Stanze abbandonate

Stanze abbandonate

ottobre 4th, 2022

Ci sono queste stanze, un tempo ospitavano feste e balli straripanti di luce e suoni, ora sono chiuse, le finestre sprangate, i lampadari impolverati come tutti i mobili, coperti da lenzuola un tempo candide. Sono le stanze dei miei sentimenti, fantasmi che si nascondono sotto quelle lenzuola e che nessuno più guarderà.

Attraverso questa vita come fosse un viale nel mezzo di un sogno, senza autentica coscienza, senza autentica percezione, senza poter afferrare per davvero proprio un bel niente. Il tempo suona la sua melodia, nota dopo nota, io avanzo e non riesco a trattenere nulla, neppure le lacrime.

Eppure qualcosa rimane, lo sento quando guardo un fiore resistere alla perfidia del sole senza ombra e del catrame in cui è incastrato, quando sento un bambino che chiama “mamma” o “papà”, quando vedo qualcuno fermo, senza cellulare, immerso in un vecchio e caro libro, quando porto due vestiti alla colletta e devo far la fila per donarli. Ma, sopra ogni cosa, sento che c’è qualcosa nella poesia, un filo invisibile che unisce certe anime, una lieve, lievissima pendenza del piano inclinato su cui l’umanità, da sempre, scorre, che spinge tutti, volenti o nolenti, verso il bello, verso l’alto, verso la pace, verso la gentilezza, verso la solidarietà, verso il buono.

La poesia, per me, serve a questo: spingerci verso il giusto verso.

Photo by Strange Happenings on Pexels.com

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