libri e dvd, occorre l’iscrizione, il cui costo è di € 50 all’anno e che i bambini, fino a 4 anni, devono essere accompagnati da un genitore o da un adulto di riferimento. 

Per ulteriori  informazioni sulla ludoteca e su prenotazioni, costi e disponibilità potete contattare:

Ludoteca ‘C’è Sole e Luna’, Via Verona 103 – Alessandria

Tel. 0131 227216-225678 – Cell. 348/5735800

e-mail ludoteca@comune.alessandria.it .

L’Italia sono anch’io, incontro con Sabrina Efionayi e Anna Osei giovani scrittrici

Sabato 17 settembre ore 17.30c/o Sala Multimediale Laboratorio Civico ANPI/CGIL – via Faa di Bruno 39

L’Italia sono anch’io

Incontro con Sabrina Efionayi e Anna Osei giovani scrittrici

Conduce Zoe Kandil

L’intervista a due giovani scrittrici, Sabrina Efionay e Anna Osei, condotta da una giovane universitaria Zoe Kandil, che ha collaborato al progetto Nello specchio del tempo”, per dare voce alle seconde generazioni, anche attraverso la tavola rotonda che vedrà in un secondo tempo coinvolti l’Assessora alle Politiche giovanili e multiculturalità del Comune di Alessandria, Vittoria Oneto, il dirigente scolastico Michele Maranzana e il rappresentante del Forum Tavolo Migranti di Casale M. Claudio Debetto.

Sabrina Efionayi è una giovane autrice e podcaster di origine nigeriana nata e cresciuta in provincia di Napoli. Cresciuta con il peso della discriminazione, vittima di uno sguardo che l’ha fatta sentire diversa per il colore della pelle, Sabrina ha iniziato a scrivere alle scuole superiori con lo pseudonimo di “Sabrynex”, raccontando storie di ragazze bianche, lontane dalla sua verità. 

Sono nata a Castel Volturno nel 1999 da madre nigeriana ma cresciuta in una famiglia napoletana a cui sono stata affidata a pochi giorni dalla nascita. Studio Culture digitali e della comunicazione presso l’Università Federico II di Napoli, mi sono sempre interessata ai temi della discriminazione, razzismo e disuguaglianze sociali. A sedici anni ho iniziato la pubblicazione dei miei tre romanzi per la Rizzoli, OVER (2016) OVER 2 (2016) e #TBT Indietro non si torna (2017). Ho deciso successivamente di lasciare i romanzi young adult e di cimentarmi in una scrittura più realistica e autobiografica, che possa dare voce  ai ragazzi italiani nati da genitori stranieri che non vengono riconosciuti in quanto tali.”

Racconta la sua storia nel libro “Addio, a domani”, edito Einaudi e nel suo podcast “Storia del mio nome”, prodotto da Chora Media.  

“Addio a domani” è un romanzo autobiografico. è la storia di una ragazza con due madri, una biologica e l’altra affettiva e due famiglie: una in Italia e l’altra in Nigeria. È il racconto della costruzione di un’identità, punto di incontro tra due culture. 

Anna Osei, giovane autrice mantovana, classe 1999, conclusa la maturità si trasferisce nel Regno Unito, dove risiede attualmente, per studiare e laurearsi in Diritto Internazionale. Nel 2017 ha pubblicato per Europa Edizioni il libro autobiografico Destinazione sostanza. Nel 2021 è uscito per Mondadori Sotto lo stesso sole, un romanzo in cui le esperienze vissute dalla protagonista, la ventenne Marlene, aprono spaccati su temi come il razzismo, la discendenza e l’innamoramento.

“Il titolo è per me molto importante: viviamo in una società in cui continuiamo a dirci “siamo tutti uguali”. In realtà penso che questa frase discrimini: è giusto mettere in risalto le nostre diversità sotto lo stesso sole, l’unica cosa che ci accumuna è che siamo sotto lo stesso sole, è la nostra unica costante. Anche nel libro si tratta di differenze: economiche, sociali, culturali: dobbiamo renderle speciali ricordandoci che l’unica cosa che ci accomuna è che viviamo sulla stessa terra e vediamo il sole sorgere e tramontare.”

“La capitagna e il glifo”: presentazione del libro di Simonetta Gorsegno e Gianni Cellè sabato 17.09 alle ore 17 al Museo Etnografico della Gambarina di Alessandria

Alessandria“La capitagna e il glifo”: presentazione del libro di Simonetta Gorsegno e Gianni Cellè sabato 17.09 alle ore 17 al Museo Etnografico della Gambarina di Alessandria

Verrà presentato sabato 17.09 alle ore 17 al Museo Etnografico della Gambarina di Alessandria il nuovo romanzo storico scritto da Simonetta Gorsegno e Gianni Cellè dal titolo “La capitagna e il glifo”, vicenda ambientata nell’Alessandria del 1589

La trama

Corre l’anno 1589. Diversi stati d’Italia sono stretti nella morsa del dominio spagnolo.  Non fa eccezione Alessandria che subisce la pressione fiscale da parte del Governatore in carica: Don Rodrigo de Toledo, un uomo dissoluto e senza scrupoli, il quale si invaghisce di una giovane orfana, Elvira che lava i panni per la guarnigione spagnola nel palazzo cittadino dove dimora Don Rodrigo.

La fame di riscatto spinge Elvira tra le braccia del Governatore, le promette una nuova vita. Don Rodrigo però viene meno alla parola data e scatenerà in Elvira un rancore tanto grande da indurla ad aderire a un gruppo di ribelli deciso a insorgere contro l’oppressore a causa delle ingenti tasse che attanagliano il popolo e le corporazioni cittadine. 

La rivolta fallisce ed Elvira viene imprigionata nelle segrete del Palazzo insieme ai suoi compagni di sventura, ma proprio quando le speranze sembrano essere perdute, Elvira conoscerà Carlito, una guardia spagnola, che l’aiuterà a fuggire dalla città attraverso la ragnatela di strade sotterranee.

Oltre la storia di Elvira e Carlito la trama del romanzo focalizzerà l’attenzione sulla storia architettonica della città di Alessandria. 

Una storia di chiese, piazze, palazzi che oggi, in parte, non possiamo più ammirare, ma soltanto ricordare come i capisaldi della nostra cultura.

Gli autori

Simonetta Gorsegno vive ad Alessandria, la città dove è nata nel 1963. Ha scritto numerosi racconti per diverse case editrici e vinto diversi premi letterari. Appassionata di viaggi, nel 2021 ha pubblicato il suo primo libro di viaggi dal titolo: “Horn please – Viaggio nel paese dei Maharaja” edizioni Sillabe di Sale. Scrive racconti per un giornale locale.

Gianni Cellè è un esperto di storia locale. Collabora a giornali e riviste di Alessandria. Laureato in architettura è stato curatore di diverse mostre cittadine e organizzato cicli di convegni e conferenze presso il museo etnografico di Alessandria “C’era una volta”.

Nel 2012 ha pubblicato “Valentinum primi insediamenti umani nella pianura alessandrina”, nel 2014 “Piazzetta del Grano e le osterie delle tre lepri” e nel 2015 “Il Mestiere, caratteri dell’economia alessandrina attraverso i secoli”.

“La capitagna e il glifo” di Simonetta Gorsegno e Gianni Cellè

Sisifo Edizioni Alessandria

Pag. 206 – Euro 15,00

INAUGURAZIONE MOSTRA PIETRO VILLA  –  ACQUEFORTI DI PICCOLO FORMAT

Alessandria: INAUGURAZIONE MOSTRA PIETRO VILLA  –  ACQUEFORTI DI PICCOLO FORMATO

Nell’ambito delle iniziative di “Aperto per Cultura”, Sabato 10 settembre 2022 alle ore 18.00 presso la Biblioteca Civica “Francesca Calvo” ,  sarà inaugurata la  mostra “Pietro Villa –  Acqueforti di piccolo formato “ curata dal direttore dell’Associazione Culturale “Il Triangolo Nero” Gianni Baretta.   

A distanza di ben 31 anni dalla  mostra che, con lo stesso titolo,  fu  inaugurata  nel 1991 nella sede de “Il Triangolo Nero”,  verrà  proposta presso le Sale Storiche della Biblioteca una mirata scelta delle piccole, raffinate e sempre più rare acqueforti di Pietro Villa che, con Cino Bozzetti può essere annoverato fra i più importanti incisori del ‘900.

