Lucia Triolo: il ballo delle parole

Leggevo qualcosa
confusamente
parole ballavano su e giù
fottendosene del significato
avevano trovato un ramo fiorito di scuse
per non dire nulla

in ciabatte da albergo
ad ore
digrignavano lettere
che stavano anguste

volevano la cruna di un ago
per farsi strada insieme al cammello
come si vuole una
madre sobillatrice: una poesia

sulla panchina
solo una coca-cola
vuota
comprata al bar vicino
Andy Warrol era già
andato via con lo scontrino
di un attimo forse felice.

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