Eugenio Montale, il poeta del disincanto

Eugenio Montale (Genova, 12 ottobre 1896 – Milano, 12 settembre 1981) è stato un poeta, traduttore, scrittore, filosofo, giornalista, critico letterario, critico musicale e politico italiano.
Nel 1967 viene nominato senatore a vita e nel 1975 riceve il premio Nobel per la letteratura. Muore nel 1981.

«QUALCHE STORTA SILLABA»

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l’uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l’ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

*In questi meravigliosi versi, il grande poeta riflette sul significato della poesia… non è un’illuminazione per chi legge o voler insegnare verità assolute, nessuno lo può fare perché nessuno conosce il vero senso della vita, ma proprio nella poesia si possono celare quei limiti e quei dubbi che ognuno ha.

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