ALLA VOCE DEL TEMPO, di Silvia De Angelis

 

Dentro quei soli grandi

disegnavamo a iosa

cerchi concentrici d’amore

nel contrappeso di binari fermi

presidio invisibile di sguardi.

Nella mossa artificiosa d’accadere

si sbrinano giorni

in un’implosione di tocchi

e oscure scansioni

disciolte in volute opache.

Indossa altresì

la memoria

un impeto a sé stante

scostando i cardini del buio

che è alle spalle

nel salto d’una scheggia di luce grezza

trafugata alla voce del tempo

insaporita di lavanda e dolore…

Silvia De Angelis

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