La fama incisoria di Villa è dovuta senza dubbio alle grandi partiture delle vedute del “suo” Monferrato come alle acqueforti, quasi astratte, dei cardi e delle canne che erano visione-riflesso sempre presente del prediletto e frequentato paesaggio collinare tra Vignale e Camagna. 

In parallelo a questa produzione maggiore aveva però sempre coltivato anche la passione per piccole lastre di pochi centimetri, nelle quali trasfondeva la stessa qualità dei lavori di grande dimensione ma aggiungendovi una tenera e straordinaria qualità poetica che, a distanza di tempo, continua a stupire e commuovere chi osserva questi piccoli fogli che, in tanti casi, non hanno misure superiori a quelle delle ‘cartoline’ di antica memoria.

I soggetti scelti da Villa per queste ‘operine-gioiello’ sono sempre appartenuti al suo repertorio di immagini amate e indagate dalla sua pacata e serena creatività: piccoli paesaggi, nature morte, fiori, farfalle e conchiglie per non dimenticare, infine, le molte vedute della città con i suoi palazzi e monumenti spesso visti sotto l’effetto di candide nevicate.

L’incidere raffinato e leggero di Pietrino Villa ha saputo creare magie di segno e di luce che hanno reso questa sua produzione collaterale, ma per nulla minore, un unicum in tutto il panorama acquafortistico non solo alessandrino. L’occasione di ritrovarne molte insieme, in perfetta sintonia con la bella e suggestiva sede della nostra Biblioteca, vuole essere anche un giusto e doveroso omaggio a un grande artista la cui opera merita di essere maggiormente conosciuta.

La mostra sarà visitabile sino a venerdì 14 ottobre 2022, durante l’orario di apertura al pubblico della Biblioteca Civica:

Lunedì, Mercoledì e  Venerdì : 8.30-13.00

Martedì e Giovedì: 8.30-13.00 ; 14.00-18.00

Info: biblioteca.civica@comune.alessandria.it

Salvati e sommersi: noi siamo qui. Qui Alessandria ● Dario Fornaro

Teatro comunale Alessandria

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Qui Alessandria ● Dario Fornaro

Concludo questa rassegna personale, estemporanea di problemi strutturali che occupano l’orizzonte alessandrino: a)  per non allungare il brodo inutilmente e  b)  per ribadire che non ho alcuna soluzione da proporre – al massimo qualche preferenza personale di poco conto –  ma la sentita opportunità, la necessità del normale cittadino, che pensi utile tenersi informato su questi ed altri problemi consimili, abbia a disposizione un obiettivo “punto periodico”, un sintetico “stato degli atti” di origine ufficiale.

Penso addirittura ad un  fascicoletto periodico, semestral-annuale, di semplici elementi concreti, scevro della componente “chi ha fatto, o non fatto, cosa e perché” rinviata ad altre sedi, ad altri dibattiti.

Riprendo con un pezzo forte: il famoso Scalo ferroviario , che c’è, al quale si sovrappone il Retroporto genovese, che non c’è, o almeno non c’é ancora. Da tempo sottoutizzato, mezzo desertificato, questo grande spiegamento di binari  intitolato allo Smistamento agli alessandrini appare come un atout logistico  incomprensibilmente dimenticato e che sconcerta vederlo in questo stato. Ma ce l’hanno con noi si mormora (FS e compagnia bella) e poi perché?

Data per una  importante, se pur negletta da anni, occasione di sviluppo, la vicenda richiama scherzosamente ”la Bella di Torriglia / tutti la vogliono e nessuno la piglia”. Di questa seria questione abbiamo già parlato (AP, 06-06 us., “Una logistica elettorale”) ma aggiungiamo ora che questo grande scalo è stato configurato a suo tempo “a cul di sacco” e che, incastrato com’è in città, ha infelici collegamenti, salvo futuri interventi stradali pensati ma mai realizzati, con la grande viabilità su gomma.

Aggiungiamo che  il flusso principale di traffico merci connesso al Terzo Valico, in corso d’opera, guarda principalmente (lavori sulla Pozzolo-Rivalta-Tortona e a seguire quadruplicamento della Tortona- Voghera) alla direttrice Milano-Novara, salvo la collegata linea storica  del Piemonte occidentale Novi-Alesandria-Torino.

Ma qui siamo già ben oltre l’aspetto di “fare il punto”  sui vari problemi ma d immaginare se quando FS e Comune si troveranno attorno ad un tavolo per discutere…che ne facciamo, con mutua convenienza economico-sociale, di questo nobile Scalo?

Altro problema ormai vetusto e dolente è quello del nuovo Teatro municipale sorto alla fine degli anni sessanta, con raddoppio in pianta e volumi, sulle macerie del precedente e liberty Teatro Marini ai Giardini pubblici. Le vecchie Amministrazioni di sinistra erano riuscite a progettare un Teatro d’opera (1800 posti se mal non ricordo) ancor più faraonico (fruizione e produzione spettacoli), ma non erano state in grado di porvi mano. La nuova Amministrazione di centrosinistra volle dimostrare “adesso ci pensiamo noi”:  e portò in Commissione Teatro e poi in Consiglio l’alternativa: nuova, degna costruzione un po’ ridimensionata (1200 posti) o ripiego sul restauro del Marini? In lire d’allora 1400 milioni contro 900. Interpellato l’Arch. Gardella, gloria alessandrina, questi si espresse per il restauro ma fu nullificato da una grande maggioranza di “nuovisti” e il teatro “venne su” come si vede adesso .

Saltiamo la parte gestionale, con il varo dell’apposita azienda (ATA) e l’avvio di multiformi attività col personale relativo. Passiamo quindi all’ultimo atto (trattandosi di teatro…) allorché furono intrapresi lavori di ristrutturazione della parte termica: picca e batti ci si accorse in ritardo della micidiale polverina di amianto che si depositava in ogni dove. Per riparare a questo guaio il teatro fu svuotato, lavato e ripulito, sorvolando gentilmente, politicamente sulle eventuali responsabilità.

Da diversi anni quindi lo “scatolone cementizio” è rimasto inattivo, perche mancano i rilevanti quattrini per ripristinarne l’uso e l’uso stesso parve talora messo i dubbio: ne facciamo un centro commerciale, un parcheggio multipiano e via scherzando.

La lunga lotta, infine, del Comune contro le minacce di dissesto finanziario ha messo di per se a lato ogni ipotesi di intervento sostanziale sul Teatro: problema imobilizzato.

Concludo questa rassegna con un altro paio di…piatti piangenti, di interesse, ma non di pertinenza proprietaria, comunale: la famosa, centralissima Caserma Valfrè e il vecchio  rudere Zuccherificio.

Dismesso da tempo l’uso militare – Alessandria ebbe per decenni importante presenza di truppe,  a cominciare dalla Cittadella  – la Valfré  è diventata un ovvio “oggetto del desiderio” urbanistico: dal nuovo complesso Tribunale/Uffici giudiziari (sospeso), al Campus universitario (che oggi ha preso un’altra direzione), allo spostamento dell’Esselunga (che sembra aver desistito), ad altri usi pubblici da precisare. L’unico approccio positivo in corso è la predisposizione – lato ex cavallerizza – di strutture per il trasferimento, totale o parziale, dell’Archivio di Stato. Resto bloccato, salvo provvisorio uso vaccinale.

Di tutt’atra natura la questione ex Zuccherificio, giacente sulla S.S 10 in prossimità  di Spinetta Marengo. Posto in fregio, per almeno 200 m , alla strada più trafficata del comune, costituisce da molti anni un molto discutibile biglietto da visita per la città.

Certo quel grande rudere ha alle spalle complessi problemi proprietari e  ambientali (sottosuolo, falde et.) ma dal Comune potrebbe venire una discreta “spinta” risolutiva all’utilizzo, con le opportune cautele, dell’area, chiaramente scevra di qualità storico architettoniche e di immaginabili restauri.

Altri casi, altre volte.

* * *

in calce l’elenco dei casi trattati
Nuovo Ospedale civile / Cittadella / Secondo ponte Bormida / Ospedale militare – San Francesco / Università – Campus / Piano Regolatore / Scalo FS – Retroporto / Caserma Valfré / Teatro municipale / Rifiuti urbani – Raccolta e smaltimento / Teleriscaldamento.

