“Alcune memorie di Papa Benedetto XVI” di Curzi James

“Alcune memorie di Papa Benedetto XVI” di Curzi James

Ciao Benedetto XVI, ultimo baluardo contro il capitalismo selvaggio, “anarchico”, e la dittatura del progresso.
Io non mi sento cristiano, ma non posso neanche definirmi ateo, anche se dai teologi del cristianesimo vengo considerato tale. Sono quindi molto distante da Ratzinger, nonostante ciò mi trovo più vicino alle sue posizioni che a quelle di Papa Francesco. Il “Papa buono”…si, buono a dar l’assenso spirituale alle politiche neoliberiste e al relativismo morale dalle quali originano.
Non è facile per i più distinguere la linea sottile che demarca l’apertura, il rispetto, la tolleranza verso il prossimo e il suo sistema personale di valori, dall’anarchia morale. Anarchia dalla quale origina la retorica del più forte, e a cui è immanente una nuova morale altrettanto dogmatica di quella dalla quale “afferma” di emancipare.
Ratzinger, a modo suo, quantomeno ha tentato di arginarne il fenomeno.
Ovviamente anche Bergoglio parla di amore, moralità, pace, integrazione, ecc.ecc., ma il tutto è contestualizzato in un milieu quasi integralmente astrattizzato, tale da risultare utopico e paradossalmente vicino all’élite finanziaria. E in quanto utopico, irrealizzabile, o peggio ancora, dannoso se venisse provato realmente ad essere applicato. Un po’ come quasi tutte le idee basate su principi giusti, che in seguito all’isolamento dal loro reale campo di azione, e al dilatamento senza alcun tipo di confine, conducono all’estremo opposto.

Lascio la “parola” ad alcune dichiarazioni rilasciate da Benedetto XVI negli anni, parole che ritengo esemplificative delle differenze sostanziali – e al contrario mostrano l’affinità con quelle di Giovanni Paolo II – rispetto a quelle espresse da Papa Francesco:

<<…dittatura del relativismo, che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie>>.

[Fonte Wikipedia]

<< Sia la fede che la speranza, nell’epoca moderna hanno subito come uno spostamento perchè sono state relegate sul piano privato e ultraterreno, mentre nella vita concreta e pubblica si è affermata la fiducia nel progresso scientifico ed economico. Conosciamo tutti che questo progresso è ambiguo: apre possibilità di bene, insieme a prospettive negative. Gli sviluppi tecnici ed il miglioramento delle strutture sociali sono importanti e certamente necessari, ma non bastano a garantire il benessere morale della società».
«L’uomo ha bisogno di essere liberato dalle oppressioni materiali, ma deve essere salvato, e più profondamente, dai mali che affliggono lo spirito».
<<Tante forme di povertà nascono dall’isolamento, dal non essere amati, dal rifiuto di Dio e da una originaria tragica chiusura dell’uomo che pensa di poter bastare a se stesso, oppure di essere solo un fatto insignificante e passeggero; in questo nostro mondo che è alienato, quando ci si affida a progetti solo umani, solo Cristo può essere la nostra certa speranza>>.

[Fonte: quotidiano La Stampa.it – 27 settembre 2009]

<<Certo, ogni Stato ha il diritto di regolare i flussi migratori e di attuare politiche dettate dalle esigenze generali del bene comune, ma sempre assicurando il rispetto della dignità di ogni persona umana. Il diritto della persona ad emigrare – come ricorda la Costituzione conciliare Gaudium et spes al n. 65 – è iscritto tra i diritti umani fondamentali, con facoltà per ciascuno di stabilirsi dove crede più opportuno per una migliore realizzazione delle sue capacità e aspirazioni e dei suoi progetti>>.
<<Nel contesto socio-politico attuale, però, prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra>>.
<<Diritto primario dell’uomo è di vivere nella propria patria: diritto che però diventa effettivo solo se si tengono costantemente sotto controllo i fattori che spingono all’emigrazione>>.
<<A tale proposito, non possiamo dimenticare la questione dell’immigrazione irregolare, tema tanto più scottante nei casi in cui essa si configura come traffico e sfruttamento di persone, con maggior rischio per donne e bambini>>.
<< Tali misfatti vanno decisamente condannati e puniti, mentre una gestione regolata dei flussi migratori, che non si riduca alla chiusura ermetica delle frontiere, all’inasprimento delle sanzioni contro gli irregolari e all’adozione di misure che dovrebbero scoraggiare nuovi ingressi, potrebbe almeno limitare per molti migranti i pericoli di cadere vittime dei citati traffici>>.

Egli auspicava:

<<Interventi organici e multilaterali per lo sviluppo dei Paesi di partenza>>.

[Fonte delle dichiarazioni: Il Giornale.it – 22 agosto 2017]

▪︎ Curzi James

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