“L’ ULTIMO AFFONDO”, Augusta Del Corso

“L’ ULTIMO AFFONDO”

Io non sogno di terre lontane

e d’esotiche genti ,

in mente ho solo un paese…

il cadenzato dire della gente

è voce di mia madre…

… Saliva cantando la scala ,

bacile in gioco sulla crocchia bruna ,

il viso perlato di sudore e gocce d’acqua…

E sogno , madre mia prima

del nostro tempo insieme …

non so perché solo questo

e non altro alle mie spalle…

Ti vedo nell’aura di luce del balcone ,

con ansia chinare la testa

cui m’attirava scarna la tua mano

a leggermi più dentro

i piccoli tormenti giovanili…

Taceste al mio andare

quasi senza avvertire…

colpo d’ala improvviso

da spingere lontano il mio fuggire,

più di quanto lo possa la smania

di spazi infiniti….

così vi rammento ,

di me rimpianto mai consumato…

E penso a te , terra mia

fragranze di fieno e di mare

e folli corse alla marina

fra tigli e canti di cicale…

mia terra ferita e ripudiata

è non aver capito allora

che ora mi porta l’ultimo affondo.

Augusta Elena Del Corso

16 Settembre 2022

Diritti Riservati –

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