QUEL VOLO PER PIETROBURGO, di Silvia De Angelis

Federico ha deciso di prendersi un periodo di riposo dal suo estenuante lavoro d’agente segreto, o per meglio dire di vera e propria spia, che svolge alla DIA.
E’ stanchissimo di dover intraprendere missioni pericolose, anche se molto ben retribuite ….e poi quel continuo “giramondo” che non dà tregua, è stressantissimo.
Ebbene si,  ogni tanto rilassarsi fa bene, riposare e vivere l’andare di vita, da un’ottica completamente diversa.
La compagna di Federico (Penelope) è una bella ragazza, che svolge il lavoro di interprete, presso l’aeroporto di Malpensa, ed è felicissima che “il suo uomo” abbia deciso di dedicarle maggior tempo e attenzione.
In una calda sera d’agosto, i due si trovano in un elegante ristorante alla moda, gustando un piatto tipico del locale, quando improvvisamente, un losco individuo, si avvicina, al loro tavolo, intimando di seguirlo con la minaccia d’un’arma.
Presi alla sprovvista, i due fidanzati, si vedono costretti ad ubbidire a quell’insulso ordine che li conduce, poi, all’interno d’un autovettura, che sfreccia a tutta velocità. 
Si ritrovano storditi, e imbavagliati in uno scantinato semibuio. Un tavolo vicino a loro, con una brocca d’acqua irraggiungibile, aumenta la loro sete.
Federico fa di tutto per tranquillizzare, con sguardi e qualche mormorio, la ragazza, visibilmente impaurita dall’imprevista situazione che li ha coinvolti.
L’uomo suppone, che alla base del loro rapimento, vi sia una futura  contrattazione per  un evolutissimo computer, in grado di percepire anticipatamente lo sviluppo, nel corpo umano, di qualsiasi malattia o virus.
Federico, a un tratto, sente lo scandire di passi e cerca di far rumore, battendo con forza i piedi in terra ed ecco introdursi, da una minuscola grata, una piccola mano.
Il nostro protagonista cerca di fare ancora più rumore, e gli appare lo sguardo
d’un bambino. Con tutta la sua disperazione, l’uomo, prova a mostrare di essere legato, e cerca di avvicinarsi alla sua compagna, per far capire al piccolo, che sono in due ad essere prigionieri.
Trascorre qualche altro giorno, ma non succede nulla e la speranza che il bambino possa aver dato un qualsiasi allarme, vanifica nel nulla.
La fortuna sembra girare dalla parte dei nostri prigionieri, infatti Federico sente un rumore greve sul pavimento….è un coltello precipitato dallo spiraglio da cui entra anche la luce del giorno. Velocissimo, l’uomo, fa di tutto per afferrarlo, e dopo qualche sforzo, andato a male, riesce nel suo faticoso intento.
Riesce a liberare sé stesso, e la sua compagna, e dopo aver segato i perni della grata, quasi consumata della finestra, riesce a penetrarvi e a sgattaiolare all’aria aperta.
I due fuggono all’impazzata, senza rendersi ne anche conto, della località in cui si trovano, ma nei pressi trovano un taxi e dànno le indicazioni per tornare a casa.
Il conducente dell’auto, purtroppo, sembra avere altre intenzioni…infatti, minacciandoli, con un’arma, intima loro di scendere, e li conduce in un seminterrato.
Appare loro un tipo poco raccomandabile, che interroga Federico sull’esistenza,
di quel certo server, in grado di captare in anticipo l’esistenza di malattia e dove
esso sia reperibile. Inaspettatamente Penelope spruzza lo spray al peperoncino
sui due uomini, che, storditi cadono a terra, e nostri prigionieri riescono ancora
a darsi alla fuga.
Finalmente dopo le varie peripezie la coppia riesce a raggiungere l’abitazione
di Federico, che stanchissimo invita la compagna, a riposare, dopo le spiacevoli
disavventure.
Il mattino seguente, il nostro agente segreto, sbigottito, non trova la presenza
di Penelope, e dopo averla cercata per l’intero appartamento, nota che è stata
aperta la cassaforte, contenente  i carteggi segreti sulla costituzione del
nuovo server sulle malattie.
Furioso si reca a casa della donna, ma di lei non vi sono tracce. D’istinto si reca
all’aeroporto per vedere se Penelope, è in attesa di prendere un volo, e fuggire
verso la Russia che la ripagherà profumatamente in cambio dei preziosi  dati.
Alle informazioni dell’aeroporto gli viene comunicato che la donna ha preso un
volo per Pietroburgo qualche ora prima…
Purtroppo gli studiosi, e i tecnici, si vedranno costretti e rielaborare completamente i presupposti, e tutti  gli elementi relativi alla costruzione di quella sofisticata macchina, perché l’aereo, ove viaggiava Penelope, è stato vittima di un attentato ed è precipitato nell’oceano.
@Silvia De Angelis








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