I cibi “poveri” cantati da Neruda

L’olio d’oliva. Persino Pablo Neruda, il grande poeta Cileno, ha tratto ispirazione dall’olio d’oliva.  Evidentemente oltre ai benefici del gusto e a quelli salutari, l’olio provoca benessere anche all’animo umano. Si definisce Extravergine di Oliva l’olio ottenuto dalla prima spremitura di olive attraverso processi meccanici, quindi senza ricorso a processi o sostanze chimiche, in condizioni che non causino alterazioni dell’olio e la cui acidità libera, espressa in acido oleico, non risulti superiore all’0,8%. Ben diverso invece dall’olio di oliva che è invece composto da una parte di olio vergine e da una parte di olio raffinato, per non parlare dell’olio di sansa di oliva che subiscono processi chimici e alterazioni termiche. I polifenoli e gli acidi grassi polinsaturi contenuti al suo interno, hanno un effetto di riduzione del colesterolo totale e l’ossidazione delle LDL prevenendo l’aterosclerosi, dell’insulinemia e della pressione arteriosa.   Stimolando la contrazione della colecisti, aiuta la digestione in particolare dei lipidi, migliora l’acidità gastrica in caso di ulcere e gastrite ha un effetto benefico, e può essere utile anche nel mantenimento della regolarità della funzione intestinale, accelerando il transito del cibo.

Ode all’Olio 1956  –  NUOVE   ODI   ELEMENTARI

Accanto al frusciare
del cereale, tra le onde
del vento sull’avena,
l’ulivo
dal volume argentato,
stirpe austera,
nel suo ritorto
cuore terrestre:
le gracili
ulive
lucidate
dalle dita
che fecero
la colomba
e la chiocciola
marina:
verdi,
innumerevoli,
purissimi
picciuoli
della natura,
e lì
negli
assolati
uliveti,
dove
soltanto
cielo azzurro con cicale
e terra dura
esistono,

il prodigio,
la capsula
perfetta
dell’uliva
che riempie
il fogliame con le sue costellazioni:
più tardi
i recipienti,
il miracolo,
l’olio.
Io amo
le patrie dell’olio,
gli uliveti
di Chacabuco in Cile,
al mattino
le piume di platino
forestali
contro la rugosa
cordigliera,
ad Anacapri, là su,
nella luce tirrena,
la disperazione degli ulivi,
e nella carta d’Europa,
la Spagna,
cesta nera di olive
spolverata di fiori d’arancio
come da una ventata marina.

Olio,
recondita e suprema
condizione della pentola,
piedistallo di pernici,
chiave celeste della maionese,
delicato e saporito
sulle lattughe
e soprannaturale nell’inferno
degli arcivescovili pesciprete.

Olio,
nella nostra voce, nel
nostro coro,
con
intima
mitezza possente
tu canti:
sei lingua
castigliana:
ci sono sillabe di olio,
ci sono parole
utili e profumate
come la tua fragrante materia.

Non soltanto il vino canta,
anche l’olio canta,
vive in noi con la sua luce matura
e tra i beni della terra
io seleziono,
olio,
la tua inesauribile pace,
la tua essenza verde,
il tuo ricolmo tesoro che discende
dalle sorgenti dell’ulivo.

*Come poteva mancare tra gli alimenti cantati, in  modo così stupendo, dal grande poeta cileno, l’olio, l’oro della terra, il più nobile. L’ulivo celebrato fin dall’antichità, pianta millenaria e generosa, ambasciatrice di pace. Ci sono sillabe profumate nella sua parola come la sua essenza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...