Depressione e poesia, tra dolore e talento.

Gli autori nella storia dell’ umanità hanno sempre preso spunto dalle emozioni, più l’ emozione è forte e più riescono a elaborare un romanzo di alto livello.
Alcuni autori dopo un periodo di depressione sono riusciti a rialzarsi e ad arrivare al successo ispirandosi a quel periodo, altri meno. Molti dei nostri poeti più famosi soffrivano di depressione. Emily Dickinson, Edgar Allen Poe, Tennessee Williams ed Ernest Hemingway, per citarne alcuni, sono tutti famosi quasi tanto per le loro lotte con la depressione quanto per il loro dono della poesia. La poesia ha il potere di mostrare una significativa profondità di emozioni mentre porta alla luce l’oscurità interiore. I greci consideravano le biblioteche luoghi curativi per l’anima. Letteratura e poesia, infatti, possono essere ottimi strumenti terapeutici per superare una forma depressiva, perché un libro è più di un semplice rifugio. La depressione colpisce almeno 300 milioni di persone in tutto il mondo. Ciò include persone di tutte le età e provenienti da ogni regione del mondo. La buona notizia è che sono emerse opzioni di trattamento efficaci a causa di questo problema diffuso. La poesia ha un modo unico di esprimere pensieri e sentimenti legati alla depressione. Può essere accattivante, stimolante e straziante quando il lavoro ti consente di relazionarti con il dolore, il dolore o la disperazione. Molti hanno trovato leggere o scrivere poesie come un modo per aiutarli a far fronte. Inoltre, opzioni come lavorare con un professionista autorizzato alla salute mentale, farmaci antidepressivi e apportare cambiamenti positivi allo stile di vita sono metodi efficaci per vivere una vita sana e libera dalla depressione. Esistono diversi tipi di depressione e diversi livelli. Una certa depressione è attribuita a uno squilibrio chimico nel cervello. Può anche essere ormonale, ereditario o il risultato di un trauma. Il bipolarismo è un disturbo dell’umore in cui la depressione è uno dei sintomi significativi. Le persone che sono bipolari sperimentano alti e bassi estremi nei loro comportamenti d’umore. Virginia Woolf e Sylvia Plath ne soffrivano come testimoniano le loro poesie. Giovanni Pascoli uno dei migliori autori della storia italiana, ha vissuto una vita molto complicata, oltre alla morte dei propri genitori e dei fratelli, da ragazzo durante gli studi universitari venne arrestato per le idee politiche. Durante la prigionia durata due mesi cadde in depressione. Edgard Allan Poe, uno degli scrittori più famosi dell’ 800′, famoso per aver creato il genere Horror; Poliziesco e Giallo.
Ha vissuto una vita complicatissima, influenzando i propri romanzi, tanto che i suoi racconti si ispiravano proprio alle sue vicende. Ha sofferto così tanto che Baudelaire disse che Poe fosse nato sotto il segno della sfortuna, tutti questi avvenimenti drastici, oltre che a portarlo alla depressione lo fecero cadere anche nell’ alcolismo, andando a vagabondare per la città, si abbandonò totalmente a se stesso.

Sylvia Plath (Boston, 27 ottobre 1932 – Londra, 11 febbraio 1963) è stata una poetessa e scrittrice statunitense. Conosciuta per le sue poesie, scrisse il romanzo semi autobiografico La campana di vetro (The Bell Jar) sotto lo pseudonimo di Victoria Lucas. Sempre sospesa tra luci ed ombre. Tra entusiasmo e depressione. Tra voglia di vivere e desiderio di morire. Così trascorse la sua breve esistenza.
La poesia di Sylvia Plath parte da un ricordo. Ariel era infatti il cavallo che aveva quando era bambina e con la quale riusciva a sentire concretamente una serenità coinvolgente. L’incipit della poesia racconta proprio una corsa sfrenata e liberatoria, dove persona e natura si fondono e finalmente Plath riprende fiato dopo l’estenuante pesantezza della vita durante il giorno.

“Ariel”
Stasi nel buio.
Poi l’insostanziale azzurro
riversarsi di altura e lontananze.
Leonessa di Dio,
come ci compenetriamo,
perno di talloni e ginocchia!-il solco
si fende e passa, fratello
all’arco bruno
del collo che non posso afferrare,
bacche occhi-di-negro
gettano scuri
uncini-
nere boccate dolci di sangue,
ombre.
Qualcos’altro
mi solleva per l’aria-
Cosce, criniera;
scaglie dai miei talloni.
Bianca
Godiva, mi spoglio-
morte mani, morte costrizioni.
E ora io
schiumo in grano, un luccichio di mari.
Il grido del bambino
si dissolve nel muro.
E io
sono la freccia,
la rugiada che vola
suicida, fatta una con lo slancio
dentro l’occhio
scarlatto, il crogiolo del mattino.

*Versi forti, molto intensi, un grido d’aiuto inascoltato, la voglia di vivere, guarire che non trova spazio o risposta. Per il tempo di una corsa lei sente l’ardore dell’animale quasi compenetrarla, risvegliandola alla vita, alla speranza di liberarsi di quel vuoto, del gelo che la soffoca e diventa tutt’uno con l’infinito a cui aspira. Purtroppo la depressione è una malattia seria, molto diffusa che rovina la vita ma con l’aiuto di medici, familiari e amici nessuno deve sentirsi un grido inascoltato.

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