Lucia Triolo su Matilde Cesaro

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Eccola: Matilde Cesaro


Negli anni 60 era appena nata, 
nei 70 girava a vuoto, 
negli 80 dimagrivo a vista d’occhio.
Nei 90 ero viva… ma morta, 
Nel 2000 ho sostituito le lire con gli euro 
e torri gemelle si disgregavano.
Nel 2010 ho iniziato a collezionare parole 
sistemandole su mensole di leggerezza

E su mensole di leggerezza l’ho incontrata, impegnata con la massima serietà a non prendersi troppo sul serio, a non ontologizzare né il sorriso né il pianto. Ma a vivere intensamente e senza sconti minuto per minuto la responsabilità del “qui e ora”.  
Abitante attenta e sensibile del villaggio globale di cui è intelligente critica, mi è piaciuta per questo

Quattro testi da Poesie Sghembe, 
Oedipus 2021

SCHIZZI 

-pare che ci rivedremo… 
-sì, così pare 
-pareva impossibile 
-sì, anche a me 
-pare di nuovo come la prima volta 
-sì, proprio come la prima volta 
-pareva non dovesse mai più accadere 
-sì, anche a me 
-pareva tutto risolto 
-sì, proprio così 
-pareva… e invece scorre di nuovo.

[Metafisica di un rubinetto]

ATTACCAMENTI

Sono stremato non faccio altro che cedere le tue pressioni, 
ti inseguo su traiettorie spericolate 
che non tengono minimamente conto dell’ora o della presenza di estranei.
A volte ti allontani, indifferente ai miei appelli 
e mi lasci nella più cupa disperazione in attesa che passi.
Altre volte mi cogli di sorpresa: ti lasci andare senza un reale motivo 
sembri pervaso da una furia diabolica, fatico a riconoscerti, 
e di nuovo mi costringi a rincorrerti, a tenere il passo con te.
E riprendiamo fiato solo quando hai verificato ogni cosa 
esaminato ogni minimo dettaglio.

Eppure all’inizio non era non era così, eri più riflessivo, prudente direi 
Eri entrato nella mia vita proprio perché aspiravo a un quotidiano più ordinato, 
distante da levare improvvise e schiamazzi a qualunque ora.
Profondamente deluso e sconfortato vorrei abbandonarti alla tua scatola 
e restituiti al mittente 

[Monologhi con l’aspirapolvere]

SENSAZIONI

Non pensavo che saremmo stati qui a parlarne eppure tu insisti… 
Vuoi sapere quando ci siamo incontrati e cosa lo mantiene così attivo? 
Credo basti una sola parola: intesa, mia cara!
E’ cominciata per caso – come nelle migliori storie –
e nel tempo si è intensificata.
Una relazione duratura basata sulla fiducia. Reciproca.
all’inizio piccoli passi mossi con cautela, una precauzione necessarie 
per instaurare un’economia del pensiero 
e garantirsi un certo tipo di serenità.
Oggi ancora confermiamo quella magia che ci avvicinati: un non so che di attraente,
stuzzicante 
un fluire di emozioni che mi invadono di cui sono molto gelosa.
Inutile stare a spiegare é necessario come successo a me.
Bisogna decidere di farsi prendere e sorprendere, 
valutando il prezzo che si è disponibile a pagare nonostante le offerte.

Solo così potrai scoprire la differenza tra il tuo e il mio supermercato 
e fare la tua scelta! 

[Esperienze condivise di banco]

INSISTENZE

E mi guardi insistente, 
senza aggiungere nulla di nuovo – che io non sappia o non abbia già sperimentato -.
Sto al gioco senza porre una particolare resistenza, 
poi, e solo quando mi sentirò pronta,
-senza capire perché quello sia il momento giusto-
mi perderò tre righe immaginarie e paragrafi allineati.

[Monologo alla pagina bianca]

—————-

Docente di scrittura autobiografica nella Libera Università Autobiografica Anghiari, Matilde Cesaro vive a Napoli

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