COME IERI, Mirella Ester Pennone Masi

COME IERI

Il giardino fu la mia oziosa estate,

la mia fuga, quando tutto taceva.

Il sole verticale scaldava la pelle,

uniche condivisioni nel silenzio,

a colmare il vuoto che provavo,

fu il frullare spensierato di minute ali

e un gracchiar di raganelle

Il sole pomeridiano ardeva crudele

contro le persiane appena socchiuse.

Allora andavo fra i prati e i rossi papaveri.

Supina sull’erbetta osservavo le vette

lontane, dove la neve svapora al sole;

pigra socchiudevo gli occhi sognanti

ad un percepire profumi d’erica, e d’allori

Il chiacchiericcio dell’acqua dai fossi

sussurrava: vieni canta anche tu…

nel grande oblio della solitudine!

Ma sul tutto increspava lo splendore.

Poi dissolveva in ombra la luce diurna,

stormivano alte le fronde, oltre i tetti.

Settembre fu generoso di frutti e d’uve:

” Così moriva il volo stanco della farfalla “

@Mirella Ester Pennone Masi 22 settembre 2013

foto web

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