Concludo questa rassegna personale, estemporanea di problemi strutturali che occupano l’orizzonte alessandrino: a)  per non allungare il brodo inutilmente e  b)  per ribadire che non ho alcuna soluzione da proporre – al massimo qualche preferenza personale di poco conto –  ma la sentita opportunità, la necessità del normale cittadino, che pensi utile tenersi informato su questi ed altri problemi consimili, abbia a disposizione un obiettivo “punto periodico”, un sintetico “stato degli atti” di origine ufficiale.

Penso addirittura ad un  fascicoletto periodico, semestral-annuale, di semplici elementi concreti, scevro della componente “chi ha fatto, o non fatto, cosa e perché” rinviata ad altre sedi, ad altri dibattiti

.

Riprendo con un pezzo forte: il famoso Scalo ferroviario , che c’è, al quale si sovrappone il Retroporto genovese, che non c’è, o almeno non c’é ancora. Da tempo sottoutizzato, mezzo desertificato, questo grande spiegamento di binari  intitolato allo Smistamento agli alessandrini appare come un atout logistico  incomprensibilmente dimenticato e che sconcerta vederlo in questo stato. Ma ce l’hanno con noi si mormora (FS e compagnia bella) e poi perché?

Data per una  importante, se pur negletta da anni, occasione di sviluppo, la vicenda richiama scherzosamente ”la Bella di Torriglia / tutti la vogliono e nessuno la piglia”. Di questa seria questione abbiamo già parlato (AP, 06-06 us., “Una logistica elettorale”) ma aggiungiamo ora che questo grande scalo è stato configurato a suo tempo “a cul di sacco” e che, incastrato com’è in città, ha infelici collegamenti, salvo futuri interventi stradali pensati ma mai realizzati, con la grande viabilità su gomma.

Aggiungiamo che  il flusso principale di traffico merci connesso al Terzo Valico, in corso d’opera, guarda principalmente (lavori sulla Pozzolo-Rivalta-Tortona e a seguire quadruplicamento della Tortona- Voghera) alla direttrice Milano-Novara, salvo la collegata linea storica  del Piemonte occidentale Novi-Alesandria-Torino.

Ma qui siamo già ben oltre l’aspetto di “fare il punto”  sui vari problemi ma d immaginare se quando FS e Comune si troveranno attorno ad un tavolo per discutere…che ne facciamo, con mutua convenienza economico-sociale, di questo nobile Scalo?

Altro problema ormai vetusto e dolente è quello del nuovo  Teatro municipale sorto alla fine degli anni sessanta, con raddoppio in pianta e volumi, sulle macerie del precedente e liberty Teatro Marini ai Giardini pubblici. Le vecchie Amministrazioni di sinistra erano riuscite a progettare un Teatro d’opera (1800 posti se mal non ricordo) ancor più faraonico (fruizione e produzione spettacoli), ma non erano state in grado di porvi mano. La nuova Amministrazione di centrosinistra volle dimostrare “adesso ci pensiamo noi”:  e portò in Commissione Teatro e poi in Consiglio l’alternativa: nuova, degna costruzione un po’ ridimensionata (1200 posti) o ripiego sul restauro del Marini? In lire d’allora 1400 milioni contro 900. Interpellato l’Arch. Gardella, gloria alessandrina, questi si espresse per il restauro ma fu nullificato da una grande maggioranza di “nuovisti” e il teatro “venne su” come si vede adesso .

Saltiamo la parte gestionale, con il varo dell’apposita azienda (ATA) e l’avvio di multiformi attività col personale relativo. Passiamo quindi all’ultimo atto (trattandosi di teatro…) allorché furono intrapresi lavori di ristrutturazione della parte termica: picca e batti ci si accorse in ritardo della micidiale polverina di amianto che si depositava in ogni dove. Per riparare a questo guaio il teatro fu svuotato, lavato e ripulito, sorvolando gentilmente, politicamente sulle eventuali responsabilità.

Da diversi anni quindi lo “scatolone cementizio” è rimasto inattivo, perche mancano i rilevanti quattrini per ripristinarne l’uso e l’uso stesso parve talora messo i dubbio: ne facciamo un centro commerciale, un parcheggio multipiano e via scherzando.

La lunga lotta, infine, del Comune contro le minacce di dissesto finanziario ha messo di per se a lato ogni ipotesi di intervento sostanziale sul Teatro: problema imobilizzato.

Concludo questa rassegna con un altro paio di…piatti piangenti, di interesse, ma non di pertinenza proprietaria, comunale: la famosa, centralissima Caserma Valfrè e il vecchio  rudere Zuccherificio.

Dismesso da tempo l’uso militare – Alessandria ebbe per decenni importante presenza di truppe,  a cominciare dalla Cittadella  – la Valfré  è diventata un ovvio “oggetto del desiderio” urbanistico: dal nuovo complesso Tribunale/Uffici giudiziari (sospeso), al Campus universitario (che oggi ha preso un’altra direzione), allo spostamento dell’Esselunga (che sembra aver desistito), ad altri usi pubblici da precisare. L’unico approccio positivo in corso è la predisposizione – lato ex cavallerizza – di strutture per il trasferimento, totale o parziale, dell’Archivio di Stato. Resto bloccato, salvo provvisorio uso vaccinale.

Di tutt’atra natura la questione ex Zuccherificio, giacente sulla S.S 10 in prossimità  di Spinetta Marengo. Posto in fregio, per almeno 200 m , alla strada più trafficata del comune, costituisce da molti anni un molto discutibile biglietto da visita per la città.

Certo quel grande rudere ha alle spalle complessi problemi proprietari e  ambientali (sottosuolo, falde et.) ma dal Comune potrebbe venire una discreta “spinta” risolutiva all’utilizzo, con le opportune cautele, dell’area, chiaramente scevra di qualità storico architettoniche e di immaginabili restauri.

Altri casi, altre volte.

* * in calce l’elenco dei casi trattati

Dario  Fornaro

Mostra di Fabio Gagliardi nella Chiesa di San Giacomo della Vittoria

Associazione SpazioIdea

è lieta di invitare 

 venerdì 16 settembre 2022 alle ore 18:00

Chiesa di San Giacomo della Vittoria

Santuario dell’Addolorata – Alessandria

“Mostra personale di Fabio Gagliardi con l’inedito

Il Cuore Dell’Addolorata”

Nell’Anno Santo dedicato a Santiago di Compostela, prosegue il nostro cammino con l’artista alessandrino Fabio Gagliardi che presenta il suo nuovo quadro dedicato ai Sette Dolori di Maria.

Nell’occasione saranno esposte anche altre sue opere pittoriche.

Alle ore 19:00 seguirà la celebrazione della Santa Messa in onore della Beata Vergine Maria Addolorata.

La mostra potrà essere visitata anche durante la settimana.

Sabato 17 e domenica 18 con orario 10:00-12:00 e 17:00-19:00 l’artista sarà presente per illustrare le sue opere.

Evento in collaborazione con Circolo Provinciale della Stampa e Circolo Filatelico Numismatico di Alessandria.


Nell’occasione VOTA ANCHE TU PER LA CHIESA DI SAN GIACOMO DELLA VITTORIA, candidato luogo del cuore FAI 2022.


Fabio Gagliardi nato nel 1962, vive ad Alessandria. Dal 1987 ha iniziato ad interessarsi d’Arte partecipando a mostre fotografiche con l’A.F.A. Dal 2013 Fotografo di scena per cortometraggi e video musicali. Una sua poesia è sceneggiatura del corto “Non ascoltare il cuore” dov’era fotografo di scena.

MOSTRE: BIENNALE D’ARTE AL  2015, CUORI INFRANTI – AL 2016, Nel 2017: 13° AMACI To, 2018 Palazzo Saluzzo Ge, Albisola (GE). Dal 2018 al 2020 ha curato lo STUDIO D’ARTE 102 in Alessandria: opere del Maestro Nespolo e sue.  Nel 2019 ha creato per AIDO l’opera “Con il Cuore“ per Papa Francesco ed il Cardinal Versaldi e due opere per il Sindaco ed Il prefetto di Alessandria. Mostra CON IL CUORE Ospedale S.S. ANTONIO E BIAGIO – AL   DIAVOLO IN TOSCANA – (LU). 

