LA RUBRICA DEL POETA SCONOSCIUTO: Grazia Riballo. Art. di Marina Donnarumma Iris G. DM

Come al solito sono una vagabonda del web, giro scalza, con i tacchi, volo, corro, rallento,
leggo, mi fermo, assaporo, scappo e incappo in una poetessa dolcissima come il suo nome,
Grazia Riballo. Un nome come le sue poesie, iridescenti come bolle di sapone, che salgono in alto e quando meno te lo aspetti si aprono in mille colori. Una donna timida, molto!
Riservata, molto! Ma come tutte le persone che fanno fatica ad aprirsi, la sua anima nasconde una visione in technicolor delle emozioni. Dalla sua penna escono emozioni che non ti aspetteresti, ma ne prendi nota e ne rimani meravigliata. Lei vive in una bellissima campagna del canavese, raccoglie ciliegie dai suoi alberi e parole dal suo cuore.
Mi sento onorata da questa intervista, perchè lei è chiusa a bocciolo, ma una volta aperta è un profumo.

Grazia Riballo

Ogni volta che parlo di un poeta, sono emozionata, le parole producono effetti clamorosi e io le bevo, le assaporo, le gusto. Leggere le poesie di Grazia significa assaporare le parole e la sua anima da eterna adolescente. I poeti non invecchiano mai, hanno l’ elisir di eterna giovinezza, hanno la peculiarità di avere, per sempre, la freschezza della vita, nel piacere, nell’amore, nel dolore.

Grazia Riballo è una scrittrice che dona di se, professoressa di lettere in pensione, penso che i suoi allievi abbiano ricevuto al di là del livello scolastico, perchè lei sa costruire e donare con le sue parole.

  • Una piccola biografia.

Sono nata in Sicilia, in un paese i cui fondatori volevano farne una ” Nuova Gerusalemme”, tanto erano amanti di Cristo. Dopo essermi laureata in Materie Letterarie, mi sono trasferita a Torino, dove vivo attualmente, per insegnare nelle scuole medie, cercando di dare il meglio. Fornita di una fervida immaginazione e creatività, da sempre ho dato voce alle mie emozioni, scrivendo solo per me. Dal 2017 ho iniziato a farlo pubblicamente, come libero sfogo, superando la mia timidezza. Da quel momento non sono riuscita a fermarmi. Amante della natura, mi soffermo sullo spettacolo che offre, soprattutto quello del Canavese dove mi reco spesso e lì nella pace scrivo… scrivo. Appassionata di fotografia, mi piace riprendere quello che mi colpisce… il che può essere tutto Oggi, in pensione, mi godo la famiglia.

  • Hai iniziato a scrivere per te, poi cosa è accaduto per farti uscire dal guscio e regalarci le tue splendide poesie?

Ho iniziato a scrivere pubblicamente quando ho realizzato varie forme di ingiustizia, perpetrate verso i più deboli. Non che prima non sapessi, ma non sono più riuscita a sopportarlo e così ho scritto una lettera aperta su un quotidiano. Inizialmente gli scritti vertevano su aspetti sociali( caporalato, discriminazione, guerra…); successivamente ho diretto la mia attenzione sulla natura e sulla sua bellezza, anche se i temi affrontati sono vari.

  • Tu sei insegnante in pensione, hai mai letto le tue poesie ai tuoi studenti?

Sì, come insegnante di Lettere, ho cercato di stimolare i ragazzi, di farli riflettere. Ho iniziato con aforismi, massime…il che li ha portati a comprendere il messaggio di poeti e scrittori presi in esame.

  • I ragazzi a scuola non amano la poesia e sinceramente pure io la detestavo, secondo te perché?

A mio parere, per gustare testi poetici, è necessario un coinvolgimento emotivo e la giusta scelta; importante risulta essere l’ ascolto, grande mezzo di concentrazione. L’ ascolto di canzoni, vicine al loro mondo, può essere utile per avvicinarli a testi diversi.

  • Ora che hai tempo ti dedichi molto alla scrittura?

Avendo del tempo ed essendo fornita di fervida immaginazione, posso scrivere di tutto. Può essere un oggetto qualsiasi e persino forme avverbiali, interiezioni…A volte mi piace scrivere brevi racconti di vita quotidiana.

  • I poeti sono sognatori, non smettono mai di farlo, altrimenti non scriverebbero, tu cosa ne pensi?

Non ho pretese, non amo essere al centro dell’ attenzione. Mi piacerebbe essere solamente amata per quella che sono. Il mio sogno? quello di tanti: un mondo di pace e bellezza.

  • Tu cosa sogni?

Sì, certo i poeti sognano! Sognano un mondo ideale, di amore e bellezza, che poi è la vita stessa. Senza poesia, la vita sarebbe arida e priva di fantasia! Aiuta a superare incertezze e paure

Lo sconosciuto

Gli occhi bassi

sul viso un sorriso

andava…andava

lungo la strada

pareva un gigante

tanto era alto

ma magro… magro

come una lama

andava l’ uomo

lungo la strada

a piccoli passi

sempre in quel posto

aveva in mano

una piccola scatola

contava… contava

solo cerinI

ancora oggi

mi chiedo il perché

non ho risposte…

forse la mente

( G. Riballo)

Parole

Parole… parole…
al mondo di oggi
rompono i timpani
per tanto rimbombo
come tempesta
di vento… di mare…
fanno rumore
e non solo rumore
con voce potente
dire vorrei
di stare a sentire
la povera gente
amare lacrime
su visi disfatti
case in rovina
lutti in famiglia
parole… parole…
solo parole
forte clamore
tanti misfatti… tante parole. Grazia Riballo

Lei
Amava il mare
il sole d’ agosto
quando la sabbia
era di fuoco
bruciava… bruciava…
nessuna paura
il cielo spruzzava
colori nell’ acqua
di gran mistero
era avvolta la rena
di pietre e conchiglie
come tesoro
sempre in cerca
guardava la spuma
che molto dolce
baciava i suoi piedi
era felice
non era certezza
era felice
non lo sapeva. Grazia Riballo

foto di Grazia Riballo

Articolo di Marina Donnarumma Iris G. DM

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