Grande amarezza

Grande amarezza

ottobre 6th, 2022

Guardo Marco Bellavia piangere e mi vien voglia di stringerlo, ma più d’ogni altra cosa mi vien voglia di chiedere ai suoi “compagni” della casa cosa hanno al posto del cuore, un bancomat, un contatore di like, un frigorifero ammuffito, cosa? Come si può rimanere non solo indifferenti, ma persino infastiditi, dal dolore umano? Sarà forse la paura di chi è diverso, dell’emigrante aggrappato a una barca di cui non sappiamo né il passato né il presente e, quindi, non riusciamo a capire quale potrà essere il suo futuro?

Vedo un mare di ipocrisia intorno a questa disgrazia umana, Signorini che si dice indignato, fa finta di porgere le sue umili scuse ma intanto continua a guadagnare milioni sulla pelle della povera gente, e manda in onda istericamente e ancora e ancora quelle “pagine bruttissime di televisione” di cui è uno dei principali responsabili nonché beneficiario, perché una cosa è sicura, l’audience non è certo calata, così come il suo conto in banca. Se si fosse dimesso immediatamente, forse, poteva ai miei occhi salvare la faccia, ma evidentemente sono altre parti del corpo che intende salvare.

Probabilmente sarò di parte, attraverso un periodo della mia vita complicato e non ho voglia di vedere né parlare con nessuno, ma guardando le lacrime di quel ragazzo spiattellate su ogni social, in TV, in un oceano infernale di replay, mi sono sentito tremare i polsi e ho provato anche rabbia. Com’è possibile che vengano mandate in onda oscenità del genere? Quanto è ipocrita chi condanna le immagini che trasmette non solo in diretta, ma anche in replay una infinità di volte, mettendoci anche sotto la canzoncina strappalacrime per fare più audience e più soldi?

Io intanto penso a cosa stia passando lui, Marco, adesso: rivedersi in onda mille volte come se quelle lacrime non potessero fermarsi mai, che effetto può mai avere?

Che speranza hai di uscire dal buio e tornare a guardare il mondo con occhi sereni, se tutti ti puntano addosso fasci violenti di una luce odiosamente pruriginosa? 

Cosa siamo diventati? Dov’è finito il senso d’umanità che dovrebbe distinguerci non dico dagli animali, che da tempo han dimostrato di esser più saggi, ma almeno dalle cose inanimate?

Dove stiamo andando?

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