Ottobre 2021: Alessandria nel Cuore presso Bio Cafe’ ad Alessandria 

Febbraio 2022 I dont love You RC Cuori Pop Sale d’Arte del Comune di Alessandria – 1° Premio Città di Alessandria Menzione d’Onore – Le coleur d’un poeme Pavia menzione per la fotografia ” Piazza Garibaldi”  

Musica e poesia al Collegio Santa Chiara

Alessandria. Sabato 10 settembre: La cultura, nel senso pieno che questo termine ha assunto nella tradizione antropologica, ha la funzione di dare significato alla realtà umana e sociale. Ora, poiché l’uomo, a differenza degli altri esseri viventi, vive immerso nel significatola cultura à quanto gli permette di trovare una risposta al problema dell’essere e dell’esistenza. Noi siamo letteralmente immersi nella cultura”.

Questo brano di Serge Latouche mi è tornato alla mente in questi giorni, leggendo l’intenso programma di “Aperto per cultura”, l’insieme di eventi promossi ad Alessandria il 10 settembre da Confcommercio.

Tra questi eventi, ne segnalo due, logisticamente e temporalmente collegati.

  1. Alle ore 18,30, presso il Collegio Universitario “Santa Chiara” di Alessandria (con ingresso da via Inviziati, 3), si terrà il concerto dell’Ensemble di Saxofoni del Conservatorio Antonio Vivaldi di Alessandria (Davide Ingrosso, sax soprano e tenore; Stefano Mati, sax contralto; Samuele Zanocco, sax contralto; Carlo Rivera, sax contralto e tenore; Antonio Caso, sax tenore; Matteo Valivano, sax baritono). Saranno suonati i seguenti brani: God Bless the Child (Herzog/Holiday); Swing Low Sweet Chariot (spiritual); Chameleon (Herbie Hancock); A Study in Contrasts (Sammy Nestico); Hymn to Joy ( L. V. Beethoven); Poem and Dance (Leroy Ostransky). Maestro concertatore Ausonio Giovanni Calò, docente di saxofono presso il Conservatorio A. Vivaldi di Alessandria.
  1. Alle ore 19, stesso luogo, a cura del Centro di cultura dell’Università Cattolica, la prof.ssa Barbara Viscardi terrà una Conferenza-lettura su “Mario Luzi e la ricerca della luce nel Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini”.

Alle 20 stand enogastronomico.

Confido di poterci rivedere in questa occasione.

Renato Balduzzi

“Aperto per cultura”: una grande squadra di partner, sostenitori e ospiti d’eccezione

Il format ideato dalla Confcommercio di Alessandria in partnership con quella di Siracusa per la rinascita della città e della comunità

“APERTO PER CULTURA”, UNA GRANDE SQUADRA DI PARTNER E SOSTENITORI
Centodieci appuntamenti che uniscono cultura ed enogastronomia: una fitta mappa di eventi consultabile in diversi formati, cartacei e digitali
Rafforzata l’attività di promozione del territorio per incentivare i flussi turistici nel fine settimana della manifestazione

Mancano pochi giorni ad uno degli eventi più attesi della città di Alessandria, Aperto per Cultura, che si svolgerà sabato 10 settembre ed il desiderio di rigenerarsi e riqualificarsi grazie ed attorno a questa iniziativa, unica nel suo genere, è ancora più forte. Molti sono gli enti e le aziende che rendono possibile la realizzazione del format ideato e organizzato dalla Confcommercio della provincia di Alessandria con il patrocinio ed il sostegno del Comune di Alessandria.
Intervengono con un contributo alla manifestazione il Gruppo Amag, la Camera di Commercio di Alessandria-Asti, la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, e le aziende 3i Group, Novelli 1934, Gruppo Resicar, Rolandi Auto, Alessandria Auto e Bagliano.

Tra i partner che cureranno la parte culturale, con la doppia direzione artistica di Daniel Gol per il teatro e di Rino Cirinnà per la musica, si segnalano l’INDA – Istituto Nazionale del Dramma Antico, il Conservatorio Vivaldi di Alessandria, l’Università del Piemonte Orientale, il Concorso Internazionale di Chitarra Classica Pittaluga, ASM Culturale Costruire Insieme, Associazione Commercianti di Borgo Rovereto, Associazione Culturale AXC, Gruppo Giovani Confcommercio Alessandria – Micidiale.

Arricchiscono la squadra tutti i ristoratori che aderiscono al circuito e le attività commerciali che contribuiranno a comporre la autentica scenografia di una città che guarda al futuro e vuole farsi conoscere al di fuori dei propri confini.

LE DICHIARAZIONI

IL PRESIDENTE DI CONFCOMMERCIO ALESSANDRIA VITTORIO FERRARI ED IL DIRETTORE ALICE PEDRAZZI
“C’è molta attesa per la nuova edizione di Aperto per Cultura, che ritorna, dopo due anni di stop forzato, con una manifestazione che è cresciuta, sia per quanto riguarda l’ampiezza del programma ed il numero degli appuntamenti culturali, ma anche per l’estensione oraria – già dal mattino, infatti, ci saranno iniziative – e per la notorietà di alcuni degli artisti in programma, quali ad esempio Maurizio Lastrico, Antonio Ornano, Gualtiero Burzi, Davide Iacopini, Alberto Basaluzzo, Paolo Fresu e Dino Rubino. Un palinsesto che è stato creato per offrire ancora più opportunità di fruire gratuitamente di spettacoli di alto profilo e per esercitare un maggior fattore di attrazione nei confronti del pubblico che viene da province e regioni confinanti, pubblico nei confronti di cui sono state effettuate azioni di comunicazione, marketing e promozione in chiave di incoming turistico.
E tutto ciò è reso possibile grazie al sostegno di tutti gli enti, le aziende ed i partner che contribuiscono al progetto Aperto per Cultura ai quali va il nostro sentito ringraziamento per un evento che va a vantaggio della città intera”.

IL VICESINDACO DELLA CITTA’ DI ALESSANDRIA
“Spettacoli teatrali, concerti di musica di generi diversi, musei aperti e visite guidate al centro cittadino, il tutto unito alla migliore offerta enogastronomica. Questo è il format ormai consolidato che caratterizzerà l’edizione 2022 di ‘Aperto per Cultura’. La Città sarà animata da suoni, colori e sapori che sapranno offrire non solo agli abitanti ma anche a coloro che vorranno visitare Alessandria in questa occasione, tutto quanto di bello e prestigioso il nostro territorio può offrire.
La manifestazione sarà una bella occasione di aggregazione e convivialità, di scoperta del patrimonio artistico-culturale della Città e delle sue specialità enogastronomiche, parte integrante della cultura alessandrina”.

IL PRESIDENTE DEL GRUPPO AMAG PAOLO ARROBBIO
“Desidero esprimere le più vive congratulazioni agli organizzatori di “Aperto per Cultura” che il prossimo 10 settembre porteranno nuovamente una ventata di creatività e di rigenerazione urbana nella città di Alessandria all’insegna di eccellenze culturali, enogastronomiche ed imprenditoriali del territorio.
Il Gruppo AMAG è pertanto lieto di collaborare alla prestigiosa iniziativa che valorizza la città di Alessandria e la fa ancora più bella attraverso i suoi luoghi di cultura, arte e spettacolo”.
IL PRESIDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI ALESSANDRIA-ASTI GIAN PAOLO COSCIA
“Aperto per Cultura è un progetto pensato come una moderna proposta di valorizzazione dei centri storici cittadini, partendo dall’arte e dalla cultura, realizza un evento che consente di mettere in mostra il patrimonio storico, teatrale e musicale di una città, accanto, ed in modo sinergico, alle eccellenze enogastronomiche ed artigianali.
La Camera di Commercio di Alessandria-Asti conferma anche quest’anno il supporto a questa importante iniziativa promozionale, il cui successo è stato tale che il format è stato già replicato ed utilizzato a Siracusa nel 2017 ed a Casale Monferrato nel 2018.
Un progetto in continua crescita che porta numerosi visitatori a conoscere le eccellenze enogastronomiche, culturali, turistiche di Alessandria e che quest’anno si propone ancora più ricco di eventi. Un invito a scoprire quanto la cultura sia importante per unire e fare da “volano” a tutti i settori economici di un territorio.”

