L’aria che respiri

L’inquinamento atmosferico è la presenza nell’atmosfera terrestre, di agenti fisici (come il carbonioso), chimici (come gli idrocarburi) e inquinanti biologici (come per esempio l’antrace) che modificano le caratteristiche naturali atmosferiche causando un effetto dannoso su esseri viventi e ambiente. L’inquinamento atmosferico è causato dalla diffusione nell’atmosfera di gas e polveri sottilissime. Le principali fonti di inquinamento aria sono le attività industriali, gli impianti per la produzione di energia, gli impianti di riscaldamento e il traffico che sono tutte attività dell’uomo. Le aree più colpite sono le grandi aree urbane dove si concentrano industrie, traffico e riscaldamento. Il fenomeno dello smog (dall’unione delle due parole inglesi smoke “fumo” e fog “nebbia”) è una conseguenza dell’inquinamento atmosferico nei centri urbani. Tra le principali fonti di rilascio di inquinanti nell’atmosfera si annoverano gli impianti chimici industriali, gli inceneritori, i motori a scoppio degli autoveicoli, le combustioni in genere. Gli inquinanti hanno un ruolo in molte patologie a carico dell’apparato polmonare, cardiocircolatorio e del sistema immunitario. L’inquinamento dell’aria causa da solo ogni anno 2,1 a 4,21 milioni di morti. L’inquinamento atmosferico mondiale provoca la morte di circa 7 milioni di persone ogni anno.

  • 1954 – Odi elementari
    1954  –  ODI   ELEMENTARI

Ode all’aria

Camminando per un cammino
incontrai l’aria,
la salutai e le dissi
con rispetto:
« Mi rallegro
che per una volta
lasci la tua trasparenza,
così parleremo ».
Essa, instancabile,
ballò, mosse le foglie,
scosse con il suo riso
la polvere dalle mie suole
e, alzando tutta
la sua azzurra alberatura,
il suo scheletro di vetro,
le sue palpebre di brezza,
immobile come un palo
si fermò ad ascoltarmi.
Le baciai la cappa
di regina del cielo,
mi avvolsi nella sua bandiera
di seta celestiale
e le dissi:
regina o compagna,
filo, corolla o uccello,
non so chi sei, ma
una cosa ti chiedo,
non venderti.
L’acqua si vendette
e dalle tubature
nel deserto
ho visto
esaurirsi le gocce,
e il mondo povero, il popolo ho visto
camminare con la sua sete
barcollando sulla sabbia.
Ho visto la luce della notte
razionata,
la gran luce nella casa
dei ricchi.
Tutto è aurora nei
nuovi giardini sospesi,
tutto è oscurità
nella terribile
ombra del vicolo.
Da lì la notte,
madre matrigna,
esce
con un pugnale in mezzo
ai suoi occhi di gufo,
e un grido, un assassinio
si levano e si smorzano
inghiottiti dall’ombra.
No, aria,
non venderti,
che non ti canalizzino,
che non t’imprigionino in tubi
e in serbatoi
né ti comprimano,
che non ti riducano in tavolette,
che non ti mettano in bottiglie,
sta’ attenta!
chiamami,
quando hai bisogno di me,
io sono il poeta figlio
di poveri, padre, zio,
cugino, fratello carnale
e fratello del cognato
dei poveri, di tutti,
della mia patria e della patria degli altri,
dei poveri che vivono vicino al fiume,
e di quelli che sulla sommità
della cordigliera verticale
triturano la pietra
inchiodano tavole,
cuciono vesti,
tagliano legna,
macinano terra,
e per questo
voglio che respirino,
tu sei l’unica cosa che possiedono,
per questo sei
trasparente,
perché vedano
ciò che accadrà domani,
per questo esisti,
aria,
lasciati respirare liberamente,
non farti imprigionare,
non fidarti di quelli che
vengono in automobile
ad esaminarti,
lasciali perdere,
ridi di loro,
fa’ volar via il loro cappello,
non accettare
le loro proposte,
andiamo insieme
a ballare per il mondo,
a far cadere i fiori
del melo,
a penetrare nelle finestre,
a fischiare insieme,
a fischiare
melodie
di ieri e di domani!
verrà un giorno
in cui libereremo
la luce e l’acqua,
la terra, l’uomo,
e tutto sarà per tutti,
come tu sei.
Per questo, ora,
fa’ attenzione!
e vieni con me,
ci rimane molto
da ballare e cantare,
andiamo
nel mare aperto,
nell’alto dei monti,
andiamo
dove sta per fiorire
la nuova primavera
e con un colpo di vento
ed un canto
ripartiamo i fiori,
l’aroma, i frutti,
l’aria
di domani.

*Aria, dovresti essere libera e pura per la vita di tutti gli esseri viventi. No, non ti sei venduta ma ti hanno tradita, violata, sporcata…ti stanno avvelenando giorno per giorno nonostante tu sia così necessaria… chissà come scrive il Neruda, arriverà il tempo in cui l’uomo capirà e libererà tutto luce, acqua, terra, aria ai giorni di domani.

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