San Francesco: una personalità variegata tra religione e letteratura,Gabriella Paci

Se di San Francesco si conosce la vita di giovane gaudente che,dopo una breve partecipazione al guerra tra Assisi,dove era nato e Perugia e la sua conversione che si attua con la rinuncia non solo ai beni familiari ma anche a qualsiasi forma di conforto materiale, pochi forse sanno della sua importanza come letterato quando la lingua “volgare “ ovvero al lingua del volgo era solo orale e non scritta. Fu lui ,nell’mbito della scrittura religiosa umbra a dare inizio all’uso scritto del volgare,per quanto ancora intriso di vocaboli latini.”Il cantico delle creature,”poesia /preghiera ne è l’esempio più lampante. 

Altri suoi scritti,destinati all’insegnamento ai suoi frati soddisfano anche il gusto estetico in quanto benché utilizzino un linguaggio semplice esprimono anche un valore artistico ma sono scritti in latino parlato, mentre il “cantico” lode a Dio attraverso le creature e il sole e la luna è un vero documento di delicata gamma espressiva oltre che di profonda religiosità. Una religiosità che tuttavia contrasta con il sentire religioso del tempo,volto al rinnegamento di tutto ciò che potesse “distrarre “l’uomo dalla preghiera e dalla mortificazione espiatoria . Francesco , invece,esorta a godere delle bellezze del creato,manifestazione esse stesse della potenza e della bontà divina, precorrendo,oseremmo dire, l’umanesimo del secolo dopo.

Il Cantico delle creature.

Altissimu, onnipotente, bon Signore,

tue so’ le laude, la gloria e ‘honore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se konfàno

et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,

spetialmente messor lo frate sole,

lo qual è iorno, et allumini noi per lui.

Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore,

de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle,

in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento

et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,

per lo quale a le tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,

la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,

per lo quale ennallumini la nocte,

et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,

la quale ne sustenta et governa,

et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore,

et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli che ‘l sosterrano in pace,

ca da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale,

da la quale nullu homo vivente pò scappare:

guai a quelli che morrano ne le peccata mortali;

beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati,

ka la morte secunda no ‘l farrà male.

 Parafrasi

Altissimo, onnipotente, buon Signore,

a te spettano le lodi, la gloria e l’onore e ogni benedizione.

A te solo, Altissimo, si confanno

e nessun uomo è degno di nominarti.

Laudato sii, mio Signore, con tutte le tue creature,

specialmente messèr fratello sole, 

il quale diffonde la luce, e tu ci illumini per mezzo suo,

ed è bello, raggiante con gran splendore;

di te, Altissimo, reca il significato.

Lodato sii, mio Signore, per sorella luna e le stelle;

le hai formate in cielo chiare e preziose e belle.

Lodato sii, mio Signore, per fratello vento,

e per ogni  suo movimento, per il nuvolo, il sereno e ogni tempo

grazie al quale alle tue creature dai il sostegno.

Lodato sii, mio Signore, per sorella acqua,

che è molto utile, umile, preziosa e casta.

Lodato sii, mio Signore, per fratello fuoco,

per il quale illumini la notte,

ed egli è bello, giocoso, robusto e forte.

Lodato sii, mio Signore, per sorella nostra madre terra,

la quale ci sostenta e governa,

e produce diversi frutti, con fiori colorati e erba.

Lodato sii, mio Signore, per quelli che perdonano grazie al tuo amore,

e sostengono malattie e guai.

Beati quelli che sopporteranno in pace,

che da te, Altissimo, saranno ricompensati.

Lodato sii, mio Signore, per nostra sorella morte corporale,

dalla quale nessun uomo che viva può scappare.

Guai a quelli che morranno in peccato mortale;

beati quelli che essa troverà nelle tue santissime volontà;

che la seconda morte non gli farà male.

Lodate e benedite il Signore e ringraziate,

e servitelo con grande umiltà. Amen

Questa opera che apparentemente è semplice e spontanea,ha anche un fondo di cultura. Il componimento si ispira a modelli biblici,rimandando alla litanìa, alla preghiera, più che alla lirica.

La differenza con la mentalità del Medioevo è che, pur essendo indubbiamente religioso,sa godere delle bellezze della natura, in una sorta di riconciliazione tra corpo e natura,indicata dal benessere che il corpo può ricevere dalla creazione che Dio ha messo al servizio dell’uomo. Le creature sono lodate incondizionatamente, l’uomo solo se sarà capace di perdonare e soffrire senza lamento. Il  concetto della morte è duplice: la morte spirituale è terribile mentre quella fisica è da accettare come inevitabile.

Dunque novità non solo nella lingua,che attinge al latino e al volgare umbro, ma anche nella concezione della religione e del suo rapporto con l’uomo che deve saper godere della vita e di quanto Dio ha messo a sua disposizione.

Il pensiero di Francesco si presenta molto variegato e di difficile sintesi organica e sistematica. Attraverso l’analisi tematica della frequenza di parole chiavi nei suoi Scritti,  in genere emerge un corpus di idee essenziali che contengono una sicura concezione del mondo e della vita originale e geniale insieme. Questa concezione della vita e del mondo spazia dalla teologia alla filosofia, dalla valutazione positiva della natura alla necessità di un impegno sociale, dalla necessità del lavoro come mezzo normale di sussistenza alla scelta della povertà volontaria come ideale di umanesimo e al proposito della pace fondata più sul dialogo che sulla forza. Questo corpus di idee può essere raggruppato in quattro istanze: teocentrinche cristologiche ecclesiali e filosofiche. 


Giotto:San Francesco predica agli uccelli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...