IL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI ALESSANDRIA LUCIANO MARIANO
“Aperto per cultura ritorna di Alessandria dopo due anni di pausa forzata e trova ampia collaborazione da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria che ha sempre dimostrato grande sensibilità nei confronti di tutte le iniziative tese a rilanciare il tessuto culturale e socio-economico della nostra città e della nostra provincia.
La sinergia con la Fondazione sarà basata essenzialmente sul piano culturale e prevede un’apertura notturna straordinaria di Palatium Vetus, sede dell’Ente, dove saranno organizzate visite guidate allo storico edificio, alla ghiacciaia, all’area museale e alla mostra “Le contemporanee” allestita al piano terreno del “broletto”.
Non solo. Il cortile del Palazzo si trasformerà in palcoscenico e ospiterà una rappresentazione, l’”Aiace” di Sofocle, a cura dell’Istituto Nazionale Dramma Antico.
Un evento particolarmente suggestivo sullo sfondo dello storico “broletto”, sede del primo comune di Alessandria e coevo alla fondazione della città.
Il ricco programma di eventi e il coinvolgimento di decine di operatori economici e culturali completerà il quadro della serata che ci auguriamo riscuota l’interesse dei cittadini e di tanti visitatori provenienti da altre città e regioni limitrofe”.

IL CEO DI 3I GROUP FRANCESCO DAQUARTI
“Aperto per Cultura è l’occasione per dare voce e mettere in luce il patrimonio alessandrino, con le proprie virtù, tradizioni, storie, esperienze, passioni, in un’atmosfera armonica e di intelletto. Un’eredità che ritroviamo nel DNA della nostra azienda e per questo non possiamo che farne parte”.

LA RESPONSABILE MARKETING DI ROLANDI AUTO RICCARDA ROLANDI
“Aperto per Cultura è un evento che valorizza le eccellenze culturali, artistiche ed enogastronomiche della nostra città, del nostro tessuto urbano. Noi siamo radicati in questo contesto e desideriamo onorare questo patrimonio. Ecco perché partecipiamo con grande piacere. Da sempre una delle nostre vetture diventa ‘palcoscenico’ di uno spettacolo; quest’anno saremo presenti a Palazzo Ghilini con “Caramelle per il Futuro”, scritto e diretto da Daniel Gol, interpretato da Laura Tartuferi e dalla nostra fantastica Nuova BMW serie 4 Cabrio”.

L’ AMMINISTRATORE DELEGATO DEL GRUPPO RESICAR ROBERTO SIRI
“Dall’ultima edizione del 2019 ci mancava Aperto per Cultura, un format che coinvolge i cittadini, gli imprenditori e la città tutta, valorizzando la cultura ed il commercio locale perché anima e permette di far vivere il centro in una atmosfera unica. Siamo felici di essere nuovamente al fianco di Confcommercio in questo evento che coinvolge l’imprenditoria del territorio, consentendoci di esporre le nostre auto e mostrarle in una scenografia speciale, non solo al pubblico cittadino ma anche a chi arriverà dai paesi e dalle province limitrofe, dato il richiamo che oggi ha la manifestazione. La nostra azienda presenterà la Nissan ARIYA, auto totalmente elettrica dal design futuristico e dalle elevate prestazioni tecnologiche. Cercateci tra le vie cittadine, vi aspettiamo numerosi!”

IL GENERAL MANAGER DI NOVELLI 1934 ALESSANDRO CASTO
“Novelli 1934, società di BIAUTO GROUP che proprio nel 2022 ha compiuto 100 anni, è sempre stata presente in tutti i territori dove sono ubicate le proprie concessionarie, vivendo il tessuto sociale grazie al supporto di eventi legati alla cultura e allo sport.
Proprio per questo motivo è particolarmente coerente la presenza all’evento “Aperto per Cultura” della nostra Concessionaria Mercedes e Smart operante nelle provincie di Alessandria e Genova.
Cultura che significa anche sostenibilità ambientale e tecnologia: caratteristiche perfettamente rappresentate dalla vettura in esposizione, la nuova Mercedes EQS.
La neo ammiraglia della Casa di Stoccarda, con alimentazione esclusivamente elettrica, rappresenta infatti il meglio della tecnologia applicata all’auto: sarà possibile ammirarla in occasione della kermesse, ma vi aspettiamo provarla nella nostra nuova sede di San Michele con un test drive personalizzato”.

IL RESPONSABILE MARKETING GRUPPO ALESSANDRIA AUTO SPA STEFANO TETI
“Come Alessandria Auto Spa questa sarà la nostra prima partecipazione ad Aperto Per Cultura. Come già visto nelle edizioni passate, un bellissimo evento che riscontra l’interesse della cittadinanza, un format coinvolgente tra commercio e cultura, di cui abbiamo sempre bisogno, senza dimenticare la buona cucina”.

MARCO BAGLIANO, AZIENDA BAGLIANO
“Per la nostra città l’insieme di Arte, Musica e Cultura significa condivisione di momenti di gioia, festa e vita. Per questo motivo Aperto per Cultura ha dimostrato in questi anni di essere un evento cardine per il benessere della comunità Alessandrina”.

IL PROGRAMMA

CENTODIECI APPUNTAMENTI
Un numero che dice molto, 110: è il numero degli appuntamenti che costellano la galassia di Aperto per Cultura – edizione 2022. Un programma ricco, che trasmette tutto l’entusiasmo, la creatività e l’amore per la propria città dopo due anni di stop forzato. Ma, naturalmente, non è solo un numero perché Aperto per Cultura è soprattutto qualità, cura dei dettagli, amore per il bello e senso di comunità, una comunità che ha voglia di trovarsi e ritrovarsi.

Alessandria da scoprire: promozione del territorio e attività di incoming

Aperto per Cultura è una grande opportunità per promuovere la città ed il territorio in chiave turistica e in questa edizione 2022 gli organizzatori hanno rafforzato e reso strutturale questa attività grazie ad una serie di azioni:

  • arricchimento del programma generale e ampliamento degli orari del palinsesto culturale che vede iniziare le attività a partire dal mattino con il tour “Alessandria Massonica” e poi a seguire con l’apertura dei musei e i successivi appuntamenti della sezione pomeridiana “Aspettando AXC”;
  • realizzazione e promozione di pacchetti turistici in occasione del fine settimana di Aperto per Cultura (9-11 settembre) a cura di Comune di Alessandria, Alessandria Incoming – Valdata Tour – Monferrato Travel – Stranalandia Viaggi – Bluvacanze Alessandria – l’Oblò Viaggi ed Alexala presenti su http://www.visitalessandria.it, http://www.apertopercultura.net e su http://www.alexala.it;
  • creazione e diffusione di contenuti video sui social media (come Instagram, Tik Tok, etc.) per mostrare e far conoscere le peculiarità artistiche, storiche ed architettoniche alessandrine in collaborazione con Sandro Marenco, tik toker molto apprezzato e seguito anche dai giovanissimi;
  • campagna di comunicazione complessiva dell’evento con una presenza forte su testate giornalistiche quotidiane e periodiche di livello nazionale, oltre alla pubblicità sul web e all’attività di social media marketing.

L’edizione 2022, il ritorno

“La cultura in tutti i sensi – Quando la cultura si fa guardare, sentire e gustare” è l’evocativo claim dell’edizione che si svolgerà ad Alessandria sabato 10 settembre 2022.

Il richiamo è a tutti i sensi che coinvolge e a tutti i significati che esprime la cultura all’interno della vita di una città e di una comunità.

La vista, perché ci sarà molto da vedere:

· 17 spettacoli teatrali, dislocati per il centro città, fra i quali le performance di Maurizio Lastrico, Antonio Ornano, dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, di Gualtiero Burzi, Davide Iacopini e Alberto Basaluzzo, le performances dirette dal direttore artistico Daniel Gol e numerosissimi altri;

· Mostre, sale d’arte, chiese, musei e monumenti della città saranno aperti per tutta la serata dell’evento, con visite guidate e con performance teatrali e musicali all’interno;

· 4 conferenze e workshop di approfondimenti su letteratura, cinema e comunicazione, anche a cura dell’Università del Piemonte Orientale;

· 2 performance di danza.

L’udito, perché ci sarà molto da ascoltare:

· 32 concerti di musica jazz e classica, diffusi per i balconi, le vie, le piazze ed i cortili della città, con la partecipazione di musicisti come Paolo Fresu, Dino Rubino, Rino Cirinnà, degli allievi del Conservatorio Vivaldi di Alessandria e di moltissimi altri professionisti di caratura internazionale;

Il gusto, perché ci sarà molto da assaggiare:

· 45 buffet enogastronomici, allestiti a cielo aperto con gusto, eleganza e raffinatezza.

