“Mio era il nome alla porta, ma il corpo non ero io”: Fernanda Romagnoli

Versipelle

Lo spazio di Atena

di Maria Consiglia Alvino

Prima o poi qualcuno lo scopre:
io sono già morta
da viva.

La storia della letteratura italiana conta numerosi colpevoli silenzi. Tra questi, rientra quello sull’opera di Fernanda Romagnoli.

Entrare nella scrittura di Fernanda Romagnoli significa fare i conti con una storia dolorosa di silenzio e dimenticanza. “Una poetessa grandissima”, come l’ha definita Paolo Lagazzi, rimasta tuttavia a lungo negletta dalla critica e dalle antologie.

Nata a Roma il 5 novembre 1916, Fernanda Romagnoli si diploma in pianoforte a diciotto anni al Conservatorio di Santa Cecilia. A vent’anni consegue da privatista il diploma di maestra elementare. Nel ’43 esce la sua prima raccolta, Capriccio (Signorelli). Nel ‘46 sposa Vittorio Raganella, militare di carriera, a seguito del quale si sposterà in varie città italiane. Negli anni ‘60 collabora con alcune riviste e programmi radiofonici, come L’approdo, La Fiera Letteraria e Forum Italicum

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