“TUTTO QUESTO SI PERDERA'”, libro di Massimo Occhiuzzo, presentazione di Silvia De Angelis

Una scrittura intraprendente e omogenea, quella di Massimo Occhiuzzo, per introdurci
in una dimensione d’esistenza in cui agiscono diversi personaggi, con le loro svariate problematiche di vita.
Su tutto domina l’ansietà d’una madre che perde le tracce del proprio figlio, la difficoltà dei giovani d’introdursi in un ambiente lavorativo che renda certezze e la situazione precaria del sud della nostra penisola, ancora macchiata da strati mafiosi.
Sono questi i temi trattati dall’autore in questo volume articolato in un succedersi
di situazioni fortemente  collegate tra loro, che permettono una lettura colma di brio.
Un bene assoluto e inscindibile, nel corso del tempo, quello di una mamma, assai
apprensiva, per il buon andamento della sorte della prole, per cui  è sempre pronta  a rafforzare quel collante emotivo. Una madre che dà tutta sé stessa in ogni occasione, nella speranza che sempre il meglio sia riservato a quella parte di sé, così importante ed evoluta fino ad annullarsi quasi, per uno spiraglio di benessere rivolto al figlio.
I figli da parte loro, lottano per un cammino migliore, “catturando” qualsiasi occasione lavorativa, che permetta loro un senso d’indipendenza economica, anche se talvolta debbono pagare lo scotto delle loro scelte precipitando in un ambiente non consono alle loro aspettative , anzi, trovandosi addirittura in situazioni drammatiche, da cui risulti difficile districarsi.
E ancora quell’egoismo occulto che li rende complici di una fuga dal bene
materno, una sparizione, così inspiegabile e fuori dimensione che diverrà protagonista, infine, di “un non riconoscimento da parte della genitrice” sconvolta dal dolore di una mancanza nel tempo, che crea addirittura uno scompenso mentale.
Un sud d’Italia rimasto ancorato a trame mafiose del passato, che non  si dissolvono
in alcun modo, ma che sono ancora frutto d’un clientelismo accentuato e insane forme
di violenza, da cui e’ difficile salvaguardarsi…
Una terra calda, che offre poche possibilità di lavoro e si basi ancora sulla prepotenza di “signorotti”…. sono “loro” a  fare il bello e il cattivo tempo con un’inaudita prepotenza e abuso di potere.
Credo che Occhiuzzo si sia avvicinato, con questo scritto, a eventi assai ricorrenti
nell’oggi e che dimostrano quanto sia ancora radicato in noi “il passato”
 rafforzato ancor più da un’epoca quanto mai incerta per la situazione politica del paese,  in forte disagio economico, per le scelte recenti fatte dai governanti.
Il volume, nel suo incedere, si rende assai interessante, trasmettendo, per così dire” una certa curiosità di sapere cosa stia per succedere da un momento all’altro
e accelerando, così, il passo di lettura.
Una lettura nitida, pur affrontando, nel suo insieme, argomenti complessi che sono
alla base di un racconto, non privo di situazioni inaspettate, che andranno a completare un quadro descrittivo, nell’insieme, non troppo drammatico. Lascerà intravedere, in ogni caso, uno spiraglio di positività, nello svolgersi dei suoi giorni.
Essi trascorrono assai velocemente, e comprendono fatti salienti che danno corpo alla struttura del libro.
Un libro che dimostra la profonda sensibilità dell’autore, e il suo affrontare chiaroscuri del percorso, non semplici nelle loro notevoli sfumature, ma che sanno prendere sapientemente corpo in uno scorrere di esiti, collegati tra loro, ma del tutto insoliti , in uno scenario assai consapevole di vita che fugge…..

@SILVIA DE ANGELIS














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