Altra peculiarità di Aperto per Cultura è la gratuità di tutti gli eventi teatrali, musicali e culturali, fruibili per tutto l’arco della serata, a ciclo continuo, per permettere ai visitatori di realizzare un percorso virtuoso tra teatro e musica, letteratura e arte.

Tutto il programma culturale ed enogastronomico dell’edizione 2022 di Aperto per Cultura è consultabile sul sito http://www.apertopercultura.net, sulla App Aperto per Cultura e sulla mappa.

LA RIGENERAZIONE URBANA
La trasformazione di luoghi abbandonati ed in disuso in luoghi di cultura: ecco la cifra vincente di questa manifestazione.

Aperto per Cultura è un format di “city management” nato per riqualificare e rilanciare i centri storici delle città abbinando cultura e enogastronomia. E’ nato nel 2016 riaprendo i negozi sfitti, che sono diventati palcoscenici per spettacoli teatrali, trasformandosi, per una sera, da luoghi abbandonati a luoghi di cultura. I balconi dei palazzi ospitano musica dal vivo e i ristoratori allestiscono scenografiche tavole a cielo aperto. Il tratto distintivo di questa manifestazione è la capacità di coinvolgere l’intero tessuto urbano, sia fisico che sociale, in una grande operazione culturale: la cultura invade la città, ne occupa gli spazi anche più insoliti, svolgendo una forte azione rigeneratrice e riqualificatrice, che non esaurisce i propri effetti nella sola serata dell’evento. In tutto questo, la componente enogastronomica, altra grande espressione culturale del territorio, fa da prezioso elemento di unione tra gli eventi diffusi.

Aperto per Cultura, insomma, offre un connubio inscindibile di spettacoli teatrali che si ripetono a ciclo continuo, per tutta la durata dell’evento in insolite e originali location, di concerti di musica jazz e classica, con musica che proviene da balconi e cortili, di musei aperti e visite guidate per la città e le sue bellezze artistiche e architettoniche, il tutto unito alla miglior offerta enogastronomica del territorio, elaborata con particolare cura ai dettagli estetici dei buffet allestiti.

Oggi Aperto per Cultura è un positivo esempio di partnership pubblico-privato esportato anche in altre città (Siracusa, fra le altre). L’ultima edizione alessandrina ha proposto 50 punti culturali con oltre 9.000 spettatori per le sole performance teatrali, ha coinvolto 62 imprenditori dell’area food e ha generato oltre 9 milioni di interazioni sui profili social.

5 Settembre 1944: Il massacro nel rifugio di Borgo Cittadella

5 Settembre 1944: Il massacro nel rifugio di Borgo Cittadella

Alessandria: Lunedì 5 settembre, alle ore 10,30 in via Giordano Bruno, di fronte alla lapide che ricorda quanto è accaduto, le Istituzioni, 78 anni dopo quei tragici fatti, commemorano le 39 vittime del bombardamento alleato.

Ecco come la pubblicazione “Vittime Dimenticate”, promossa nel 2016 dall’Amministrazione Comunale di Alessandria ed edita da ‘dell’Orso’, racconta quanto avvenuto. “Martedì 5 settembre la città assiste a un nuovo massacro. L’Ufficio Militare del ‘Comitato Provinciale di Protezione Civile’, come Pro Memoria dell’accaduto, così lo sintetizza in stile notarile: “Alessandria ha subito oggi 5 corr; ore 11, altra incursione aerea nemica con bombe di grosso calibro. Obiettivo i ponti sul Tanaro, quello ferroviario e stradale, che non sono stati colpiti. Colpita invece la zona circostante detti ponti, distruggendo 6 case e danneggiandone 15. Danneggiata la strada provinciale Alessandria Torino. Colpito, inoltre, un Ricovero a.a. ricavato in un sottopassaggio della strada Provinciale Alessandria Torino causando numerose vittime tra i ricoverati. Numero dei morti in via di accertamento”. I morti saranno 39, ma per 20 di questi verrà stilato un certificato di ‘morte presunta’ per l’impossibilità di una qualsiasi identificazione. Erano stipati nel rifugio di Borgo Cittadella, situato sotto la strada statale, colpito ad una delle estremità da una bomba dirompente che si abbatté sugli occupanti. Quasi tutti di Alessandria, intere famiglie distrutte, tra le vittime numerosi bambini e giovani studenti”.

Il volume, su quei fatti, riporta le dirette testimonianze di: Vincenzo Casoni e Wilma Pierina Pelizza.

Lirica al Parvum: il “Rigoletto” torna ad Alessandria con l’Accademia Nazionale di Belcanto Italiano

Lirica al Parvum: il “Rigoletto” torna ad Alessandria con l’Accademia Nazionale di Belcanto Italiano

Alessandria: Due cast internazionali daranno vita ai personaggi che animano l’opera “Rigoletto”, capolavoro scritto da Giuseppe Verdi ed andato in scena per la prima volta nel 1851. 

L’opera verdiana sarà rappresentata, in selezione, al Teatro Parvum di Alessandria, con costumi storici e con l’accompagnamento del pianoforte, in uno spirito di collaborazione tra professionisti e allievi dell’Accademia Nazionale di Belcanto Italiano, fondata e diretta dal soprano belcantista e maestra di tecnica vocale Astrea Amaduzzi, in cooperazione con l’ISV (International School of the Voice) di Philadelphia. 

L’allestimento è previsto per l’1 ed il 3 settembre 2022, sempre alle ore 20.30.

Gli artisti provenienti dall’Italia e dall’estero, da ben sette nazioni diverse, sono questi: Il Duca di Mantova, Eero Lasorla (Finlandia) – Rigoletto, Pier Zordan (Italia) – Gilda, Hannah von Riesen (USA, 1 settembre) e Yael Elia (Israele, 3 settembre) – Sparafucile, Emmanuel Fullerton (Nicaragua, 1 settembre) e Vicente Dominguez Rosario (Spagna, 3 settembre) – Maddalena, Eva Sun (USA, 1 settembre) e Manuela Rinaldi (Italia, 3 settembre) – Il Conte di Monterone ed Il Conte di Ceprano, Seoung Nam Ryu (Corea del Sud) – Marullo, Davide Mazza Spantigati (Italia) – Matteo Borsa, Kalil Silva (Brasile) – La Contessa di Ceprano, Laura Basso (Italia) – Giovanna ed Un paggio della Duchessa, Arianna Richeldi (Italia) – Un usciere di Corte, Andrea Torciere (Italia) – Maestro al Pianoforte e Direttore musicale, Mattia Peli (Italia). 

Tutti i cantanti sono preparati, dal punto di vista vocale e dell’arte scenica, dalla Maestra Astrea Amaduzzi e dal punto di vista interpretativo dal M° Mattia Peli, mentre la regia è a cura della stessa Compagnia Lirica Internazionale di Belcanto Italiano che si pone come un “ponte” tra il mondo della scuola e quello del professionismo. 

L’ingresso è a offerta libera con prenotazione obbligatoria tramite telefono o WhatsApp al numero 3475853253.

I Templari, san Francesco, la guerra e la santità

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Alessandria: I Templari, san Francesco, la guerra e la santità

Storici e cantanti, scrittori e rievocatori, attori e performers, narratori e musicisti raccontano

la storia, il mistero e la leggenda dei famosi frati-cavalieri del Medioevo,

ancora presenti nel nostro immaginario collettivo

Dopo il notevole successo della prima edizione, torna l’innovativo “Festival internazionale dei Templari” ideato e diretto da Simonetta Cerrini, storica e saggista, esperta di Templari, e da Gian Piero Alloisio, cantautore e drammaturgo.

Il ‘Festival internazionale dei Templari’, a cui è stato conferito il patrocinio da parte della Regione Piemonte e il patrocinio da parte dell’Università del Piemonte Orientale (U.P.O.), è entrato a far parte della ‘Templars Route European Federation’ (TREF).

Il tema di quest’anno – “I Templari, san Francesco, la guerra e la santità” – invita storici e artisti a rispondere a numerose domande, divenute tragicamente di estrema attualità: qual è la posizione dei cristiani rispetto alla guerra? Qual era la pace per san Francesco? Come affrontavano la guerra i frati cavalieri Templari? Un soldato può divenire santo? Chi era il vero Nemico per i Templari? Cristiani d’Oriente, cristiani cattolici, musulmani ed ebrei: quali rapporti c’erano al tempo delle crociate? Scontro o condivisione?

