“WINEFT”, IL VINO DIGITALE DEGLI NFT, di Silvia Gario

Le nuove tecnologie digitali stanno cambiando profondamente il marketing ed il business del vino. Una delle ultime novità è rappresentata dall’utilizzo della Blockchain e degli NFT.

È utile partire da un piccolo approfondimento sulla tecnologia degli NFT prima di espandere il tema delle applicazioni nel mondo del vino.

NFT significa Not Fungible Tokens, ossia oggetti digitali unici.
Per essere unico, l’oggetto digitale deve avere dei sistemi che stabiliscano la sua unicità ed uno di questi sistemi è usare un metodo di tracciamento: al momento della creazione viene messo un timbro digitale che non può essere copiato, ed anzi registra ogni volta che viene copiato o trasferito.

BLOCKCHAIN è un registro condiviso, dove le informazioni vengono continuamente sincronizzate, cifrate e criptate.
L’algoritmo della blockchain prevede che tutte le informazioni vengano scritte su tanti blocchi e poi cifrate. In questo modo se un malintenzionato modifica una riga da qualche parte, l’algoritmo se ne accorge perché ha la possibilità di fare il confronto sugli altri blocchi. Esiste poi un meccanismo abbastanza complesso per la cifratura, ma quel che è necessario sapere è solo che quando si fa una transazione, sia essa di denaro o di vino, questa viene scritta in tutti i blocchi e dunque modificarla diventa impossibile, perché occorrerebbe avere una modifica contemporanea su almeno il 50%+1 dei blocchi che costituiscono il sistema.
La cifratura serve a tenere ben custodita l’informazione.

Gli NFT nel vino possono avere diverse funzioni e caratteristiche, a seconda delle strategie e degli obiettivi che vengono posti.
Prendiamone alcune in considerazione:

CERTIFICAZIONE DI AUTENTICITÀ’
La tecnologia degli NFT dando la possibilità al produttore di emettere un Token digitale relativo ad una singola bottiglia immessa sul mercato, può certificare in maniera inequivocabile la sua autenticità. Inoltre, dato che ogni successivo passaggio di proprietà deve essere autenticato dalla rete Blockchain e viene poi inscritto come nuovo elemento informativo, sarà sempre possibile non solo attestare la storia di quella bottiglia, ma anche impedirne la contraffazione.

ELEMENTI DIGITALI RARI COLLEGATI AL VINO
Con l’utilizzo degli NFT si possono correlare tra loro diversi elementi digitali allo specifico elemento fisico: cioè per il vino è possibile emettere dei Token che colleghino determinate bottiglie a elementi digitali esclusivi e rari. Un esempio può essere quello di emettere degli NFT contenenti opere d’arte digitali collegate a edizioni limitate di bottiglie di alto valore: in questo modo oltre alla bottiglia l’eventuale acquirente diventerebbe proprietario anche di un’opera d’arte.

ACCESSO A CONTENUTI ESCLUSIVI
La proprietà di una bottiglia può essere collegata, per esempio, al diritto a partecipare ad un evento esclusivo (digitale o fisico) o comunque a qualcosa che può durare anche oltre la consumazione della bottiglia o il realizzarsi dell’evento: come può essere la certificazione digitale di partecipazione ad una community o l’accesso a nuovi contenuti esclusivi.

SMART CONTRACT
La possibilità per il produttore di registrare, al momento dell’emissione degli NFT, dei contratti che regolano gli importi sugli scambi commerciali: il produttore che emette un NFT relativo ad una determinata bottiglia di vino può inserire una commissione per ogni atto di rivendita di tale bottiglia. Si tratta quindi del concetto delle royalties applicate al mondo del vino, utile soprattutto ai produttori di vini famosi. Queste bottiglie, una volta immesse nel mercato, spariscono dal controllo del produttore e possono raggiungere valutazioni economiche altissime nei mercati secondari.

FUTURES
I Futures sono “contratti a termine” che vengono negoziati tra le parti per un acquisto temporalmente differito, ma ad un prezzo prefissato in anticipo. Un produttore di vino avrebbe la possibilità di emettere tramite NFT dei Futures sulla successiva vendemmia o sull’imbottigliamento futuro di un vino, anticipando eventuali fluttuazioni dei prezzi e mettendosi al sicuro da eventuali rischi ambientali per la vigna.

INVESTIMENTI NEI FINE WINES
E cioè considerare la proprietà degli NFT come veri e propri strumenti finanziari da scambiare sui mercati finanziari: un produttore, una volta emesso un Token su di una bottiglia può decidere di venderla continuando a gestirne lo stoccaggio in una struttura ad hoc, controllata e certificata per conservare Fine Wines senza alterazioni. Fintanto che tale bottiglia, collegata ad uno specifico NFT, rimane presso la struttura, il Token digitale potrà essere scambiato sui mercati finanziari digitali esattamente come un’azione o un’obbligazione: al bene fisico reale non accadrà nulla fintanto che non verrà riscattato e quindi uscirà dal magazzino e dal mercato.

PROBLEMI DI SOSTENIBILITÀ’ AMBIENTALE
La capacità di calcolo della Blockchain è resa possibile da migliaia di computer e calcolatori indipendenti.
Questa attività consuma grandi quantità di energia e l’eccessivo consumo energetico si scontra con la sostenibilità ambientale alla quale sempre più aziende vitivinicole si appellano.

Le possibili applicazioni degli NFT nel mondo del vino sono molteplici ed il vino stà divenendo digitale.
Silvia Gario

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