Spengo le candele con le dita

Spengo le candele con le dita

Se mi baci con le “rime”
(solo se vaneggio scrivo)
senza dirmi nulla
all’improvviso si restringe la strada
rotola, svanisce.
Rimboccarsi le maniche
ha il senso eroico del lavoro
guarda, di me non so che dirti
somiglio a un istrione
spengo le candele con le dita
mi inginocchio sull’altare. Prego.
La salita è complice d’affanno
e mi dimetto.
A lungo andare
ci si accorge degli attimi ostentati
del tentennante obbrobrio di parole
le teste che cadono sul campo
tra le assonanze e le alliterazioni.
E io non smetto di pensare
al filo di seta intorno al collo
al ragno
ai fondi del caffè
il mezzo pieno.
Sai, ci si accontenta a volte
di quel bicchiere
guardo il bordo e non m’arrendo
poi forse bevo
l’ultima parola leggo
un po’ di sbieco e dopo muoio.
Non ha la chiusa orizzontale
e perde il volo
il titolo intrigante forse rende…
(Solo se vaneggio scrivo)
Forse

@nella 

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