Ad Alessandria, nella suggestiva cornice di Piazza Santa Maria di Castello, i due mondi degli storici e degli artisti si comporranno in quattro serate-spettacolo (25-26-27-28 agosto alle ore 21:15) volte a raccontare a un largo pubblico la storia dei Templari, cavalieri in cerca di santità, che ancora oggi affascinano milioni di persone in tutto il mondo. 

Venerdì 26 e sabato 27 agosto alle ore 17 la prestigiosa sede dell’Associazione ‘Cultura e Sviluppo’ di Alessandria ospiterà le conferenze pomeridiane dei relatori, precedute da un Firmacopie alle ore 16:30, mentre domenica 28 agosto alle ore 17:30 la chiesa della Natività di Maria di Spinetta Marengo (AL), ospiterà una conferenza-spettacolo. 

Tra gli storici, coordinati da Simonetta Cerrini, ascolteremo Franco Cardini, professore emerito di Storia medievale, saggista dalla produzione sterminata e intellettuale attento alla storia contemporanea, la storica francese Camille Rouxpetel, dell’Università di Nantes, studiosa dei pellegrinaggi e degli scambi culturali e religiosi tra i cristiani d’Oriente e i cristiani d’Occidente e Antonio Musarra dell’Università La Sapienza di Roma, studioso di storia marittima del Mediterraneo, di storia delle crociate e di storia francescana, oltre agli interventi in video di Alessandro Barbero (professore ordinario dell’Università del Piemonte Orientale), Philippe Josserand (maître de conférence all’Università di Nantes), Benjamin Z. Kedar (professore emerito dell’Università ebraica di Gerusalemme ), e André Vauchez (professore emerito dell’Università di Paris X- Nanterre).

Quest’anno, il copione delle quattro serate, scritto da Gian Piero Alloisio, affianca agli interventi dei relatori (tutti in italiano), canzoni d’autore (fra cui Leonard Cohen, Fabrizio De André, Luigi Tenco, i Gufi, Giorgio Gaber e lo stesso Alloisio), cabaret, letture, musica elettronica, performances e installazioni.

Tra gli artisti, l’attore Massimo Bagliani (direttore artistico del ‘Teatro Alessandrino’), la cantante Elisabetta Gagliardi (docente al Conservatorio ‘Verdi’ di Milano e al Conservatorio ‘Martucci’ di Salerno), il musicista Globular Waves (Edoardo Lanza) e il violinista/compositore di musica classica ed elettronica Say Twine (Alessio Cavalazzi)

Saranno presenti sul palco anche i ricostruttori della ‘Mansio Templi Parmensis 1275’, che illustreranno l’abito e le armi dei Templari.

Per un Festival in chiave pop che si propone di raccontare a un largo pubblico sia la vera storia dei Templari, sia la storia della loro leggenda.

L’ingresso sarà libero e gratuito.

In caso di maltempo, le serate si svolgeranno regolarmente nella sede di Cultura e Sviluppo.

In occasione del Festival inoltre da giovedì 25 agosto  a domenica 28 agosto ad Alessandria rimarranno aperte le Sale d’Arte di Via Machiavelli 13, dove è custodito il prezioso “ciclo arturiano” e il Museo di Palazzo Cuttica, in Via Parma 1 che ospita la mostra “Un set alla Moda – Un secolo di cinema italiano tra fotografie e costumi”.  Per entrambe i musei gli orari d’apertura sono dalle ore 15 alle ore 19.

Il Festival è prodotto da A.T.I.D. con la compartecipazione della Città di Alessandria, in collaborazione con l’Azienda ‘CulturAle – ASM Costruire Insieme’ nonché con il sostegno della ‘Fondazione Cassa di Risparmio’ di Alessandria e Gruppo AMAG di Alessandria.

Si ringrazia inoltre ‘Il Chiostro’ di Santa Maria di Castello, la ‘Comunità di San Benedetto’, l’Associazione ‘Cultura e Sviluppo’, la comunità  dei frati Francescani della Chiesa della ‘Natività di Maria’ del sobborgo di Spinetta Marengo, ‘Il Libraccio’ e altre realtà cittadine.

Il Festival sarà presente inoltre sulle pagine Facebook e Instagram: @festivaldeitemplari

Per contatti: A.T.I.D. cell. 380-4522189 o all’indirizzo mail: festivaldeitemplari@gmail.com

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QUATTRO CONFERENZE-SPETTACOLO 

in piazza Santa Maria di Castello, ore 21:15

Con: Gian Piero Alloisio, Massimo Bagliani, Franco Cardini, Simonetta Cerrini, Elisabetta Gagliardi, Globular Waves (Edoardo Lanza), ‘Mansio Templi Parmensis 1275’, Antonio Musarra, Camille Rouxpetel, Say Twine (Alessio Cavalazzi).

E con video-interviste ad Alessandro Barbero, Philippe Josserand, Benjamin Kedar, André Vauchez.

Giovedì 25 agosto: ‘Il paradosso templare’

Chi era il miles Christi? Chi erano i crucesignati? Chi erano davvero i Templari? Chi raccolse la loro eredità?

La serata di apertura del Festival fa emergere la figura paradossale del Templare, che al tempo stesso è un religioso e un militare. Simonetta Cerrini, dopo aver introdotto l’argomento, presenterà gli altri relatori: Camille Rouxpetel disegnerà il ritratto del pellegrino, mentre Antonio Musarra racconterà in che modo gli Ospitalieri ereditarono i beni Templari e descriverà la figura dell’alessandrino sant’Ugo Canefri. 

Franco Cardini, uno dei più illustri e noti storici italiani, spiegherà chi era nel Medioevo il miles Christi, il cavaliere di Cristo. 

L’attore alessandrino Massimo Bagliani impersonerà papa Clemente V e leggerà alcuni articoli della Regola dei Templari.

Il tema del Festival, in bilico fra le riflessioni sulla guerra e sulla santità, sarà affrontato in chiave artistica da Gian Piero Alloisio e Elisabetta Gagliardi che canteranno Halleluja di Leonard Cohen e Chiara Luce, canzone di Gian Piero Alloisio dedicata alla beata Chiara Luce Badano. La canzone Non spingete scappiamo anche noi dei Gufi creerà un momento comico.

Completa la serata l’intervento in video di Philippe Josserand, dedicato all’ultimo gran maestro del Tempio, Jacques de Molay.

Venerdì 26 agosto: ‘San Francesco cavaliere’

Cosa avevano in comune i Templari e san Francesco? Il santo di Assisi andò alla ricerca del Graal?

I Templari, san Francesco e l’islam: incontro di civiltà?

La seconda serata del Festival permetterà di scoprire un lato meno conosciuto di san Francesco e di approfondire le somiglianze fra i cavalieri Templari e i frati francescani, nel nome della laicità, della povertà e della cortesia. 

La relazione introduttiva di Simonetta Cerrini sarà seguita da un video di Benjamin Kedar, che presenterà la storia della casa-madre del Tempio, l’attuale moschea Aqsa. 

Franco Cardini, che a san Francesco cavaliere ha dedicato molte ricerche, non mancherà di spiegarci l’incontro di san Francesco con il sultano e la sua particolare ricerca del Graal. Il racconto sarà impreziosito dagli interventi del giovane musicista Say Twine (Alessio Cavalazzi), presente a Eurovision 2022.

A Massimo Bagliani sarà affidata la lettura del Cantico delle creature di san Francesco, ma anche una versione speciale, cabarettistica, della parabola delle tre anella, raccontata da Giovanni Boccaccio. 

Aprirà la serata Siamo arrivati, un brano di Gian Piero Alloisio del 1981, tornato di straordinaria attualità.

Sabato 27 agosto: ‘Guerra e pace’

Quali furono le grandi battaglie dei Templari? Quali guerre rifiutarono? In che modo operavano per la pace?

