La fine dell’estate con Hermann Hesse

La fine della stagione estiva mette sempre un po’ di malinconia addosso a tutti noi. Non è da meno il mondo della poesia, i cui autori hanno affrontato la fine dell’estate con toni quasi tra il malinconico e il speranzoso
Una delle figure più importanti del ‘900 letterario tedesco, Herman Hesse, così innamorato della natura, come avrebbe non potuto scrivere una poesia perfetta sulla fine dell’estate? Ha saputo cogliere il sentimento di vaga malinconia , rimpianto e rimorso che accompagna ogni essere umano quando la bella stagione vola via.
Nonostante il caldo il poeta stava fuori ugualmente godendosi gli ultimi giorni, gli ultimi scenari. Alla fine stremato tornava a casa per cercare di intrappolare inutilmente sulla carta i momenti vissuti.

Napoli

Nonostante il caldo opprimente di questi giorni, sto molto fuori.
So fin troppo bene quanto questa bellezza sia effimera,
come rapidamente si accomiata ed io sono così bramoso,
così avido di questa bellezza dell’estate che declina!
Vorrei vedere tutto, toccare tutto, odorare e assaporare
tutto ciò che questo rigoglio estivo offre,
vorrei conservare tutto questo e tenermelo per l’inverno,
per i giorni e gli anni futuri, per la vecchiaia.

In giardino, sulla terrazza, sulla torretta sotto la meridiana,
ogni giorno sto seduto per ore, e con matita e penna,
con pennello e colori disegno accuratamente le ombre mattutine
sulla scala del giardino e le contorsioni dei grossi serpenti
del glicine e cerco di riprodurre le lontane, limpide tinte
delle montagne al crepuscolo, diafane come un sospiro
eppure fulgide come gioielli.

Quindi rientro in casa stanco, molto stanco,
e quando la sera metto i miei fogli nella cartella,
quasi mi dà tristezza vedere quanto poco del tutto
ho potuto segnare e fissare per me.

*Una poesia struggente dove è espresso bene il senso di perdita per qualcosa che sta rapidamente volgendo a termine. Il poeta con una smania quasi febbrile vorrebbe colmarsi di questi ultimi giorni con tutti e cinque i sensi, riprodurre ciò che vede con il disegno, ciò che prova nei versi ma è tutto molto limitato. Le stagioni della vita sono effimere e possono rimanere solo nei ricordi. Una metafora intensa sulla fugacità della vita, al tramonto della propria esistenza si rimpiange amaramente le giovanili estati passate troppo in fretta

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