A ROMA MIA, di Silvia De Angelis

Nun me pari più ‘a stessa Roma mia

trasannata drento quei vicoli

cormi de monnezza.

Te sei ‘ngrannita troppo

e li governatori nun te stanno più appresso

dediti solo a magnà pe li fattacci loro.

In passato eri “caput mundi”

pe’ l’indicibbile bellezza che ci avevi

mo pari ‘na vecchia zoccola ‘mbruttita

ch’elemosina quarche vecchia lira

pe’ potesse magnà ‘n tozzo de’ pane ‘ndurito.

Aritorna godibbile, Roma mia,

che a vedette così

me piagne proprio er core!

@Silvia De Angelis2019

A ROMA MIA (traduzione)

Non mi sembri più la stessa Roma mia

trasandata in quei vicoli

colmi d’immondizia.

Ti sei ingrandita troppo

e i governatori non ti seguono più

dediti solo a sfruttare la situazione a loro favore.

In passato eri “caput mundi”

Per l’indicibile bellezza che emanavi

ora sembri una vecchia prostituta

che elemosina qualche vecchia lira

per poter mangiare qualche pezzo di pane indurito.

Torna godibile, Roma mia,

che a vederti così,

mi si stringe proprio il cuore!

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