Introdotta da una canzone di Gian Piero Alloisio, La terra gira rallentando, la serata si apre con la descrizione dei Templari in battaglia scritta da un pellegrino. Simonetta Cerrini svilupperà il tema dell’atteggiamento del cavaliere Templare nei confronti della guerra, mentre Antonio Musarra percorrerà le più importanti battaglie combattute dai frati cavalieri. A Massimo Bagliani è affidata la lettura di brani di noti teologi che si rivolgono ai Templari, elogiandoli o criticando il loro operato. Proprio alla critica degli ordini militari è dedicato l’intervento in video di Alessandro Barbero. La canzone La strana famiglia scritta da Alloisio con Giorgio Gaber nel 1990 crea un momento divertente. Elisabetta Gagliardi e il musicista Globular Waves affiancano Alloisio nell’esecuzione dei brani. 

Domenica 28 agosto: ‘La santità negata’

I Templari facevano miracoli? Esistono preghiere templari? Poteva un templare diventare santo?

La quarta serata si apre con un omaggio a un grande artista del territorio, Luigi Tenco, e alla sua Ciao amore, ciao, affidata alla voce di Elisabetta Gagliardi. Il racconto di un miracolo templare, letto da Massimo Bagliani, introduce l’argomento della serata. Simonetta Cerrini spiegherà come mai i Templari non raggiunsero mai la santità e Camille Rouxpetel svelerà quali erano i rapporti a Gerusalemme tra le varie comunità cristiane e i Templari. L’intervento in video di André Vauchez dedicato al Santo Sepolcro introduce la relazione di Simonetta Cerrini sulle chiese templari. La religiosità dei frati cavalieri è dimostrata dalle preghiere che composero in prigione, lette da Massimo Bagliani. Non manca la suggestiva Giovanna d’Arco, canzone di Leonard Cohen tradotta da Fabrizio De André. Mentre il brano comico della serata è Le nozze di Cana, eseguito dal trio Alloisio-Gagliardi-Bagliani.

I ricostruttori della Mansio Templi Parmensis 1275 illustreranno qual era l’equipaggiamento militare dei frati cavalieri. Il momento finale d’animazione è affidato a Globular Waves.

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TRE INCONTRI CON IL PUBBLICO

Centro Congressi Associazione ‘Cultura e Sviluppo’ – p.zza De Andrè 76, Alessandria – ore 17 (Firmacopie alle ore 16:30)

Venerdì 26 agosto – Franco Cardini, Lectio magistralis. Il “soldato cristiano” ieri e oggi

Sabato 27 agosto – ‘Templari, Francescani e Terre sante’

Con Simonetta Cerrini, Antonio Musarra e interventi in video di André Vauchez (Gerusalemme e la Terra santa in Occidente), Benjamin Kedar (Il Tempio di Salomone. La casa–madre  dei Templari: ciò che resta) e Philippe Josserand (Da Bernard de Girard Du Haillan a Umberto Eco: cinque secoli di leggenda templare

Chiesa della ‘Natività di Maria’, sobborgo di Spinetta Marengo – strada Frugarolo di Spinetta 4 – ore 17:30

Domenica 28 agosto – ‘Dialoghi Templari e non solo’

Con Camille Rouxpetel (La Custodia francescana di Terra Santa), la Mansio Templi Parmensis 1275 (L’abito dei Templari), Massimo Bagliani (Monologo di re Filippo il Bellodal dramma storico I Templari, ultimo atto di Gian Piero Alloisio), Gian Piero Alloisio ed Elisabetta Gagliardi (canzoni Il destino e Noi che semper naveghemmo).

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IL CAST

Gian Piero Alloisio – Gian Piero Alloisio è un cantautore e drammaturgo poliedrico e imprevedibile: autore di canzoni (Francesco Guccini, Gaber-Jannacci, Gianni Morandi), autore di teatro (Ombretta Colli, Arturo Brachetti, Paolo Graziosi, Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse), scopritore di talenti autorali (Federica Abbate, Emanuele Dabbono, Willie Peyote, Alessandro La Cava) e scrittore (Il mio amico Giorgio Gaber).

Ha scritto il dramma storico : I Templari, ultimo atto (RAI2).

Massimo Bagliani – Attore diplomato alla scuola del Piccolo Teatro di Milano, Massimo Bagliani è Direttore Artistico del Teatro Alessandrino. Ha recitato nelle Compagnie di Vittorio Gassman, Gino Bramieri, Gigi Proietti, Ugo Pagliai, Renzo Montagnani. Ha scritto testi teatrali con Enrico Vaime. 

Franco Cardini – Franco Cardini è uno dei più importanti storici italiani, professore emerito di Storia medievale nell’Istituto Italiano di Scienze Umane della Scuola Normale Superiore, è anche Directeur d’Études nell’EHESS di Parigi e Fellow della Harvard University. Studioso di storia delle crociate, di pellegrinaggi e dei rapporti fra Europa e Oriente, collabora con la Rai e con numerose testate nazionali. Tra i suoi numerosi saggi ricordiamo Alle radici della cavalleria medievale ; Europa e Islam ; Gerusalemme ; San Francesco ; Quell’antica festa crudele ; San Bernardo Lode della nuova cavalleria ; L’avventura di un povero cavaliere del Cristo, Il grande racconto delle crociate (con Antonio Musarra). Con Simonetta Cerrini ha pubblicato Storia dei Templari in otto oggetti. 

Simonetta Cerrini – Storica e saggista, laureata all’Università Cattolica di Milano, Dottore dell’Università della Sorbona (Paris IV), Simonetta Cerrini ha scritto una trilogia sui Templari tradotta in varie lingue (La Rivoluzione dei Templari, L’Apocalisse dei Templari e La Passione dei Templari) e, con Franco Cardini, Storia dei Templari in otto oggetti. Per RMC Production scrive documentari sui Templari.

Elisabetta Gagliardi – Diplomata al Conservatorio Vivaldi di Alessandria, Elisabetta Gagliardi ha vinto come cantautrice il Festival della canzone italiana a New York; attualmente insegna al conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno e al conservatorio Verdi di Milano, dove si è laureata in Canto pop-rock. 

Globular Waves – Globular Waves aka Edoardo Lanza è membro dell’Associazione Culturale PeakBeat e organizzatore del Komorebi Music Festival. Si avvicina alla musica elettronica nel 2017: la sua passione per i sintetizzatori modulari lo spinge fin da subito alla ricerca di territori inesplorati. Onde, frequenze e battiti che creano strutture architettoniche complesse.

Mansio Templi Parmensis 1275 – La Mansio Templi Parmensis 1275, nata a Parma nel 1994, è un’associazione specializzata nello studio e nella divulgazione della storia dei Templari che organizza allestimenti, lezioni e rievocazioni storiche in Italia e all’estero.

Antonio Musarra – Antonio Musarra è Professore di Storia medievale presso la Sapienza Università di Roma. Si occupa di storia marittima e navale del Mediterraneo medievale, di storia delle crociate e dell’Oriente latino e di storia francescana. Tra le sue pubblicazioni: Francesco, i Minori e la Terrasanta; Il grande racconto delle crociate (con Franco Cardini); Medioevo marinaro. Prendere il mare nell’Italia medievale; Le crociate. L’idea, la storia, il mito ; Gli ultimi crociati : Templari e Francescani in Terrasanta.

Camille Rouxpetel  – Camille Rouxpetel, ex Florence Gould Fellow presso Villa I Tatti (Harvard University) ed ex membro dell’École française de Rome, insegna all’Università di Nantes. Il suo lavoro si concentra sulle relazioni interculturali tra le comunità cristiane latine, greche e orientali nel Vicino Oriente tra il XII e il XV secolo. Ha pubblicato una monografia sulle rappresentazioni latine dei cristiani del Vicino Oriente: L’Occident au miroir de l’Orient chrétien: Cilicie, Syrie, Palestine, Égypte (XIIe-XIVe siècle)

Say Twine – Nome d’arte di Alessio Cavalazzi, Say Twine, successivamente agli studi tradizionali conseguiti nel conservatorio di Milano in violino e in musica elettronica, ha iniziato a esplorare un genere musicale di sua visione, che comprende sia il mondo acustico, sia quello elettronico: una partitura dove l’orchestrazione, anche se composta da strumenti e suoni contemporanei, è pensata in modo sinfonico, con stratificazioni e contrappunti, i quali lasciano spazio anche a momenti aleatori di pura improvvisazione.

E interventi in video di Alessandro Barbero (Università del Piemonte Orientale) ; Philippe Josserand (Università di Nantes) ; Benjamin Kedar (professore emerito Università ebraica di Gerusalemme) e André Vauchez (professore emerito Università di Paris X Nanterre).

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