Iran: dove le donne diventano protagoniste di una  ribellione che non si arresta.Gabriella Paci

(Arezzo)

Non indossava bene il velo: questa la colpa della ragazza curda poco più che ventenne Mahsa Amini   ,arrestata e poi deceduta in carcere senza che nessuno potesse indagare sulle cause del decesso, avvenuto,secondo la polizia, per infarto.

Hadith Najafi,una bellissima ventenne bionda ,leader delle proteste che si sono scatenate dopo la morte di Mahsa Amini è stata uccisa con 6 proiettili.A rivelarlo è una giornalista iraniana, Masih Alinejad che vive in Italia e che ha diffuso su Twitter la notizia.

Tutto in Iran è oscurato ma le notizie che trapelano sono allarmanti.

Dopo il ritiro nell’estate scorsa delle truppe americane,i talebani hanno ripreso il controllo del territorio e seguendo la legge islamica più retriva, hanno cominciato a reprimere ogni forma di democrazia e libertà,specie nei confronti delle donne ,alle quali viene proibito di studiare dopo la scuola media,danzare  o di mostrare il proprio corpo, fossero anche i soli capelli.

Continua a salire paurosamente il bilancio delle vittime della repressione delle proteste: secondo il regime 41 morti, tra cui dimostranti e forze dell’ordine,almeno 54 per la ong Iran Human Rights, che ha sede a Oslo. Oltre 700 gli arresti  forma degli arresti, e sono 1.200 le persone identificate come riporta l’agenzia semi-ufficiale Tasmin.  Perfino i reporter non sfuggono alla repressione In secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj), almeno 17 sono stati fermati dall’inizio dei moti di protesta .Il capo del potere giudiziario ha dichiarato di voler reprimere gli “istigatori di violenza” mentre Ebrahim Raisi il presiedente ultraconservatore, ha chiesto alla polizia dia gire con fermezza contro i dimostranti,fomentati a suo dire, dall’occidente.

Una situazione che non manca di aggiornamenti giornalieri che confermano la grave ondata di repressione e nello stesso tempo di ribellione da parte di molte donne e di oppositori.

Oscurare internet o chiedere a Norvegia e Gran Bretagna di non interferire con gli affari dello stato islamico non ha fermato l’attenzione e la condanna di Usa, Europa ,Cile e Canada. L’italiana  canzone “bella ciao” cantata in lingua persiana da una  ragazza iraniana  è diventata virale in molte piazze ed ha ribadito l’importanza della libertà.

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