Data alle fiamme la storica bancarella di libri usati a Roma: distrutta una  montagna di sapere  per mano di ignoti. Gabriella Paci

Una bravata di pessimo gusto o più semplicemente una cattiva azione gratuita,dettata da pochezza di relazioni e di capacità di riflessione  che è costata la fine di un’attività trentennale e la perdita di un piccolo patrimonio di saggezza.

Come definire altrimenti l’incendio doloso che è costato la perdita di circa 6.000 volumi di vari genere letterario,autore e data? In soli 10 metri quadri a Piazzale Flaminio a Roma Alberto Maccaroni,prima occupato nell’edilizia, aveva realizzato in trent’anni di vita quello che era il suo sogno: conoscere e far conoscere agli altri ,attraverso la lettura,qualcosa in più del mondo intorno a noi e dietro di noi. Frequentata da intellettuali e non ,comprava e vendeva libri usati per ogni esigenza,da quella della semplice lettura di un romanzo a quella specifica di autori classici.

Eppure quella bancarella,gestita con garbo e competenza dal signor Alberto che per questo era stato insignito del titolo di “professore” ha dato noia a qualche teppistello che ha pensato bene di farne un bel falò ,magari per far parlare del suo gesto scellerato .

Il 9 luglio scorso,alle 5 di mattina qualcuno aveva infatti allertato i vigili per quell’incendio in centro che stava divorando i libri e la struttura di metallo e plastica che era stata costruita a protezione .

Ma lui,il professore,intervistato da qualche reporter e giornalista, con la sua  naturale signorilità e pazienza,non ha inveito contro i responsabili né si è lasciato andare alla commiserazione ma con apprezzabile spirito di resilienza ha detto che si sarebbe fatto daccapo nella ripresa della sua attività.

Non sono mancati apprezzamenti e gesti di solidarietà nei suoi confronti che,subito  dopo il disastro, gli hanno consentito di avere già un recupero di quasi la metà dei libri perduti e dopo soli quattro giorni, la bancarella era di nuovo in funzione.

Purtroppo certe edizioni “storiche “ di volumi classici sono andate irrimediabilmente perdute ma la bancarella di Piazzale Flaminio tornerà ad esserci perché come ha detto lo stesso gestore:”La cultura risorge sempre “

Alberto e la sua bancarella

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