The Thorn in the Breast

The Thorn in the Breast

Colleen McCullough born on 1 June 1937 was an internationally acclaimed Australian author of Maori ancestry, best known for her novel “The Thorn Birds” published in 1977.
In1983 the novel was also adapted into the eponymous television series, starring Richard Chamberlain, which became the United States’ second-highest-rated miniseries of all time, behind “Roots”.

The story spans three generations of the Cleary family, who moved from New Zealand to Australia. At the heart of the plot, which opens on Meggie Cleary’s fourth birthday and concludes 55 years later, is her love for a handsome Irish Catholic priest, Father Ralph, a man she first met when she was just a little girl.
Forced to choose between the woman he loves and the Church he is sworn to, Father Ralph remains with the Church, eventually becoming a Cardinal in Rome and never realizing that Meggie’s son is his own child.

The title of the book refers to the mythical “thornbird” who spends his life looking for a thorny tree and when he finds it he dies singing the most beautiful song ever heard
Here is how the myth is presented in the first part of the novel:
There is a legend about a bird which sings just once in its life, more sweetly than any other creature on the face of the earth. From the moment it leaves the nest it searches for a thorn tree, and does not rest until it has found one. Then, singing among the savage branches, it impales itself upon the longest, sharpest spine. And, dying, it rises above its own agony to out-carol the lark and the nightingale. One superlative song, existence the price. But the whole world stills to listen, and God in His heaven smiles. For the best is only bought at the cost of great pain…. Or so says the legend. “

The tale is based on a Celtic myth about a bird that trades his own life for the most beautiful melody, and, carried away in the rapture of the song, she impales himself on the sharpest thorn of the tree on which he has finally rested.
The thorn bird symbolizes the tenderness of the brief, forbidden love affair between Meggie and Father Ralph, resulting in pain and tragedy.

Many years after telling Meggie the legend, Ralph elaborates its meaning as follows:
Each of us has something within us which won’t be denied, even if it makes us scream aloud to die. We are what we are, that’s all. — Everyone singing his own little song, convinced it’s the most wonderful song the world has ever heard. Don’t you see? We create our own thorns, and never stop to count the cost. All we can do is suffer the pain, and tell ourselves it was well worth it … The bird with the thorn in its breast, it follows an immutable law; it is driven by it knows not what to impale itself, and die singing . At the very instant the thorn enters there is no awareness in it of the dying to come; it simply sings and sings until there is not the life left to utter another note. But we, when we put the thorns in our breasts, we know. We understand. And still we do it. Still we do it.”

La spina nel petto

Colleen McCullough, nata il 1 giugno 1937, fu un’autrice australiana di fama internazionale, nota soprattutto per il suo romanzo “The Thorn Birds/Uccelli di rovo” pubblicato nel 1977.
Nel 1983 il romanzo fu adattato nella serie televisiva dallo stesso titolo, con Richard Chamberlain, che è diventata la seconda miniserie americana di tutti i tempi, dietro a “Roots/Radici”.

La storia abbraccia tre generazioni della famiglia Cleary, che dalla Nuova Zelanda si trasferisce in Australia. Al centro della trama, che si apre al momento del quarto compleanno di Meggie Cleary e si conclude 55 anni dopo , c’è il suo amore per un bel prete cattolico irlandese, padre Ralph, un uomo incontrato per la prima volta quando era solo una bambina.
Costretto a scegliere tra la donna che ama e la Chiesa a cui ha giurato fedeltà, padre Ralph rimane in seno alla Chiesa, diventando infine cardinale a Roma, senza mai rendersi conto che il bambino di Meggie è suo figlio.

Il titolo del libro si riferisce al mitico “uccello di rovo” che passa la vita a cercare un albero spinoso e quando lo trova muore cantando la più bella canzone mai sentita.
Ecco come viene presentato quel mito nella prima parte del romanzo:
Una leggenda narra di un uccello che canta una sola volta nella vita, più soavemente di qualsiasi altra creatura sulla faccia della terra. Dal momento in cui lascia il nido, cerca un grande rovo e non riposa finché non lo trova. Poi, cantando tra i rami selvaggi, si trafigge sulla spina più lunga e acuminata. E, mentre muore con la spina nel petto, vince il tormento superando nel canto l’allodola e l’usignolo. Una melodia eccelsa il cui scotto è la vita. Ma il mondo intero tace per ascoltare, e Dio, nel suo Paradiso, sorride. Al meglio si giunge solo a costo di grande dolore… o almeno così dice la leggenda.”

Il racconto si basa su un mito celtico che parla di un uccello che baratta la sua propria vita per la melodia più bella e, trascinato nell’estasi del suo canto si infilza sulla spina più aguzza del rovo su cui si è finalmente posato.
L’uccello di rovo simboleggia la tenerezza della breve relazione amorosa proibita tra Meggie e padre Ralph, che provoca dolore e tragedia.

Infatti, molti anni dopo aver raccontato a Meggie la leggenda, padre Ralph ne elabora così il significato:
Ognuno di noi ha qualcosa dentro di sé che non può essere negato, anche se ci fa urlare dal dolore. Siamo quello che siamo, tutto qui. — Ognuno canta la sua piccola canzone, convinto che sia la canzone più meravigliosa che il mondo abbia mai sentito. Non vedi? Ci creiamo le nostre spine e non ci fermiamo mai a calcolarne il prezzo. Tutto quello che possiamo fare è patire quel dolore, e dirci che ne è valsa la pena… L’uccello con la spina nel petto, segue una legge immutabile; è spinto da non sa che cosa a trafiggersi, e morire cantando. Nell’attimo stesso in cui la spina lo penetra, non ha consapevolezza della morte imminente; si limita a cantare e a cantare, finché non rimane più vita per emettere un’ altra nota. Ma noi, quando ci affondiamo le spine nel petto, lo sappiamo. Comprendiamo. E lo facciamolo lo stesso. . Lo facciamolo lo stesso.”

Un pensiero su “The Thorn in the Breast

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...